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> Archivio delle Features |
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Categorie migrazioni / antirazzismo / NoBorder - repressione -
: leggi speciali, taser, biometria... e poi? |
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08-05-2008 20:00 |
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"Chi e' pronto a cedere le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita ne' la liberta' ne' la sicurezza." Benjamin Franklin
Le tecnologie del controllo invadono sempre di piu' la nostra esistenza. Con la scusa che il mondo e' sempre piu' instabile a causa di conflitti e migrazioni di massa, si sacrificano le liberta' individuali e collettive in nome della sicurezza. Parlare di sicurezza oggi vuol dire parlare di paure. La paura è un'emozione molto particolare e facilmente manipolabile, soprattutto grazie all'ansia di sicurezza derivata dal martellamento mediatico. Capita così che la Confederazione si munisca di sempre maggiori strumenti repressivi incontrando solo sparute voci critiche o di dissenso.
Dopo l'approvazione delle misure contro il tifo violento previste dalla Legge federale sulla salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) e la probabile estensione di queste norme a contesti extrasportivi è notizia recente che il parlamento ha approvato la legge sull'impiego di misure di coercizione per le espulsioni, autorizzando così la polizia a ricorrere all'uso dei Taser contro i migranti. La sezione Svizzera di Amnesty International ha denominato questa legge deplorevole e scandalosa e l'ONU ha definito l'utilizzo dei Taser una forma di tortura. I Taser sono infatti vere e proprie armi, in grado di uccidere.
Ultima in ordine di tempo è la notizia dell'inizio di test biometrici in stadi e stazioni ferroviarie nonostante le perplessità del garante della privacy, secondo il quale ad oggi non sussisterebbero le basi legali per questo tipo di esperimenti. Il nostro corpo, dopo carne da macello, inteso quindi come una password con il sacrificio di privacy e liberta' sull'altare di una psicosi della sicurezza che fa comodo solo a pochi, e per motivi poco nobili.
::Approfondimenti:: - Taser: Video sugli effetti del taser - elettrizzati dal Taser - Taser: rotta verso l'Europa - Dossier sulla videosorveglianza - Dossier sugli abusi della polizia in Ticino - Dossier schedture DNA - Biometria: Software per il riconoscimento facciale - Biometria negli stadi - Onyx: antenne indiscrete controllano telefonate ed e-mail |
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Categorie anticapitalismo / antiglobalizzazione - media/net-attivismo - repressione -
: Euro08.noblogs.org: diario da un paese nel pallone |
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07-04-2008 21:11 |
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Gli europei di calcio che si disputeranno a giugno in Svizzera ed Austria sono ormai alle porte. Questa grande manifestazione non rappresenterà un mero evento sportivo: nuovi stadi securizzati sono stati costruiti sul territorio, corposi finanziamenti pubblici sono stati varati per rifacimenti ed abbelliture di dubbio gusto, nuove leggi sono state approvate ed entreranno in vigore per contrastare lo spauracchio del cosiddetto fenomeno dell'"hooliganismo", una quantità esorbitante di militari e poliziotti, provenienti anche dall'estero, verranno dispiegati per la sicurezza interna. Oltre ai tifosi, pare evidente che anche chi non seguirà questo evento sportivo sarà per forza di cose assorbito dal grande circuito messo in atto per questa manifestazione. Non solo a causa del palinsesto massmediatico che ci bombarderà di non-notizie di ogni genere, ma soprattutto perché sia durante, sia una volta calato il sipario sugli effimeri europei, saremo confrontati con i nuovi strumenti repressivi che saranno invece permanenti e quasi sicuramente estesi ad altri ambiti della vita sociale.
Le voci critiche a tal proposito sono rare, soffocate dalle notizie "folkloristiche" e "di colore" di questo grande business e dai deliri dei tifosi occupati nella caccia ad uno dei pochissimi tagliandi adisposizione per l'accesso agli stadi.
Dalla consapevolezza e contro questo triste scenario è nato il progetto Euro08.noblogs.org: diario/blog, spazio d'informazione critico e contenitore collettivo di riflessioni, articoli di giornale, testimonianze, materiali multimediali di quanto sta accadendo e di quanto accadrà fuori dal rettangolo da gioco rispetto a tematiche quali repressione, limitazione dei diritti e non solo.
::Approfondimenti:: - Collabora al progetto iscrivendoti alla mailing list di coordinamento - Inoltra i tuoi articoli/testimonianze a: euro08[at]anche.no - Spiegaci perché anche a te euro08 ha già rotto le palle |
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Categorie anticapitalismo / antiglobalizzazione -
: Bellinzona: Officine in sciopero! |
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07-03-2008 20:10 |
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Le FFS Cargo cancellano 126 posti di lavoro alle Officine di Bellinzona. Si è arrivati a questa situazione dopo anni di privatizzazione e di smantellamento di questo servizio pubblico.
Appena appresa la notizia l'assemblea dei dipendenti delle officine ha deciso di iniziare uno sciopero ad oltranza.
Sabato 8 marzo si è svolta a Bellinzona una manifestazione alla quale hanno partecipato oltre 8000 persone. Mercoledì 19 marzo si è svolta a Berna una seconda grande manifestazione a sostegno degli operai in sciopero. Più di 6000 persone, molte delle quali arrivate dal ticino con 3 treni speciali, sono scese nelle strade della capitale per gridare giù le mani dalle officine! Dopo una serie di incontri andati a vuoto, il dialogo è a un punto morto e all'unanimità gli operai hanno deciso di continuare lo sciopero. Il 30 marzo a Bellinzona eravamo in 12.000 a sostenere la decisione degli operai, il 2 aprile in 10.000 mentre il 31 marzo è stata depositata una iniziativa popolare che chiede la creazione di un polo tecnologico e industriale a Bellinzona. Dopo l'incontro di sabato 5 aprile con Leuenberger, lunedì 7 l´assemblea del personale delle Officine di Bellinzona, ha votato all'unanimità la fine dello sciopero, ritenendo che ci fossero le condizioni minime per una tavola rotonda che avverrà nei prossimi mesi.
> Guarda il sito speciale di SEV/UNIA
Ascolta la canzone dei Vad Vuc e Oroc Flambè "Giù le mani dall'officina"
Cronologia 10.04 - Incontro/dibattito sulle officine all'Università della Svizzera italiana 08.04 - Agire coralmente per un futuro diverso 07.04 - Concluso lo sciopero 02.04 - In 10'000 a Bellinzona : 1 - 2 02.04 - Oggi alle 16:30 manifestazione a Bellinzona! 01.04 - Petizione per il licenziamento di Meyer e Perrin 31.03 - Iniziativa popolare per la creazione di un polo industriale a Bellinzona 31.03 - Martedì 1.04 presidio e volantinaggio a Locarno 30.03 - In 12'000 per sostenere le officine: 1- 2 30.03 - Lettera aperta alla consigliera federale Doris Leuthard 29.03 - Concerti per le officine nel centro città: 1 26.03 - Laovratori officine a disposizione per lavori di pubblica utilità 26.03 - Fiaccolata di solidarietà a chiasso : 1 25.03 - La coerenza dei politici ticinesi... 25.03 - Nulla di fatto dagli incontri tra veritici ffs e comitato di sciopero 25.03 - Documento delle trattative del 21 marzo a Bigorio 24.03 - Resoconto assemblea popolare 22 e 23.03 - Programma del week end 21.03 - Nessun accordo con i vertici ffs 21.03 - Diliberto solidarizza con gli operai OFFS 21.03 - Che c'è oggi alle officine? - programma 20.03 - Emanuele F. di Savoia cacciato dalle officine 20.03 - Il programma di oggi 19.03 - Immagini da Berna : 1 - 2 - 3 - 4 - 5 17.03 - Il programma di oggi 16.03 - Nessun accordo, lo sciopero continua! 15 e 16.03 - Programma del week end 14.03 - Treni fermi per cinque minuti 14.03 - Programma della giornata 13.03 - Ecco perché continuiamo lo sciopero 13.03 - Il programma delle mobilitazioni di oggi 12.03 - Lo sciopero continua 12.03 - FFS pronte a sospendere le misure... 12.03 - Tifosi solidali, raccolti 12'000 fr a sostegno degli operai 12.03 - Lo sciopero continua, ecco il programma di oggi 11.03 - Minacce FFS agli operai 11.03 - Sciopero anche a Friborgo 11.03 - Programma di lotta di oggi 11.03 - Creazione comitati territoriali di sostegno Cronologia delle giornate precedenti (dal 5.03) Approfondimenti: UNIA - Solidarietà - PS Sonvico - Rivoluzione! |
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Categorie media/net-attivismo -
: Dal video alla videosorveglianza |
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12-02-2008 23:10 |
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Dal 15 al 17 febbraio, avrà luogo al CSOA il Molino di Lugano un finesettimana dedicato alle autoproduzioni video. Un programma sfaccettato che coinvolgerà diverse associazioni legate al video e al mediattivismo: tikinò, mookamovie e indymedia. Il venerdì sera sarà dedicato alla visione di cortometraggi (vai alla scheda), dapprima con un momento di schermo libero in cui ognuno potrà presentare propri lavori (durata massima: 8 minuti, formato consigliato DVD). Poi si passerà ad una selezione di corti realizzati da tikinò nel 2007, per concludere con tre cortometraggi prodotti dai compagni di mookamovie di Como.
C'è ki fa i film e kinò A partire da sabato mattina, con la collaborazione di Jilt, verrà proposto un laboratorio di editing video. Il software che utilizzeremo è Cinelerra, libero e aperto, che permette di maneggiare immagini in movimento in maniera molto precisa e creativa. Nel corso del finesettimana realizzeremo collettivamente un cortometraggio legato al tema della videosorveglianza curandone le varie fasi: ideazione, realizzazione, montaggio e pubblicazione on-line.
- Raccolta di links di approfondimento sugli argomenti trattati durante il workshop
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Categorie media/net-attivismo -
: Comunicazione di servizio |
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24-01-2008 18:20 |
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::Aggiornamenti:: L'openposting è stato chiuso domenica per alcune ore ma ce l'abbiamo fatta. Ora il server che gestisce i dati di Indymedia Svizzera è più veloce e più sicuro! Ecco alcune delle novità del nuovo server
Durante la giornata di domenica 27 gennaio, verranno svolti alcuni importanti lavori di manutenzione sui server che ospitano indymedia.ch. Per alcune ore non sarà quindi possibile pubblicare nulla sul sito, mentre sarà invece possibile continuare a visitare praticamente tutte le pagine! Questi lavori ci permetteranno di migrare su di un nuovo server (ester.indymedia.org) più veloce e performante ed intitolato alla comandante dell'EZLN Esther (1 - 2)! Potete seguire lo stato dei lavori collegandovi in chat, potete sostenere indymedia facendo una donazione oppure saperne di più grazie alle nostre FAQ!. |
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Categorie anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
: Dalla Campania al Ticino, storie di 'monnezza |
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14-01-2008 22:57 |
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La situazione d'emergenza che sta vivendo Napoli e tutta la regione Campania ha fatto riaccendere, pure in Ticino, la discussione attorno allo smaltimento dei rifiuti. La prossima apertura del controverso inceneritore di Giubiasco e la possibilità che la 'monnezza prodotta all'estero possa essere scaricata nel nuovo impianto, sta assumendo i toni del famoso nimby (non nel mio giardino). Le rassicurazioni in questo ambito del Direttore dell'Azienda Cantonale dei Rifiuti Claudio Broggini sono state immediatamente smentite [1 e 2], facendo così riaffiorare lo spettro che il nuovo impianto di Giubiasco possa diventare un grande magnete per l'immondizia estera. Prospettiva tutt'altro che remota visto il largo sovradimensionamento del termovalorizzatore.
Il discorso legato ai rifiuti è però molto più profondo e si collega da una parte ai meccanismi di produzione, sviluppo sostenibile e politica ambientale, dall'altra alla lotta contro la costruzione di grandi impianti di smaltimento che avvantaggiano solo imprenditori e politici, danneggiando irrimediabilmente l'ambiente e i residenti locali. La costruzione di nuovi impianti non è infatti una soluzione sostenibile per risolvere la problematica dell'emergenza rifiuti. La soluzione va invece ricercata nello sviluppo di un progetto a lungo termine che parta da una decrescita dei consumi e che continui con l'incentivazione della raccolta differenziata.
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Categorie ecologia - WEF -
: Da Heiligendamm al WEF verso Monaco |
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10-01-2008 00:21 |
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Migliaia di poliziotti e 6500 militari si stanno preparando per proteggere i cosiddetti "Global leader" (rappresentanti del mondo economico- industriale e capi di governo) che anche quest'anno si incontreranno a Davos per il World Economic Forum per discutere e decidere sulle sorti del pianeta.
Il tema dell'anno scorso - la povertà nel mondo - è già stato superato e quest'anno tocca al clima. Questa problematica è già stata trattata durante il G8 di quest'estate in Germania, dov'è emersa la necessità di ridurre del 50% le emissioni di CO2 entro il 2050. A questo proposito Tony Blair ha recentemente dichiarato: "la verità è che nessun Paese, per quanto riguarda i problemi ambientali a lungo termine, sta riducendo la sua crescita o i propri consumi". La questione in gioco è la crescita economica delle industrie, ovvero la base stessa dell'economia capitalista. Non c'è dunque da aspettarsi nulla di buono. I risultati del Summit di Bali ne sono testimonianza: "La riduzione dei gas che provocano l'effetto serra dal 25 al 40% non è stata resa obbligatoria".
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Categorie G8 -
: La giustizia non abita a Genova |
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16-12-2007 22:41 |
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Venerdì 14 dicembre la procura di Genova ha condannato 24 dei 25 imputati accusati di devastazione e saccheggio in uno dei processi per i fatti del luglio 2001. Le pene, molto pesanti, vanno dai 6 agli 11 anni per i 10 condannati per devastazione e saccheggio; per i restanti 14 imputati pene dai 5 mesi ai 2 anni e mezzo, dato che i loro reati sono stati derubricati a danneggiamento e lesioni a pubblico ufficiale. Ad uno degli imputati, considerata la posizione in piazza Alimonda, sono stati dati 5 anni, senza tener conto della particolare situazione di Via Tolemaide. Una invece l'assoluzione.
Nella sentenza traspare una distinzione molto pericolosa tra "imputati buoni" e "imputati cattivi": alcune delle richieste di pena sono state ridotte ma il risultato rimane comunque agghiacciante; sia per i 102 anni di galera da scontarsi in 24, sia perchè rimane l' assurda imputazione di devastazione e saccheggio, sia per la volontà, piuttosto esplicita, di voler criminalizzare un movimento tutto o chiunque possa manifestare dissenso.
::Approfondimenti:: - Comunicato di supporto legale [english - Castellano] - Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani - Le dichiarazioni di un imputato prima della sentenza - 17 novembre 2007: La storia siamo noi - La nostra storia alla sbarra - Un secolo di sconto |
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Francia: regime poliziesco nelle facoltà universitarie |
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14-12-2007 12:54 |
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LA LRU, una riforma della scuola e della formazione in genere, che vuole passare il controllo sui programmi dallo Stato alle imprese e che concentra tutto il potere nella singola figura del rettore, sta provocando una grande mobilitazione studentesca in Francia. Manifestazioni, scioperi a oltranza si susseguono, mentre la repressione sta raggiungendo livelli inauditi e impensabili per uno Stato che si dichiara democratico. È in atto una vera e propria persecuzione giudiziaria. Ma la repressione si manifesta anche con pestaggi, arresti, rappresaglie fasciste. I rettori non esitano a denunciare i leader del movimento per impedirgli, in attesa dei processi, di poter continuare le azioni e fanno attaccare gli studenti dalla sicurezza interna, che si sta trasformando in una milizia privata.
Il tutto in un grave silenzio mediatico, a dimostrazione di quanto in Francia l'informazione sia controllata dallo Stato.
Video sulla situazione universitaria francese.
Aggiornamenti CNT - lru - SUD-etudiant
Indymedia francofoni su questa lotta Paris - Grenoble - Lille - Nantes - Romandia |
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Categorie guerra - repressione -
: Repressione durante le azioni antimilitariste a Lugano |
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26-11-2007 23:14 |
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Sabato 8, dalle 14'00 manifestazione contro la repressione a Bellinzona, trasferta: 12'30 piazza cioccaro a Lugano - comunicato - flyer
Domenica 25 novembre a margine della parata militare la polizia ha represso con violenza il gruppo di manifestanti antimilitaristi che, in modo pacifico ed ironico, stava esprimendo il proprio dissenso contro la kermesse militare che in questi giorni ha trasformato Lugano in una vera e propria zona di guerra [ 1].
Un primo intervento della polizia si è avuto durante la parata militare, dove sono stati fermati 11 clown facenti parte del collettivo della Clown Army. I clown si erano infiltrati nella parata inscenando delle performances goliardiche, utilizzando la semplice arma dell'ironia.
In seguito di fronte al pretorio di Via Bossi la polizia ha caricato violentemente ed in modo del tutto ingiustificato un presidio pacifico, composto anche da anziani e bambini, che si era formato spontaneamente in solidarietà ai clown fermati. La polizia senza nessun preavviso ha caricato alle spalle, con manganelli e spray orticanti i clown e le altre persone presenti compiendo 5 fermi e ferendo una decina di persone tra cui pure un mediattivista che ha riportato la frattura di un braccio.
Si è trattato di un increscioso episodio di intolleranza e violenza connesso con la libertà di espressione. Proprio nel giorno in cui l'esercito (auto)celebrava la sua presunta efficienza, ci è stata mostrata la brutalità operativa degli apparati repressivi dello stato.
:: Multimedia e resoconti ::
Il video completo della giornata
- Parata militare e azione Clown Army:
1 - 2 polizia impedisce riprese a cameraman TSI - fermi violenti e minacce polizia
- Presidio e carica polizia in Via Bossi:
1 - 2 - sequenza carica - sequenza carica altra angolazione carica polizia e ferimento mediattivista - altro video carica polizia
- Altre immagini:
1 - 2
- Fotografa ferita da un militare durante azione della Clown Army al padiglione Conza:
1 - 2
- Riflessioni: SISA - Partito comunista - Max Ay - om - Nodo Solidale - ftr indy lombardia
- Istituzionale: Rassegna stampa 1 - 2 - Comunicato polizia - Il MAS chiede lo sgombero del CSOA il Molino - Interpellanza Quadri - Interpellanza Marra - Ovidio Biffi - Interpellanza socialista
- Antirep: Rapporto "settimanale" - cronologia - Appello per la raccolta di foto e video della repressione |
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italiano (Versione originale)
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Categorie guerra - migrazioni / antirazzismo / NoBorder -
: 20-25 novembre: Settimana antimilitarista a Lugano |
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15-11-2007 01:40 |
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Dal 20 al 25 novembre si terranno a Lugano le "Giornate dell'esercito", una kermesse auto-promozionale e auto-celebrativa nella quale migliaia di militari con carri armati, elicotteri ed altri veicoli altamente inquinanti invaderanno la città trasformandola di fatto in una zona di guerra (foto). Un'istituzione costosa ed arrogante, l'esercito, che difende il diritto di imporre e comandare, di attuare una politica venduta come inevitabile che porta ad accettare anche le cose più ignobili ed assurde quali la guerra, la violenza e le torture fisiche e psicologiche. Non è quindi un caso che tra gli sponsor di questa manifestazione di propaganda bellica figuri pure la RUAG [ 1], azienda produttrice di armi, fra cui pure le orribili bombe a frammentazione.
Durante questa cinque giorni di inneggiamento alla patria e alla sicurezza, di osannamento al rispetto per la gerarchia e l'autorità, ci sarà anche chi come il CPE (collettivo composto da dozzine di associazioni e gruppi), attraverso delle azioni, delle conferenze e dei momenti di scambio, proporrà un'opposizione etica e politica all'istituzione militare. Sarà un'opposizione che coinvolgerà varie realtà: a partire da chi si oppone all'allargamento della base militare di Vicenza e/o la costruzione della fabbrica che assemblerà gli aerei F35 in provincia di Novara, a coloro che denunciano la militarizzazione e la costruzione del muro sulla frontiera Messico e USA, fino a chi da sempre lotta in Svizzera per l'abolizione dell'esercito. Sarà inoltre presente l'esercito dei clown!
Domenica 25 novembre 07, avrà luogo in Piazza Cioccaro a Lugano un presidio antimilitarista (con musica, pranzo popolare e materiale informativo)!
Azioni di domenica La polizia reprime in modo sproporzionato pacifiche azioni contro l'esercito.
Aggiornamenti: Le chiatte dell'esercito perdono carburante e inquinano il lago: intervengono i pompieri Foto dell'arrivo dei carri armati a Lugano
Materiali: - Appello per la Settimana antimilitarista - fr - Programma della Settimana antimilitarista - volantino - Edizione speciale del Giornale del CPE: pagina 1 - pagina 2 - Il sito ufficiale delle "Giornate dell'esercito" - Rassegna stampa |
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italiano (Versione originale)
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Categorie G8 -
: Genova 17 novembre: La storia siamo noi |
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08-11-2007 12:21 |
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Riprendiamo questo articolo dalla neonata indymedia lombardia.
Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato la revisione della storia: per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di tribunale mentre la voce collettiva si affievoliva, un processo di rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti dimenticassero che Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma anche e soprattutto la forza e l'energia di un movimento. Centinaia di migliaia di persone unitesi a Seattle, pur nelle loro diversità, hanno osato pensare e proporre un mondo diverso, un mondo più umano, equo e solidale,"un altro mondo è possibile" era il sogno comune, un sogno che in quei giorni si è trasformato nell'incubo di una mattanza senza precedenti, un sogno stroncato dalla realtà delle manganellate, delle cariche cilene, da ordini ed azioni tutt'altro che improvvisate sui quali è calato il solito silenzio di stato. Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio, hanno completato l'operazione di revisione della storia cominciata il giorno dopo le mobilitazioni contro il g8 del 2001 e si sono concluse con la richiesta di 225 anni di carcere.
Il 17 novembre a Genova è prevista una mobilitazione di massa per riappropiarci della nostra memoria e del senso di quei giorni che dopo sei anni rimangono vivi per quello hanno rappresentato. Da Lugano è prevista una trasferta collettiva (qui maggiori info).
Foto:1 - 2 - 3 - 4 Contributi audio; O.R. 1| O.R. 2| O.R. 3| O.R. 4|O.R. 5|O.R. 6
Appuntamenti: - Genova 17 novembre "La storia siamo noi". - Appello "Noi quelli di via Tolemaide" - Op nuovo video di genova - Leggi le trascrizioni alle udienze del processo ai 25 |
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Categorie repressione -
: Stop alla repressione! |
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26-10-2007 17:02 |
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Nelle scorse settimane un'ondata repressiva si è abattuta su diverse realtà italiane:
- 13 ottobre: a Bologna 5 persone vengono arrestate per essersi opposte alla consegna di una ragazza ubriaca da parte degli sbirri per un trattamento psichiatrico coatto. Due sere più tardi altre 6 persone intente a fare delle scritte di solidarietà vengono fermate, arrestate e processate per direttissima.
- la notte del 14 ottobre un campo rom alla periferia di Torino viene completamente bruciato [1-2-3] con 3 molotov lanciate da "ignoti".
- 15 ottobre: un ragazzo di origini nigeriane si suicida impiccandosi alle sbarre di una cella del cpt di Modena. Tre giorni più tardi un secondo ragazzo, di origine magrebina, si suicida nello stesso cpt.
- 23 ottobre: vengono arrestati in umbria 5 anarchici [1-2-3] accusati dagli inquirenti di atti eversivi.
- 23 ottobre: al processo ai 25 manifestanti accusati di "devastazione e saccheggio" durante il G8 di Genova, vengono chiesti dai PM un totale di 225 anni di carcere [1].
Ma l'ondata repressiva non si ferma al confine italiano. Nella scorsa settimana, in Ticino, due compagni sono stati colpiti da pesanti provvedimenti: due fermi a causa di una scritta solidale con gli arrestati a Bologna. Durante la prigionia la polizia ticinese ha perquisito le loro abitazioni e il luogo di lavoro di uno di loro, sequestrando fra le altre cose computer e telefonini.
Per denunciare questi fatti e le sempre più frequenti montature politico-giudiziare, sabato 27 ottobre alle ore 16 si terrà un presidio sotto il consolato italiano di Lugano. |
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