Tema/i | anticapitalismo / antiglobalizzazione : Le "consulenze": tangenti legalizzate!
  23-11-2007 23:25
Autore : Maurizio Bassetti
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  Con le "consulenze" gli enti pubblici elargiscono denaro ad amici, organismi di partito, ecc., dando luogo ad un desolante sistema clientelare generalizzato.
La Camera dei deputati non è da meno; ma anche il comune di Roma non scherza...
 
     
  Il sistema della spesa per consulenze esterne da parte delle Amministrazioni pubbliche è generalizzato e riguarda praticamente tutti i partiti: la relativa voce di spesa -nonostante i proclami sulla riduzione dei costi della politica- è lievitata anno dopo anno, fino a raggiungere livelli mostruosi.
Secondo uno studio del Ministero della Funzione pubblica, nel 2003, i ministeri, gli enti locali, le università e gli enti parastatali si sono avvalsi, in totale, di un vero e proprio esercito di ben 350mila consulenti, per una spesa complessiva di quasi un miliardo di euro, che è sicuramente aumentata negli anni successivi.

Le consulenze rappresentano il sistema elementare di elargizione di denaro (pubblico!) ad "amici", organismi collegati al proprio partito, gruppi clientelari, ecc., senza dover seguire le rigide trafile delle gare di appalto o dei concorsi pubblici.
Quelli che spendono di piu' sono gli enti locali: comuni, province e regioni distribuiscono il 48% delle consulenze esterne e impiegano il 53% della spesa totale in materia.
Queste spese -in genere, totalmente inutili e ingiustificate- riguardano teoricamente attività di studio, di ricerca e di consulenza in senso stretto, di natura tecnica o specialistica.
Naturalmente -secondo quanto piu' volte precisato dalla Ragioneria generale dello Stato- presupposto delle consulenze dovrebbe essere l'inesistenza, all'interno dell'Amministrazione, di una figura idonea a svolgere lo stesso compito (cosa difficile a verificarsi, vista la pletora di dipendenti pubblici, di ogni genere e specializzazione).
Insomma, quello che emerge è un quadro desolante della politica italiana, basata su logiche di sottogoverno e di malcostume clientelare diffuso ad ogni livello.

In questa situazione, la Camera dei deputati è perfettamente in linea: il bilancio per il 2006, che ha superato i 1000 milioni di euro , ha registrato infatti una spesa di ben 3 milioni di euro per consulenze esterne. Eppure la Camera ha circa 2000 dipendenti, di altissima professionalità e con le piu' svariate specializzazioni, ed è dotata di un prestigioso Servizio studi!

Ma anche il comune di Roma, guidato da Walter Veltroni, non scherza, anzi fa la parte del leone con una spesa per consulenze, nel 2006, pari a 10 milioni e 584mila euro!
Una curiosità (peraltro in linea col "veltronismo"): la lista piu' lunga dei "consulenti" è quella dei circa cento psicologi che assistono il sindaco nell'amministrazione di una città evidentemente traumatizzata.
La loro opera potrebbe ora rivelarsi assai utile a Veltroni impegnato in ben altri psicodrammi: la nascita del partito democratico e l'improvviso annuncio di "inciucio" con lo psiconano Berluska...


 
     
   
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