Brigada Callejera. Sesso, rivoluzione e cambiamento sociale
  14-02-2008 17:58
Autore : afroditea
 
 
  Brigada Callejera.Sesso, rivoluzione e cambiamento sociale.

di Raúl Zibechi
(Brecha, 2 novembre 2007)
 
     
  L'alleanza tra indigeni zapatisti, lavoratrici del sesso e travestiti mostra la potenza del cambiamento sociale in chiave culturale vinvolato alla vita quotidiana.
In Messico, uno degli anelli forti del patriarcato e del machismo più prepotente, il subcomandante Marcos ha aperto le porte al dibattito sulla discriminazione con un argomento irritante.
Che senso ha, nella logica rivoluzionaria classica, percorrere migliaia di chilometri per riunirsi in un remoto villaggio con un pugno di puttane e travestiti?
Cosa possono apportare queste alleanze per incrementare l'"accumulazione di forze", compito centrale dei politici professionisti? Sembra evidente che da uno sguardo ancorato alla relazione costi-benefici, un simile sforzo non può che essere condannato come inutile.
Tuttavia, il subcomandante Marcos si è impegnato dal gennaio scorso [2007, N.d.T.] a realizzare questo tipo di incontri nell'ambito dell'Altra Campagna, con l'intenzione di cercare nuove forme di fare politica. E ciò passa per luoghi lontani dalla mondanità e con attori che, come gli indigeni, intendono il cambiamento sociale come affermazione della differenza.
Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer (Brigata di Strada di Appoggio alla Donna) è il collettivo messicano che è stato capace, negli ultimi quindici anni, di tessere una vasta rete di attività sociale con prostitute e travestiti, chiamata Red Mexicana de Trabajo Sexual (Rete Messicana del Lavoro Sessuale).
Questo ha implicato il superamento del ruolo di vittime per convertirsi in soggetti che cercano di essere riconosciuti come lavoratori dai loro pari e non come persone che sono "cadute" nel lavoro più vecchio del mondo per ignoranza, povertà o sottomissione. Una breve escursione tra le sue attività intraprese rivela la profondità di un lavoro emancipatore.

Formazione, cliniche e condom
Una caratteristica differenziante della Rete è che non vogliono dipendere dallo Stato, sebbene vi presentino costanti reclami. Brigada cominciò il suo lavoro quindici anni fa con un gruppo di sociologi usciti dall'Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM). Il piccolo nucleo iniziale - Elvira Madrid, Jaime Montejo e Rosa Icela - cominciò a tessere una rete che oggi raggiunge 28 stati della federazione. Con il tempo scelsero di lavorare in maniera orizzontale, ma non per ragioni ideologiche. "Il governo cooptò molti coordinamenti statali, una pratica abituale nella cultura politica di questo paese, e allora vedemmo che la cosa migliore è il lavoro orizzontale, a carattere assembleare e possibilmente senza rappresentanti", fa notare Elvira.La Rete incoraggiò le donne a formare cooperative per eludere la dipendenza ed a farsi padrone delle proprie risorse di lavoro. Affittarono hotel e suddivisero i guadagni tra le socie. I primi furono i travestiti, che formarono la cooperativa Angeles en Busca de Libertad (Angeli in Cerca di Libertà). "Gli hotel cooperativi funzionano in diversi stati ma alcuni sono falliti perchè le socie finivano per riprodurre gli stessi modelli di condotta contro cui si stavano organizzando", commenta Rosa.Però il progetto di spicco, il più apprezzato dalle lavoratrici, sono le cliniche.
Ne funzionano già due nel Distretto Federale, sono autogestite e gratuite. Nacquero a causa della discriminazione e della corruzione degli organismi statali che passavano loro il tesserino idoneo solamente in cambio di una bustarella. Inoltre, evidenzia Elvira, "avevano paura delle analisi perchè potevano significare la perdita delle proprie entrate, dato che quando una ragazza ha l'HIV ci sono governi statali che mettono la sua foto negli hotel affinchè non le affitino la stanza". Al contrario, nelle cliniche della Rete le analisi sono facoltative e riservate, ma insistono sempre nell'aspetto educativo. "La maggior parte delle lavoratrici sessuali sono analfabete e molte sono indigene. Per questo dedichiamo la maggior parte dei nostri sforzi alla formazione, a tal punto che la maggioranza di quelle che partecipano alla Rete sono promotrici di salute affinchè facciano formazione tra pari, che è molto più efficace".Le cliniche, una delle quali si trova nel pieno centro della città, nella stessa "zona rossa", fanno il pap test e la colposcopia e anche l'elettrochirurgia perchè, come dice Rosa, "in Messico il virus del papilloma umano provoca più morti che l'HIV".
Mentre gli inefficienti ospedali pubblici indugiano fino a due mesi per l'assistenza e fino ad un anno per un'operazione chirurgica, nelle cliniche della Rete hanno i risultati in appena una settimana. Le prostitute e i travestiti sembrano entusiasti della "loro" clinica, dove spesso portano i propri partner e alcune vi trascinano i clienti. "La parte principale del nostro lavoro è il rispetto, non discutiamo sul perchè hanno preso l'infezione ma ci concentriamo nell'aspetto educativo affinchè non torni a succedere, affinchè non siano pazienti, affinchè riescano ad essere attive nella cura della salute", dice ora Elvira. L'assistenza è completata da una programma di alimentazione per quelle che hanno minori risorse e che per qualche ragione non possono lavorare, da un programma di appoggio scolastico ai figli e da un altro per far finire gli studi alle madri.I progetti della Rete sono finanziati attraverso il "commercio sociale di condom". I preservativi vengono venduti a prezzi differenziati a seconda della capacità o dell'impegno dei consumatori, e rappresenta l'85 per cento delle entrate della Rete. Non hanno stipendiati e gli unici che percepiscono per il loro lavoro sono i medici. "Non siamo d'accordo con il lavoro sessuale, però esiste e continuerà ad esistere. E nel frattempo dobbiamo fare qualcosa. Eravamo un gruppo abolizionista ma poi abbiamo visto che non si trattava di salvare nessuno ma di lavorare insieme", interviene Jaime. Per quelle che cercano delle alternative, hanno creato un'area di progetti produttivi tra cui spiccano artigianato, produzione e vendita di abbigliamento, e condonerías [negozi specializzati in preservativi, lubrificanti, ecc. N.d.T.]. Nonostante alcuni progetti si siano dimostrati inattuabili, nella misura in cui hanno ottenuto la collaborazione delle famiglie sono riusciti a far restare in piedi due terzi delle attività intraprese.

Un manuale nella Selva
Nel 2004, i membri di Brigada Callejera entrarono in contato con il Colectivo de Salud para Todos y Todas (Collettivo di Salute per Tutti e Tutte), studenti universitari che coordinano progetti di salute nei municipi autonomi zapatisti in Chiapas. Per due anni hanno lavorato con un gruppo di promotori di salute delle comunità, indigeni nominati dai propri vicini per specializzarsi nell'assistenza sanitaria. "Una delle prime sfide fu rompere la soggezione verso le supposte resistenze culturali (degli indigeni) in tema di anticoncezionali, diritti sessuali e malattie a trasmissione sessuale", raccontano.
Durante queste consulte e laboratori scelsero le tematiche che poi furono affrontate nella preparazione di un manuale dal lungo e denso titolo: L'Altra Campagna Della Salute Sessuale e Riproduttiva per la Resistenza Indigena e Contadina in Messico. Per 270 pagine, questo testo zeppo di illustrazioni destinato alle attività con le donne indigene, tratta temi comuni come l'anatomia e la fisiologia degli organi di riproduzione, l'uso di anticoncezionali, la gravidanza, le infezioni a trasmissione sessuale e altre malattie. E parlano anche di aborto, nonostante i catechisti lo condannino. "Samuel Ruiz, un uomo molto vicino agli indigeni, quando gli zapatisti depenalizzarono l'aborto visitò le comunità dicendo che è un crimine", ricorda Jaime.
Però ci sono moduli imbevuti di diverse correnti di salute alternativa. Uno di questi è dedicato all'"autonomia del corpo delle donne", e va dalla formazione per prevenire malattie, alla scelta di quanti figli avere e al piacere della sessualità (un tema quasi tabù tra gli indigeni).
L'autonomia del corpo presuppone, secondo questo manuale, l'esplorazione dei sensi, la connessione con il linguaggio del corpo e le diverse reazioni del corpo in situazioni limite. Esplorazioni che vanno dai massaggi collettivi agli automassaggi, strettamente vincolati ad una concezione olistica della salute e della cura.La preparazione di questo manuale ha richiesto il superamento di non poche resistenze. Per quanto riguarda la pianificazione famigliare, ne sono apparse tre, ben diverse, vincolate ad esperienze concrete delle comunità: gli schemi governativi di pianificazione famigliare a carattere repressivo e autoritario; la proibizione religiosa degli anticoncezionali; e "l'atteggiamento guerrigliero di popolare la terra con figli guerriglieri". Da tre angolazioni differenti, le tre [resistenze] hanno trascurato la volontà delle donne. Il manuale viene usato dalle centinaia di promotori che lavorano in decine di cliniche costruite dagli zapatisti, in più di dieci anni, nelle mille comunità che li appoggiano.Contro ciò che pensavano al principio del loro lavoro, raccontano Elvira e Rosa, le donne delle comunità indigene della Selva lacandona erano avide di anticoncezionali. E poco a poco si stanno aprendo ad altri temi. "Lavoriamo sulla promozione di salute sessuale e riproduttiva come una pratica di libertà e non come un'imposizione o una proibizione. Per questo lavoriamo anche sul rispetto alle persone omosessuali, lesbiche, bisex e transgender. Non è facile, però si cominciano a vedere coppie di ragazzi mentre camminano mano nella mano per la comunità. O donne che decidono di dovorziare quando prima dello zapatismo erano i padri quelli che sceglievano i mariti per loro. Questo è cambiamento sociale, e che cambiamento!".

I travestiti possono cambiare il mondo?
E gli indigeni? Mezzo secolo fa uno dei fondatori del così detto "socialismo scientifico", che in realtà era un romantico incorreggibile, scrisse che i proletari potevano cambiare il mondo perchè non avevano niente da perdere "eccetto le loro catene". Oggi, gli eredi di quei proletari si dimostrano riluttanti a perdere privilegi come il lavoro fisso e la pensione, e si rifiutano di pagare le tasse.In questo senso, lo stesso Marcos dà una traccia nel suo epilogo al manuale, svelando come l'alleanza tra la salute e il sesso è uno dei nuclei duri del controllo sociale. "Il capitalismo trasforma la salute in merce e gli amministratori di questa salute, medici, infermieri, infermiere e tutto l'apparato di di ospedalizzazione o di distribuzione della sanità si convertono anche in una sorta di caporeparto di questo affare e trasformano, di fatto, il paziente in un cliente al quale bisogna levargli più soldi possibile senza che ciò implichi necessariamente che abbia una salute migliore".
Non è un caso che, in questo percorso per rompere le subordinazioni, gli zapatisti si siano imbattuti nel terreno della salute con prostitute e travestiti organizzati, gruppi che si sono visti costretti a prendere nelle proprie mani il controllo della salute. Visti così, gli uni e le altre appartengono alla categoria degli "eliminabili", quelli che hanno solo le catene, materiali e simboliche, da perdere.

Appendice 1
Questione di Incantesimo
La vendita di condom è la principale fonte di finanziamento dei diversi progetti della Red Mexicana de Trabajo Sexual.
Le prostitute e i travestiti si sono fatti carico della scelta del tipo di preservativo così come del design e del nome, come mezzo di riappropriazione degli strumenti di lavoro e protezione. "Quando iniziammo con il programma di prevenzione dell'HIV - ricorda Elvira - ci rendemmo conto che il prezzo era il problema principale. Per le donne maggiorenni spendere 25 pesos per un condom significava investire quasi tutto quello che incassavano dal cliente". In un primo momento cercarono donazioni dallo Stato, che attraverso l'organismo destinato alla lotta contro l'HIV (CENSIDA) gli regalava 60 mila preservativi ogni mese. "Ma quando cominciammo a denunciare casi di corruzione ci abbassarono la quantità di condom a 3.600".Cominciarono a visitare diversi distribuitori e produttori e scoprirono che, al contrario di quanto indicano le supposte leggi di mercato, comprando grosse quantità i prezzi aumentavano. Contattarono un produttore che accettò di venderglieli allo stesso prezzo che faceva alle farmacie e agli altri distribuitori. "Quasi sveniamo dallo spavento. Ci vendeva il condom a 0,75 centesimi quando nelle farmacie li vendono a 12 pesos, cioè quindici volte il prezzo di costo", dice Elvira.
La Rete cominciò a distribuire i condom a 1 peso, e con quel guadagno sono riusciti a finanziarsi quasi tutte le attività, ma in particolare le cliniche che impiegano la gran parte delle risorse. "Prima di metterlo in vendita parlammo con le compagne, svolgemmo laboratori per vedere come lo volevano, perchè c'erano condom che avevano un odore cattivo, o irritivano perchè contenevano sostanze dannose. Esse stesse gli misero il nome L'Incantesimo, in un dibattito durato tre mesi dove centinaia di lavoratori e lavoratrici del sesso scelsero tra venti nomi". Il nome doveva essere seducente per il cliente e per esse stesse. Attualmente ne vendono tre milioni all'anno.
Però i travestiti (le vestite, come le chiamano qui), decisero di non utilizzarlo perchè non si adattava alle loro necessità. "Dicevano che è molto sottile e avevano ragione, perchè era progettato per un utilizzo vaginale e gli si rompeva". Ottennero un condom più robusto e con più lubrificante e iniziarono lo stesso dibattito fatto con le prostitute. Alla fine decisero di mettere sulla confezione l'arcobaleno come rappresentazione della diversità sessuale e un triangolo rosa. "Scelsero e adottarono il nome Triangolo come omaggio, perchè è il simbolo con cui i nazi bollavano gli omosessuali", dice Elvira.
Con il condom per le donne hanno fallito. Diversi anni fa cominciarono a importarlo dall'Inghilterra fino a che un'impresa multinazionale scoprì che il mercato messicano stava crescendo e gli tolsero la distribuzione. Di fatto, si tratta di un mercato molto monopolizzato. "Mentre nel mondo esistono 67 aziende produttrici di condom, c'è n'è una sola di condom per donne. Dovremo aspettare che si presenti la concorrenza", ironizza Elvira.
L'Incanto ha nel subcomandante Marcos il suo testimonial più celebre. In Messico esiste una lunga esperienza di "fiere di condom" e "condonerías". Nel novembre del 2005, nella centralissima piazza del Zócalo, si celebrò la 50esima Fiera Nazionale del Condom e in diversi stati annualmente si svolgono fiere locali che raccolgono fondi per le organizzazioni legate al lavoro sessuale. Poco tempo fa hanno inaugurato la prima "condonería virtuale" che può essere visitata alla pagina web www.elencantodelcondon.com.

Appendice 2
Giorno Nazionale del lavoro sessuale
Contro la violenza sessista
I crimini e le aggressioni contro i lavoratori del sesso sono cosa di tutti i giorni. L'11 luglio 2006 un gruppo di paramilitari violentò 14 ballerine a Castaños, Coahuila, senza che fino ad oggi siano stati puniti i responsabili. Nel quartiere La Merced, Messico DF, in soli 15 giorni del luglio dello scorso anno sono state assassinate quattro lavoratrici del sesso.Per la commemorazione del primo anniversario dello stupro di massa di Castaños, la Red Mexicana de Trabajo Sexual cominciò a celebrare il Día Nacional del Trabajo Sexual (Giorno Internazionale del Lavoro Sessuale) per richiamare l'attenzione sulla violenza e la discriminazione che subiscono le prostitute e i travestiti. Un dossier della Rete esprime la sua opposizione alla "zone di tolleranza" introdotte in diverse città, poichè "sono un sistema di controllo che legittima lo sfruttamento sessuale, economico e psicologico di minori e adulte legate al commercio del sesso". Tuttavia, la Rete assicura che, dopo sette anni di monitoraggio, tra le principali violazioni nei confronti delle lavoratrici sessuali si trovano le sparizioni forzate e i sequestri e lo sfruttamento sessuale dei loro figli.

 http://alainet.org/active/20961〈=es (
traduzione a cura di radio silvanetti)
 
     
   
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