|
|
Copenhagen non sarà come vorrebbero |
|
|
Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
: |
|
|
| |
17-11-2009 22:00 |
|
|
| |
Dal 7 al 18 dicembre 2009 a Copenhagen (Danimarca) si terrà la più grande conferenza sul clima mai tenuta. L'evento sta venendo pubblicizzato come l'ultima, ma anche la miglior occasione per fare qualcosa per il cambiamento climatico. Ma lo scorso decennio di trattative fra le rappresentanze degli Stati non ha portanto a nessun accordo e nel frattempo il consumo di combustibili fossili continua ad aumentare, permettendo alle multinazionali energetiche di lucrare immensi profitti a costi elevatissimi per la natura e per l'umanità intera. Gli esiti della conferenza preparatoria di Barcellona e della riunione dei ministri delle finanze del G20 non possono che disilludere chi ancora crede nelle buone intenzioni delle élites che detengono il potere.
Abitiamo un pianeta finito, nel quale ogni crescita infinita, neppure se ecologicamente sostenibile, è impossibile. Non possiamo più affidare la nostra speranza nel mercato e neppure credere che i nostro destino possa cambiare con improbabili nuove tecnologie. Invece di ostinarci a correggere un sistema di per sé distruttivo dovremmo piuttosto costruirne uno nuovo che risolvi con giustizia la crisi climatica, distribuendo la produzione alimentare, riducendo il sovraconsumo dei paesi del Nord, riconoscendo il debito ecologico che dobbiamo alle persone che vivono nei paesi poveri.
Dieci anni fa, in occasione delle proteste contro il WTO di Seattle, nacque un movimento che affermava che un altro mondo era possibile. Oggi questo mondo non è possibile, è necessario. Individui provenienti da esperienze, realtà e movimenti diversi stanno scoprendo che le loro idee, seppur in apparenza diverse, sono terreno fertile per la lotta per il clima. A Copengagen i movimenti di azione climatica hanno organizzato una serie di proteste. Il 12 dicembre, giornata mondiale per il clima, è stata indetta una giornata di mobilitazione mondiale e le contestazioni culmineranno nell'azione del 16 dicembre, giorno in cui sono previste le trattative fra i livelli più alti del potere: un corteo si dirigerà verso l'edificio destinato alle trattative ufficiali, il quale verrà occupato con un'azione non-violenta per essere destinato ad un'assemblea in cui si discuterà fra pari e si cercherà di trovare soluzioni reali.
::Informazioni pratiche:: Mappa con i punti di convergenza | Informazioni su viaggio ed alloggio | Calendario delle proteste | wiki di coordinamento | mailing list di coordinamento | altri link di riferimento | Info trasferta da Milano e da Ginevra
::Approfondimenti:: [EN] Climate IMC | Indymedia Denmark | Climate Justice Action | Carbon Equity [IT] Global project | Versus-COP15 |
|
| |
|
[ Continua... ] |
|
|
|
Per la difesa della terra e del territorio |
|
|
Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
: |
|
|
| |
24-08-2009 22:30 |
|
|
| |
Negli ultimi mesi la pianificazione del territorio ticinese è stata al centro dell'attenzione massmediatica. Come purtroppo spesso accade al termine di questi dibattiti, a prevalere sono sempre le opportunità economiche e politiche delle varie lobby, a discapito dell'ambiente e degli interessi della comunità che vive sul territorio. Il discusso inceneritore di Giubiasco, non senza problemi, negli scorsi giorni è entrato in funzione. Un ecomostro e il sistema che lo genera che, senza alcun riguardo per un'adeguata e civile separazione dei rifiuti, rilascerà nell'aria i veleni della spazzatura portando la qualità dell'aria già pessima ad un livello inaccettabile per la salute. A Bellinzona invece è accesa la discussione per la costruzione di uno stadio da 12'000 persone con annessi vari centri commerciali. Un progetto megalomane, in una delle ultime zone verdi della città, che sembra più il frutto di speculazioni economiche e di propaganda politica da parte delle autorità cittadine piuttosto che il risultato di un'ocultata e sostenibile pianificazione del territorio. L'incerenitore e la "Bellarena", rappresentano solo gli esempi più attuali di un'evidente mancanza di progettualità e di sensibilità verso le problematiche legate al territorio. Sono infatti molti i progetti che, pur non riscuotendo la stessa atttenzione massmediatica, rischiano di mettere seriamente in pericolo l'ambiente e al vivibilità del territorio ticinese: - La costruzione del Palace a Lugano;
- La galleria che collegherà la piana del Vedeggio con la valle del Cassarate;
- La superstrada Mendrisio-Varese;
- La posa delle antenne per la telefonia mobile in vari luoghi del Ticino.
Grazie alla mobilitazione popolare, altri progetti simili sono invece stati bloccati:- La Variante 95 che voleva tagliare in due il Piano di Magadino
- La costruzione dello stand di tiro sul Monte Ceneri che avrebbe aperto le porte a redditizie speculazioni sui territori su cui oggi sorgono gli stand regionali
::Approfondimenti:: FTR Lotte diffuse per territori vivibili | FTR In pericolo il diritto di ricorso delle associazioni ecologiste | EZLN: Di fronte all’Esproprio Capitalista, la difesa della terra e del territorio
::Altre feature correlate:: Contro la chiusura della stazione FFS di Airolo | Rivestimento del Conza: l'ennesima Bottanata | Ancora nucleare in Svizzera? | Dalla Campania al Ticino, storie di 'monnezza |
|
| |
|
[ Continua... ] |
|
|
|
Contro la chiusura della stazione FFS di Airolo |
|
|
Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
: |
|
|
| |
20-12-2008 00:36 |
|
|
| |
Quando si tratta di chiudere le disastrate stazione scistiche ticinesi, che deturpano la montagna e arricchiscono gli imprenditori locali, si smuovono soldi pubblici e cori di indignazione.
Le stazioni ferroviarie, ben più fondamentali per il tessuto sociale e per chi sceglie spostamenti ecosostenibili, quando vengono chiuse, non sollevano grandi opposizioni.
Lo sportello FFS di Airolo, l'ultimo sopravvissuto sull'intera linea che percorre la val Leventina, dovrebbe chiudere il 31 dicembre 2008. Verrebbe automatizzato e radicalmente depotenziato. Contro questa decisione sono state raccolte oltre 4'000 firme a sostegno di una petizione indirizzata al consigliere federale socialista Moritz Leuenberger.
Approfondimenti - Lotte diffuse per territori vivibili |
|
| |
|
[ Continua... ] |
|
|
|
In pericolo il diritto di ricorso delle associazioni ecologiste |
|
|
Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
: |
|
|
| |
28-10-2008 09:57 |
|
|
| |
In occasione degli europei di calcio era stato progettata una megalomane ristrutturazione dello stadio Hardturm di Zurigo, con costruzione di un annesso centro commerciale. Gli abitanti del quartiere preoccupati per l'impatto sulla qualità ambientale della zona, in collaborazione con le associazioni ecologiste fecero ricorso, appellandosi al "diritto di ricorso delle associazioni". I liberali zurighesi, scocciati da questa intrusione nel mondo dell'economia degli interessi pubblici, hanno deciso di cancellare questa possibilità. Su questo tema si voterà il prossimo 30 novembre.
Questa forma legale esiste dal 1966 e si basa sull'idea che la natura, non potendo proteggersi da sola, necessità di strumenti legislativi che permettano di difenderla. Una trentina di associazioni ecologiste possono, a determinate condizioni, presentare ricorso contro la pianificazione, la costruzione o la trasformazione di impianti e contro la messa in commercio di organismi. Negli ultimi anni questo strumento ha permesso di bloccare numerosi progetti scriteriati, fra il 1996 e il 2003 il Tribunale federale ha accolto interamente o almeno in parte il 63% dei ricorsi inoltrati dalle associazioni ambientaliste.
È per esempio grazie a questo diritto di ricorso che è stato possibile fermare le attività di estrazione dei "Silos Ferrari" nella zona protetta delle bolle di Magadino, ed è sempre grazie a questo diritto che si sta cercando di ostacolare la costruzione di nuove centrali nucleari. |
|
| |
|
[ Continua... ] |
|
|
|
Lotte diffuse per territori vivibili |
|
|
Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
: |
|
|
| |
02-06-2008 20:59 |
|
|
| |
Nel nostro cantone, sempre più spesso, gruppi di cittadini si mobilitano, organizzandosi dal basso per opporsi alle poco oculate scelte in campo ambientale dei governanti. Lotte molto diverse che hanno però in comune il desiderio di intendere la gestione del territorio e dell'ambiente che ci circonda in maniera più dolce e vicina alle esigenze dell'essere umano e non, ce lo auguriamo, semplici sintomi della sindrome NIMBY.
Grande eco mediatico hanno avuto le resistenze popolari nei confronti del sovradimensionato stand di tiro sul Monte Ceneri (che aprirebbe le porte a redditizie speculazioni su cui sorgono oggi gli stand regionali), la grande opposizione che ha fermato la deleteria "Variante 95" che avrebbe tagliato a metà il piano di Magadino e l'infruttuoso tentativo di evitare la costruzione di un gigantesco ed inquinante inceneritore per i rifiuti a Giubiasco.
Ma sono parecchie le lotte di dimensione minore che sono in corso. Dalla Capriasca sono state raccolte oltre 1'500 firme proponendo una moratoria sulla costruzione di antenne di telefonia mobile. L'elettrosmog preoccupa anche i cittadini di Bellinzona, di Melide di Novazzano e di Novaggio che, in maniera diversa si sono mobilitati contro questa nuova fonte di inquinamento su cui ancora si sa poco.
Nei paesi attorno a Sonvico-Dino, si è costituita nelle scorse settimane l'associazione "Territori vivibili" che vuole contrastare la posa di una nuova antenna UMST che irradierebbe tutti i comuni circostanti (vedi mappa). Ne è nata una vera e propria battaglia con Swisscom e Orange. Anche in questo caso oltre 1500 firme sono state raccolte.
> Mappa delle antenne in Ticino
Gli abitanti della Val Onsernone (storica valle popolata da neorurali) si stanno ribellando alla costruzione di una diga, su territorio italiano, che prosciugherebbe le acque del torrente Isorno. Le acque del Ceresio sono invece solcate da Pirati che navigano e praticano arrembaggi per rivendicare l'accesso alle rive sempre più spesso occupate da scempi edilizi. Nel mendrisiotto si è creato il "comitato contro la superstrada" per evitare la costruzione di un nastro d'asfalto a scorrimento veloce che collegherebbe, con danni evidenti, Mendrisio e Varese.
Per tutte le persone in lotta per dei territori vivibili nel nostro cantone, non possono che suonare familiari le parole dell'EZLN da una presa di posizione (2) dello scorso anno: "La terra ed il territorio non sono solo fonti di lavoro e di alimenti, sono pure cultura, comunità, storia, origine, sogni, futuro, vita e madre." |
|
| |
|
[ Continua... ] |
|
|
|
Dalla Campania al Ticino, storie di 'monnezza |
|
|
Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
: |
|
|
| |
14-01-2008 22:57 |
|
|
| |
La situazione d'emergenza che sta vivendo Napoli e tutta la regione Campania ha fatto riaccendere, pure in Ticino, la discussione attorno allo smaltimento dei rifiuti. La prossima apertura del controverso inceneritore di Giubiasco e la possibilità che la 'monnezza prodotta all'estero possa essere scaricata nel nuovo impianto, sta assumendo i toni del famoso nimby (non nel mio giardino). Le rassicurazioni in questo ambito del Direttore dell'Azienda Cantonale dei Rifiuti Claudio Broggini sono state immediatamente smentite [1 e 2], facendo così riaffiorare lo spettro che il nuovo impianto di Giubiasco possa diventare un grande magnete per l'immondizia estera. Prospettiva tutt'altro che remota visto il largo sovradimensionamento del termovalorizzatore.
Il discorso legato ai rifiuti è però molto più profondo e si collega da una parte ai meccanismi di produzione, sviluppo sostenibile e politica ambientale, dall'altra alla lotta contro la costruzione di grandi impianti di smaltimento che avvantaggiano solo imprenditori e politici, danneggiando irrimediabilmente l'ambiente e i residenti locali. La costruzione di nuovi impianti non è infatti una soluzione sostenibile per risolvere la problematica dell'emergenza rifiuti. La soluzione va invece ricercata nello sviluppo di un progetto a lungo termine che parta da una decrescita dei consumi e che continui con l'incentivazione della raccolta differenziata.
|
|
| |
|
[ Continua... ] |
|
|
|
Da Heiligendamm al WEF verso Monaco |
|
|
Feature Categoria
ecologia - WEF -
: |
|
|
| |
10-01-2008 00:21 |
|
|
| |
Migliaia di poliziotti e 6500 militari si stanno preparando per proteggere i cosiddetti "Global leader" (rappresentanti del mondo economico- industriale e capi di governo) che anche quest'anno si incontreranno a Davos per il World Economic Forum per discutere e decidere sulle sorti del pianeta.
Il tema dell'anno scorso - la povertà nel mondo - è già stato superato e quest'anno tocca al clima. Questa problematica è già stata trattata durante il G8 di quest'estate in Germania, dov'è emersa la necessità di ridurre del 50% le emissioni di CO2 entro il 2050. A questo proposito Tony Blair ha recentemente dichiarato: "la verità è che nessun Paese, per quanto riguarda i problemi ambientali a lungo termine, sta riducendo la sua crescita o i propri consumi". La questione in gioco è la crescita economica delle industrie, ovvero la base stessa dell'economia capitalista. Non c'è dunque da aspettarsi nulla di buono. I risultati del Summit di Bali ne sono testimonianza: "La riduzione dei gas che provocano l'effetto serra dal 25 al 40% non è stata resa obbligatoria".
|
|
| |
deutsch (Versione originale)
| italiano
|
[ Continua... ] |
|
|
|
Variante95: Via la strada dal Piano! |
|
|
Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
: |
|
|
| |
18-09-2007 22:28 |
|
|
| |
Il Piano di Magadino rappresenta l'ultimo territorio pianeggiante che, nonostante l'estensione sproporzionata di zone urbane ed industriali, presenta ancora importanti spazi agricoli. Costituisce il comparto territoriale con la maggiore biodiversità del Canton Ticino, e tra le più elevate della Svizzera. Centinaia sono le specie animali (moltissimi gli uccelli) che figurano sulla lista rossa (in pericolo d'estinzione) che vivono, si riproducono, svernano o semplicemente transitano da quest'area.
Il progettato collegamento veloce di tipo autostradale denominato Variante 95 (vedi mappa), sostenuto dalle lobby industriali, avrebbe ripercussioni molto negative: attirerebbe inevitabilmente nuovo traffico con il conseguente aumento dell'inquinamento. Occorre ricordare che nel piano è già in costruzione un inceneritore che contribuirà ad abbassare la qualità dell'aria nella zona! Inoltre la realizzazione della strada attirerà l'insediamento di centri commerciali, creando un nuovo scempio edilizio sullo stile del pian Scairolo. Pure dal lato giuridico la realizzazione della Variante 95 è incerta in quanto potrebbe non essere conforme alla legge.
Il 30 settembre, grazie alle 16'000 firme raccolte, si è svolta una votazione sul tema. È stata proposta pure una versione ridotta e meno invasiva della strada, denominata "panoramica" ma pure questa alternativa non convince del tutto. Contro la Variante 95, da parecchi mesi la popolazione si sta mobilitando (1 - 2 - 3 - 4)! > Aggiornamento: La popolazione con diritto di voto in Ticino rifiuta la strada, qui i dati e le reazioni
Informazioni e link: vialastradadalpiano.ch - apmagadino.ch - ACSI - Blog delle donne contadine ticinesi |
|
| |
|
[ Continua... ] |
|
|
|
A Losanna Paglia vs. Cemento |
|
|
Feature Categoria
ecologia - spazi liberati -
: |
|
|
| |
11-09-2007 19:43 |
|
|
| |
Sul ripido scoscendimento sotto la sede dell'Espace Autogeré, in centro a Losanna (rue César-Roux 30 bis), il collettivo S'traw d'la Bale, dal 24 agosto scorso, sta costruendo una casa di paglia.
La struttura di base è ormai pronta, il tetto è già in posizione, e i lavori procedono a pieno regime nonostante la richiesta di demolizione avanzata dal comune di Losanna.
Lo scopo del collettivo è quello di realizzare un'abitazione urbana autonoma, con tanto di fitodepuratore (già in funzione), bagni ecologici, recupero dell'acqua piovana e pannelli fotovoltaici in completa autogestione, senza salari e senza specializzazioni tecniche.
L'occupazione del terreno è anche un modo di denunciare la speculazione in atto in città che rende i terreni a sola disposizione delle banche e alla lobby del cemento e di ricordare che "la casa è un diritto". La città si vanta della sua politica di "sviluppo sostenibile" ma tenta di distruggere un eserimento realmente innovativo (sia dal profilo tecnico che dal punto di vista sociale).
Il collettivo invita tutt* gli/le interessat* a partecipare all'autocostruzione!
: 1 e 2 > Il primo comunicato degli occupanti |
|
| |
français (Versione originale)
| italiano
|
[ Continua... ] |
|
|
|
|
|