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Per la difesa della terra e del territorio |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
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24-08-2009 22:30 |
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Negli ultimi mesi la pianificazione del territorio ticinese è stata al centro dell'attenzione massmediatica. Come purtroppo spesso accade al termine di questi dibattiti, a prevalere sono sempre le opportunità economiche e politiche delle varie lobby, a discapito dell'ambiente e degli interessi della comunità che vive sul territorio. Il discusso inceneritore di Giubiasco, non senza problemi, negli scorsi giorni è entrato in funzione. Un ecomostro e il sistema che lo genera che, senza alcun riguardo per un'adeguata e civile separazione dei rifiuti, rilascerà nell'aria i veleni della spazzatura portando la qualità dell'aria già pessima ad un livello inaccettabile per la salute. A Bellinzona invece è accesa la discussione per la costruzione di uno stadio da 12'000 persone con annessi vari centri commerciali. Un progetto megalomane, in una delle ultime zone verdi della città, che sembra più il frutto di speculazioni economiche e di propaganda politica da parte delle autorità cittadine piuttosto che il risultato di un'ocultata e sostenibile pianificazione del territorio. L'incerenitore e la "Bellarena", rappresentano solo gli esempi più attuali di un'evidente mancanza di progettualità e di sensibilità verso le problematiche legate al territorio. Sono infatti molti i progetti che, pur non riscuotendo la stessa atttenzione massmediatica, rischiano di mettere seriamente in pericolo l'ambiente e al vivibilità del territorio ticinese: - La costruzione del Palace a Lugano;
- La galleria che collegherà la piana del Vedeggio con la valle del Cassarate;
- La superstrada Mendrisio-Varese;
- La posa delle antenne per la telefonia mobile in vari luoghi del Ticino.
Grazie alla mobilitazione popolare, altri progetti simili sono invece stati bloccati:- La Variante 95 che voleva tagliare in due il Piano di Magadino
- La costruzione dello stand di tiro sul Monte Ceneri che avrebbe aperto le porte a redditizie speculazioni sui territori su cui oggi sorgono gli stand regionali
::Approfondimenti:: FTR Lotte diffuse per territori vivibili | FTR In pericolo il diritto di ricorso delle associazioni ecologiste | EZLN: Di fronte all’Esproprio Capitalista, la difesa della terra e del territorio
::Altre feature correlate:: Contro la chiusura della stazione FFS di Airolo | Rivestimento del Conza: l'ennesima Bottanata | Ancora nucleare in Svizzera? | Dalla Campania al Ticino, storie di 'monnezza |
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1. Mai 2009 - Globale Krise – Globale Proletarisierung |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia - migrazioni / antirazzismo / NoBorder -
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13-04-2009 20:57 |
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Globale Krise – Globale Proletarisierung – Rettungspaket: Kapitalismus zerschlagen"Seit drei Monaten bricht der Welthandel ein, das ist der Kipppunkt und wesentlich gefährlicher als die »Bankenkrise« der letzten zwei Jahre. Und es geht in seiner Dynamik bereits jetzt über die Weltwirtschaftskrise der 30er Jahre hinaus. Damals fiel der Welthandel in einem protektionistischen Flächenbrand in der ersten Hälfte der 30er Jahre um 66 Prozent – beim aktuellen Tempo wäre diese Marke in etwa im Herbst 2009 erreicht – obwohl der protektionistische Wettlauf noch gar nicht richtig losgegangen ist. Wenn er losgeht, wird uns nicht nur das Welthandelssystem, sondern auch Weltfinanzsystem und Weltwährungssystem um die Ohren fliegen." (aus 'wildcat': Thesen zur globalen Krise)
Passend zur Krise finden auch dieses Jahr verschiedene Mai-Feierlichkeiten statt. Doch "die (radikale) Linke ist nicht auf der Höhe der Zeit, sondern macht business as usual. Bündnispolitik, Mobilisierung zum symbolischen Gipfelsturm, Hoffen auf Gewerkschaften und andere Institutionen." (ebd.). Die Mai-Feierlichkeiten können aber vielleicht auch die Möglichkeit eröffnen, sich zu treffen, zusammen zu sprechen und die Vereinzelung des Alltags für einmal zu überwinden. Und etwas ganz Neues entstehen zu lassen: Aufrufe
Berichte | Communiqués | Flugblätter
Ältere Features: 2008 | 2007 | 2006 | 2005 |
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INNSE - Giù le mani! |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
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16-02-2009 23:54 |
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Die Geschichte ist unglaublich, aber wahr: Am Samstag, 31. Mai 2008 erhielten die fünfzig ArbeiterInnen der INNSE in Mailand ein Telegramm des Fabrikbesitzers, alle Aktivitäten würden ab sofort eingestellt. Daraufhin eroberten sie das von privaten Sicherheitsleuten bewachte Werk und führten dreieinhalb Monate lang die Produktion in Selbstverwaltung weiter, bis die Polizei sie am 17. September aus dem Betrieb holte und die Werkstore versiegelte. Seither sind sie buchstäblich auf die Strasse geworfen und haben in einem alten, überdachten Werkseingang ihr Basislager eingerichtet. Dort treffen sie sich täglich - in den gleichen Schichten wie vorher - und bewachen rund um die Uhr die Werkstore, damit der Besitzer die Maschinen nicht abtransportieren kann. Obwohl für die INNSE ein Käufer vorhanden ist, der die Produktion sogar ausbauen will, unternehmen die Behörden nichts, um die Immobilienfirma, der das Fabrikgelände gehört, unter Druck zu setzen. |
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Contro la chiusura della stazione FFS di Airolo |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
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20-12-2008 00:36 |
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Quando si tratta di chiudere le disastrate stazione scistiche ticinesi, che deturpano la montagna e arricchiscono gli imprenditori locali, si smuovono soldi pubblici e cori di indignazione.
Le stazioni ferroviarie, ben più fondamentali per il tessuto sociale e per chi sceglie spostamenti ecosostenibili, quando vengono chiuse, non sollevano grandi opposizioni.
Lo sportello FFS di Airolo, l'ultimo sopravvissuto sull'intera linea che percorre la val Leventina, dovrebbe chiudere il 31 dicembre 2008. Verrebbe automatizzato e radicalmente depotenziato. Contro questa decisione sono state raccolte oltre 4'000 firme a sostegno di una petizione indirizzata al consigliere federale socialista Moritz Leuenberger.
Approfondimenti - Lotte diffuse per territori vivibili |
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In pericolo il diritto di ricorso delle associazioni ecologiste |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
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28-10-2008 09:57 |
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In occasione degli europei di calcio era stato progettata una megalomane ristrutturazione dello stadio Hardturm di Zurigo, con costruzione di un annesso centro commerciale. Gli abitanti del quartiere preoccupati per l'impatto sulla qualità ambientale della zona, in collaborazione con le associazioni ecologiste fecero ricorso, appellandosi al "diritto di ricorso delle associazioni". I liberali zurighesi, scocciati da questa intrusione nel mondo dell'economia degli interessi pubblici, hanno deciso di cancellare questa possibilità. Su questo tema si voterà il prossimo 30 novembre.
Questa forma legale esiste dal 1966 e si basa sull'idea che la natura, non potendo proteggersi da sola, necessità di strumenti legislativi che permettano di difenderla. Una trentina di associazioni ecologiste possono, a determinate condizioni, presentare ricorso contro la pianificazione, la costruzione o la trasformazione di impianti e contro la messa in commercio di organismi. Negli ultimi anni questo strumento ha permesso di bloccare numerosi progetti scriteriati, fra il 1996 e il 2003 il Tribunale federale ha accolto interamente o almeno in parte il 63% dei ricorsi inoltrati dalle associazioni ambientaliste.
È per esempio grazie a questo diritto di ricorso che è stato possibile fermare le attività di estrazione dei "Silos Ferrari" nella zona protetta delle bolle di Magadino, ed è sempre grazie a questo diritto che si sta cercando di ostacolare la costruzione di nuove centrali nucleari. |
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LAUSANNE CONTINUE D'ACTIVER L'AUTONOMIE DESURBANISANTE |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia - spazi liberati -
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06-06-2008 06:28 |
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Des Lausannois-es vous invitent à désurbaniser leur ville et tout le monde industriel et aliénant qui va avec, ce samedi 7 juin à partir de 14h ; et à continuer de développer, dans les temps à venir, nos autonomies d'autoconstructions par la voie de differents stages et chantiers. Des actions et organisations concrètes afin d'assurer, s'il en était encore le besoin, que les mouvances lausannoises et genevoises (entre autres) continuent de construire des voies d'autogestion et de développement d'autres apprentissages et relations sociales en dépit du climat de répression ambiant...
Ian |
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