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Sgomberi a Zurigo. L'Autonome Schule vive! |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - spazi liberati - repressione -
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09-01-2010 11:00 |
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Giovedì 7 gennaio la polizia, in modo inaspettato e violento, ha sgomberato l'Autonome Schule in Ringstrasse 57 a Zurigo, scuola autonoma che dall'aprile scorso aveva rianimato il padiglione in disuso di una vecchia scuola, proponendo la libera diffusione e condivisione della conoscenza attraverso dei corsi negli ambiti i più disparati: dall'alfabetizzazione informatica, alla cucina etnica fino all'apprendimento della lingua tedesca per migranti e sans papier. Lo sgombero arriva inaspettato, senza alcun preavviso, senza alcun ultimato, anzi dopo che il Municipio nella seduta del 25.11.2009 si era detto di principio tollerante verso l’occupazione di padiglioni in disuso. Lo stesso giorno i funzionari della città di Zurigo hanno tagliato l'elettricità e tolto l'acqua ad un altro stabile occupato situato in Wehntalerstrasse. Già prima di questi due fatti, il 19 novembre 2009, la polizia aveva sgomberato con la forza uno squat in Mommsenstrasse arrestando tre persone. L'unica risposta che la città di Zurigo è riuscita fino ad ora a dare ai tentativi di diffusione della cultura e di ricerca di stili di vita alternativi al sistema dominante è stata la repressione. In serata, la reazione degli occupanti si è fatta sentire. Una scuola vuota è stata occupata per qualche ora da un ottantina di persone.
L'alto successo riscosso dall'Autonome Schule di Zurigo dimostra il bisogno di momenti di condivisione e diffusione libera delle conoscenze al di fuori delle logiche di mercato. L'Autonome Schule vive!
::Petizione:: firma la petizione di solidarietà
::Comunicati di solidarietà:: Denk-Mal Bern | CCCZH | Unsere Uni
::Altri articoli dal newswire di indy svizzera:: [08.01] Medienmitteilung der Autonomen Schule Zürich (ASZ) | École autonome de zurich expulsée hier
::Link:: Autonome Schule Zurigo
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deutsch (Versione originale)
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Per una rete di centri di prima accoglienza |
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Feature Categoria
spazi liberati - migrazioni / antirazzismo / NoBorder -
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18-06-2009 09:46 |
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È stata consegnata, dal Movimento dei Senza Voce al Consiglio di Stato una petizione per la creazione di una rete di centri di prima accoglienza in Ticino. Sono oltre 2'400 le firme raccolte in pochi mesi, in collaborazione con alcune organizzazioni di appoggio ai migranti con cui si chiede di mettere una pezza ad una grave lacuna che ha portato, per esempio, alla morte di Marta ed Enrique, giovani migranti morti lo scorso inverno soffocati nel furgone in cui dormivano (video).
La rete di centri (situati nei principali poli cantonali) sarebbe realizzabile con dei costi molto contenuti, accoglierebbe persone in stato di bisogno senza discriminazione di origine e di censo.
La situazione dei senza tetto in Ticino All’inizio del 2005 sono stati presentati i risultati di una ricerca sui Senza tetto in Ticino (sintesi). Dallo studio è emerso che la mancanza di alloggio, nella maggior parte dei casi, è da ascrivere a un disagio socioeconomico, che genera comportamenti a rischio, disturbi psico-sociali, precarietà finanziaria, problemi legati alla migrazione e ai permessi. È stato inoltre possibile evidenziare che in Ticino, ogni anno 800 persone fanno richiesta di un alloggio di emergenza ad associazioni, parrocchie, istitutuzioni pubbliche o private. Per rispondere a queste esigenze il Movimento dei Senza Voce ha dato vita a Casa Astra che da cinque anni offre i suoi servizi a persone in difficoltà. La precarietà e il degrado del tessuto sociale, anche alle nostre latitudini, crea situazioni di vita sempre più marginalizzate.
Approfondimenti: Giornata internazionale del rifugiato - Migrante si getta dal terzo piano per sfuggire alla polizia |
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Il diritto della dignità e di un tetto sulla testa |
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Feature Categoria
spazi liberati - migrazioni / antirazzismo / NoBorder -
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02-01-2009 23:21 |
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A causa delle politiche sull'immigrazione troppo restrittive e alle leggi razziste, nella fortezza Europa vagano come fantasmi milioni di persone senza documenti, che vengono sfruttati nei lavori più duri e malpagati, al servizio di un'economia al tracollo, senza frontiere per merci e capitali, ma che ne determina l'apertura per le persone, a seconda del bisogno di manodopera a basso costo. Anche Marta ed Enrique facevano parte di quelle tante persone costrette da una vita miserabile a passare da una frontiera all'altra cercando di sopravvivere in un mondo ingiusto e disumano non per una triste fatalità, bensì perché un pugno di privilegiati così ha deciso.
Per dare voce ai senza voce e manifestare il dissenso verso l'immobilismo dei politici, che negli ultimi 10 anni non hanno saputo dare una risposta degna di uno stato civile al problema delle persone senza fissa dimora presenti sul territorio ticinese, sono stati indetti due momenti di protesta e solidarietà: - Sabato 3 gennaio alle ore 17 presidio solidale in Piazza Riforma a Lugano (foto - Sabato 10 gennaio alle ore 14 manifestazione a Bellinzona (partenza della stazione FFS) - Scarica, stampa e diffondi il volantino - Ultime info per il corteo di sabato a Bellinzona
Anche in svizzera tedesca sono in atto delle proteste. A Zurigo dal 19 dicembre, esattamente ad un anno dall'occupazione simbolica della cattedrale Grossmünster, un gruppo di rifugiati, sans papiers e attivisti sta occupando una chiesa come azione di opposizione contro l'irrigidimento in materia di diritto d'asilo e di stranieri.
::Info sull'occupazione di Zurigo:: [03.01] Manifestazione diritti di soggiorno per tutt* | [30.12] Aggiornamenti dall'occupazione video : 1 - 2 - 3 - 4 Link: Collettivo Bleiberecht
::Approfondimenti sulla situazione ticinese:: [2009] Marta ed Enrique: una tragedia annunciata [2004] Gli stranieri: un secolo al servizio dell'economia svizzera [2004] Indagine esplorativa delle persone senza tetto in Ticino [2004] audio: Processata per aver ospitato degli ecuadoregni [2002] Comunicato stampa Molino e MSV sui migranti ecaudoregni presenti al Maglio al momento dello sgombero [2002] Contro lo sgombero del Molino e di 56 ecuadoregni [2002] Diritti ai senza diritti, dignità per tutt* |
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Sgombero del selvasquat: cinque arresti |
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Feature Categoria
spazi liberati -
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10-11-2008 19:34 |
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All'alba di lunedì 10 ottobre, dopo 17 giorni di occupazione, il SelvaSquat in via Tesserete a Massagno è stato sgomberato e prontamente murato. Cinque fra gli occupanti (fra cui un minorenne) sono stati portati in carcere con l'accusa di lesioni, danneggiamento, violazione di domicilio, violenza contro funzionari e impedimento di atti dell’autorità. Preoccupanti, anche in questo caso, i tentativi della polizia di impedire la documentazione dell'evento tramite il sequestro di macchine fotografiche e telefonini. Dalle 16 di oggi, fuori dal carcere, è in corso un presidio di solidarietà con gli arrestati a cui hanno partecipato un centinaio di persone. Aggiornamenti 10 novembre: 5'57 - 7'06 - 7'20 - 7'43 - 8'10 - 12'31 - 18'58 - Immagini dello sgombero: 1 - Comunicato solidale del CSOA il Molino Aggiornamenti 11 novembre, tutt* liber*: 14'55 - 15'35 - Comunicato post sgombero Selva Squat
L'occupazione: La mattina del 25 ottobre, una vecchia casa in via Tesserete a Lugano, abbandonata da molti anni, era stata occupata. Gli/le occupanti rivendicavano il diritto alla casa, contro le logiche di speculazione edilizia, sempre più presenti a Lugano come purtroppo ovunque.
La polizia si era immediatamente presentata sul posto con 3 vetture ed una quindicina di agenti per constatare l'avvenuta occupazione. Numerose persone sono passate a portare la loro solidarietà agli occupanti.
Aggiornamenti: Mercoledì 5 novembre: Aperitivo popolare al SelvaSquat per l'8 novembre Martedì 4 novembre: Il Molino saluta la nascita del SelvaSquat Giovedì 30 ottobre: Comunicato Selva Squat anarchico Mercoledì 29 ottobre: Imminente sgombero e assemblea Martedì 28 ottobre: Solidarietà dal SISA Domenica 26 ottobre: Comunicato Selva Squat Anarchico Sabato 25 ottobre: 12.08 - 12.22 - 13.30 - 15.30 Fotografie: 1
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italiano (Versione originale)
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UBS Arene i nonluoghi per eccellenza di Euro08 |
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Feature Categoria
spazi liberati -
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29-05-2008 15:15 |
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Le hanno chiamate UBS Arene, rifacendosi alla tecnica di marketing del naming right, e dovrebbero rappresentare il quinto stadio svizzero di Euro08.
Uno stadio virtuale, anonimo e uguale in tutte e 16 le città in cui verrà installato, dove il campo da calcio non sarà costituito da un manto erboso, ma relegato a degli schermi televisivi che, per quanto giganti essi siano, rimangono comunque limitati. Delle infrastrutture che cambiano radicalmente il modo di fruire lo sport ed in particolare il ruolo dei sostenitori all'interno dell'evento sportivo. Viene infatti a mancare la componente tifoso - dodicesimo uomo in campo - che sostiene e supporta (dal vivo) la propria squadra durante il match. Mentre questo aspetto potrebbe in parte essere giustificato dalla ridotta capienza degli stadi, ben più evidente è il fatto che le UBS Arene eliminano il rito dell'assembramento spontaneo. Questi nonstadi infatti colonizzano le piazze imponendo regole, dispositivi di sicurezza, comportamenti da tenere, marchandising da indossare e da esporre cancellando di fatto le piazze dall'immaginario storico di luogo d'incontro e di aggregazione spontaneo.
Infrastrutture come le UBS Arene trasformano quindi spazi pubblici in avamposti ideologici imponendo un modo di fruire lo sport moderno che in modo inesorabile marcia dritto verso il: Komfort, Kommerz, Kontrolle.
:: Euro08: UBS Arene ma non solo :: - euro08.noblogs.org diario da un paese nel pallone - UBS Arene e Bell: bratwurst e lavoro precario - UBS Arene: grandi birrerie monompoliste - In vista un'ondata repressiva generale - Leggi antihooligans: nuovo strumento repressivo multiuso
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A Losanna Paglia vs. Cemento |
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Feature Categoria
ecologia - spazi liberati -
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11-09-2007 18:43 |
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Sul ripido scoscendimento sotto la sede dell'Espace Autogeré, in centro a Losanna (rue César-Roux 30 bis), il collettivo S'traw d'la Bale, dal 24 agosto scorso, sta costruendo una casa di paglia.
La struttura di base è ormai pronta, il tetto è già in posizione, e i lavori procedono a pieno regime nonostante la richiesta di demolizione avanzata dal comune di Losanna.
Lo scopo del collettivo è quello di realizzare un'abitazione urbana autonoma, con tanto di fitodepuratore (già in funzione), bagni ecologici, recupero dell'acqua piovana e pannelli fotovoltaici in completa autogestione, senza salari e senza specializzazioni tecniche.
L'occupazione del terreno è anche un modo di denunciare la speculazione in atto in città che rende i terreni a sola disposizione delle banche e alla lobby del cemento e di ricordare che "la casa è un diritto". La città si vanta della sua politica di "sviluppo sostenibile" ma tenta di distruggere un eserimento realmente innovativo (sia dal profilo tecnico che dal punto di vista sociale).
Il collettivo invita tutt* gli/le interessat* a partecipare all'autocostruzione!
: 1 e 2 > Il primo comunicato degli occupanti |
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