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Il 15 ottobre tutto il mondo scenderà in piazza |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione -
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12-10-2011 11:23 |
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Mentre un Ticino sempre più richiuso su se stesso, si prepara ad una ulteriore farsa elettorale. Verdi e sinistra parlamentare non trovano di meglio da fare che dare sfogo ad un indegno spettacolo: farsi le scarpe per un seggio che finirà per essere attribuito a qualche losco figuro dell'UDC. Per fortuna, nonostante spesso ci crediamo l'ombelico del mondo, il mondo ci permette di guardare avanti.
Per il 15 ottobre è stata lanciata una diffusa e composita mobilitazione a livello internazionale. Da Madrid a New york, da Santiago del Chile a Tel Aviv passando per Roma fino a piazza Tahrir in Egitto. Una chiamata che ci ricorda come: dalle insurrezioni nel mondo arabo ai moti studenteschi passando per gli "indignati" spagnoli, un onda lunga e tumultuosa si sta manifestando. Si tratta di sollevarci, insorgere: alzarsi in piedi, assumere in maniera intransigente la propria dignità di essere umano.
Qualsiasi azione vi venga in mente, fatevi sentire: non si tratta solo di S/casse Malati o Dumping salariale si tratta finalmente di uscire da un modello di società che precarizza la nostra esistenza.
Stop the capitalism, people of the world, rise up, united for globalchange.
> Aggiornamenti da indymedia italia
Approfondimenti: Link vari, kafca.eu, MilanoX , decrescitafelice.it, uninomade.org, Le virtù del tumulto , democraziakmzero.org , Debito e crisi, In Svizzera, Occupare WallStreet |
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Azioni contro il G20 a Toronto |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - media/net-attivismo - migrazioni / antirazzismo / NoBorder - repressione -
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28-06-2010 23:08 |
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A Toronto, in Canada, i Soliti Paesi si sono radunati per decidere le nuove correzioni da apportare al neoliberismo. Già prima dell'inizio del summit la polizia stava creando un clima di intimidazione, specialmente verso i senzatetto, mentre nei parchi erano aumentate notevolmente la sorveglianza e le contravvenzioni. Anche i controlli alle frontiere sono stati intensificati e a diversi giornalisti e attivisti statunitensi è stato rifiutato l'accesso al Canada.
Martedí 22 centinaia di persone hanno improvvisato un carnevale di resistenza per denunciare gli abusi e la criminalizzazione verso i movimenti queers.
Durante il G20 l'area adiacente al perimetro di sicurezza del summit è stata posta sotto uno statuto speciale che di fatto revoca i diritti civili a chiunque vi entri. Giovedí 24 un attivista è stato arrestato senza motivo alcuno, soltanto perché si era avvicinato troppo alle barriere. Nel pomeriggio un corteo di un migliaio di persone è sflilato attraverso la città.
Malgrado la le numerose perquisizioni immotivate, le minacce di repressione e la presenza sproporzionata di polizie, venedí 25 diverse migliaia di manifestanti sono sfilati in un vibrante corteo per le vie di Toronto. La protesta si è conclusa con i discorsi degli attivisti di "No one is illegal" e della "Coalition ontarienne contre la pauvreté". Durante la manifestazione la polizia ha compiuto diversi arresti arbitrari e, irritata per la presenza della stampa alternativa che ne documentava le azioni, ha rotto la macchina fotografica a un mediattivista e ha picchiato sul volto un giornalista. Durante la serata centinaia di persone si sono accampate nel parco cittadino e per tutta la notte hanno rivendicanto il diritto all'alloggio per tutt*.
Anche le giornate di sabato 26 e domenica 27 sono state caratterizzate da una massiccia e ingiustificata repressione poliziale; con controlli a tappeto, irruzioni nelle sedi dei collettivi, arresti mirati da parte di agenti in borghese infiltrati nel corteo e arresti preventivi di massa (domenica i fermi sono stati 500) [1 | 2].
::Aggiornamenti:: G20 summit protest live reports | Centre de médias alternatifs Québeq | Toronto media co-op | Toronto community mobilisation
::Approfondimenti:: Dalle strade di Toronto in rivolta | A report and our aspirations | Il G20 per i miliardari | Il fallimento del grande circo chiamato G20 |
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[Bolivia] Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambio Climatico |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
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24-04-2010 21:40 |
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A Cochabamba (Bolivia) dal 19 al 22 aprile decine di migliaia di persone si sono riunite per la prima Conferenza Mondiale dei Popoli su Cambiamento Climatico e Diritti della Madre Terra (CMPCC). Annunciata dal governo boliviano a una settimana dalla repressione e dal fallimento del vertice ONU sul clima di Copenhagen, proponeva il coinvolgimento della societa' civile allo scopo di analizzare seriamente il fenomeno del cambiamento climatico in relazione alla societa': cause strutturali, flussi migratori, popoli indigeni, trasferimento di tecnologie, debito ecologico, ecc.
L'evento si e' svolto con conferenze, eventi autogestiti e diciassette gruppi di lavoro, i cui documenti finali sono stati riassunti nel cosidetto Accordo dei Popoli che sara' presentato al COP16 che si terra' a Cancun, Messico. A un diciottesimo gruppo di lavoro e' stata rifiutata la partecipazione alla conferenza, in quanto trattava di problemi ambientali e umani in relazione a progetti minerari attualmente in corso in Bolivia. Analogamente alle critiche emerse durante la 3a Fiera Internazionale dell'Acqua, anche questo gruppo ha stilato un documento finale molto severo verso certe politiche dello Stato boliviano.
::Approfondimenti:: Lettera aperta della CJA | Indymedia Argentina | Resoconto indyano | Globalproject | Turbolence | Video di Democracy Now | America Latina en movimiento
::Rassegna stampa:: Il Manifesto | The Guardian | Los Tiempos
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:: Grecia : la rivolta non si ferma :: |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - repressione -
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08-04-2010 23:00 |
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Il 6 dicembre 2008 Alexandros Grigoropoulos viene ucciso a Atene da un poliziotto. Scoppia in tutta Grecia la rivolta sociale , le manifestazioni spontanee e organizzate, le occupazioni, gli scioperi, i saccheggi, gli ordigni contro obiettivi economici e politici non si contano. Numerose azioni di solidarietà si svolgono in tutto il mondo [a Lugano: 1, 2] . Da allora è passato un anno e mezzo, il governo di destra in settembre è caduto, il nuovo governo di sinistra guidato da Papandreou ha deciso di affidarsi al perenne stato poliziesco di emergenza per tentare di calmare la protesta. Sono iniziate ondate di arresti, fra cui anche quello di Alfredo Bonanno, settantenne italiano importante teorico dell'anarchismo insurrezionalista. A inizio dicembre 2009 Atene era sotto assedio militare per paura che il livello della protesta s’innalzasse ulteriormente [1, 2]. Con frenesia il potere greco approva varie legge per ridurre il diritto al dissenso politico. Ma davanti alla bancarotta dello Stato greco la protesta non è incanalabile. La crisi dopo aver colpito le banche e l’industria mondiale sta colpendo le finanze di interi Stati. L’Unione Europea preoccupata di un effetto a domino valuta l’ipotesi di inviare in Grecia enormi aiuti finanziari per salvare il capitalismo e intanto ha fatto pressione affinché il governo greco varasse un durissimo piano di austerità. Il piano viene approvato in gennaio e da allora strade, porti, aeroporti, ferrovie, frontiere, fabbriche vengono ripetutamente bloccati, gli scioperi generali , l'ultimo l'11 marzo, si susseguono. I lavoratori si rifiutano di pagare da soli la crisi. La situazione politica diventa sempre più tesa , il 12 marzo un altro militante anarchico, Lambros, è ucciso dalla polizia nel corso di una presunta azione “antiterrorista”. Il 28 marzo una bomba uccide un ragazzo afgano di 15anni e ferisce sua sorella, i media tradizionali accusano le Cellule di Fuoco di essere gli artefici. Ma facilmente viene a mente un parallilismo con Piazza Fontana e il terrore di Stato italiano .
::Ultimi aggiornamenti:: 11.04.2010 ¦ accordo raggiunto tra l'UE e il governo greco per un finanziamento di 30 miliardi di euro a cui si dovrebbero aggiungere i 10 miliardi del Fondo monetario internazionale [1]. ¦ 6 compagn* vengono arrestat*, in risposta viene occupato il politecnico e gli uffici dell'Unione degli Editori dei Quotidiani di Atene.
::Resoconti di indymedia atene, mese di marzo 2010:: 31-28 27-22 21 20-16 15-12 11 10-9 8-7 6-5 4-3 marzo 2010
::Maggiori siti dove reperire informazioni:: Inform-azionein italiano Indymedia Atene in greco e inglese After the Greek Riots in inglese dalla Grecia in italiano Indymedia Roma in inglese e in italiano
::Brochures in Francese sulla rivolta del 2008:: Grecia la revolte de décembre 2008 Jours de rage
::Approfondimenti vari:: Vari articoli indiani nostrani sulla situazione greca: 1 Sull’estrema destra in grecia: 1 ¦ 2 Movimenti sociali e partiti greci prima della rivolta: 1 Opuscolo-dvd sulle rivolte carcerarie in Grecia, aprile 2007: 1
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Manifestazione antirep a Aarau [20.02.2010] |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - repressione -
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12-02-2010 15:00 |
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Una manifestazione anti repressione è stata organizzata ad Aarau per il 20 febbraio 2010, ore 15.00, Igelweid.
Questa manif nasce al seguito di diversi fatti avvenuti ad Aarau negli ultimi mesi. Due anarchici Philipp e Ivo rischiano fino a 3 anni di prigione per incendio doloso e questo dopo aver passato quasi due mesi in carcere preventivo in condizioni alquanto discutibili. Da denunciare è anche la sistematica repressione subita dalle molte azioni di solidarietà che sono state programmate dalle simpatizzanti e dai simpatizzanti. Un tour informativo sta facendo il giro di differenti città svizzero-tedesche per approfondire la situazione. La mobilitazione non è pensata solo come atto di solidarietà, ma anche come forte presa di posizione contro il potere poliziesco. Il messaggio non può essere frainteso: contro la polizia vuole dire contro il capitalismo:
“Siamo contro la polizia perché essa esiste solamente per perpetuare la condizioni attuali, condizioni che noi ripudiamo.”
n°anti-rep: 077 414 99 60 primi soccorsi: 078 928 45 40
::Approfondimenti:: Le ultime sulla manif >> Appello alla manifestazione >> Video di mobilitazione indy ¦ youtube Infoportale Aargrau >> Approfondimenti sulle lotte contro le carceri >> Contatti: antirepaarau@immerda.ch |
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WEF 2010: CALL TO ACTION |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - WEF -
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19-01-2010 23:00 |
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WEF 2010: CALL TO ACTION Il quarantesimo vertice del World Economic Forum si terrà ancora una volta a Davos dal 27 al 31 gennaio, in una Svizzera sempre più blindata. La sfida che si sono dati quest'anno i leaders globali è di “ripensare, riprogettare e ricostruire” il mondo (c'è chi può). La crisi economica sta scaturendo in una sfiducia nei confronti del sistema neoliberista da loro promosso, e diventa impellente trovare una soluzione per perpetuare lo sfruttamento globale. Oltre alle chiacchierate private e mondane tra potere politico e potere economico - grande asso da sempre nella manica del WEF, che è riuscito così a far fronte alla concorrenza di altri eventi - all'ordine del giorno si può leggere: - Come rafforzare la coesione economica e lo stato sociale - Come ridurre i rischi globali e come far fronte ai fallimenti del sistema - Come garantire la sostenibilità - Come migliorare la sicurezza - Come creare un quadro di valori - Come creare istituzioni efficienti. Gli organizzatori definiscono il forum di quest'anno una vera “chiamata all'azione”.
E c'è chi risponde all'appello!!!
::Appuntamenti:: [16 gennaio 2010] Occupazione di Paradeplatz a Zurigo. [16 gennaio 2010] Antiwef festival a Lucerna. [23 gennaio 2010, ore 14.00, Theaterplatz] Manifestazione antiwef a Lucerna. La manifestazione è stata approvata dalla città. [1] [27-31 gennaio 2010] Proteste a Davos. [1] [29-30 gennaio 2010] Controvertice “L'altro Davos” a Basilea. [30 gennaio 2010, ore 13.00, Barfüsserplatz] Manifestazione antiwef, Basilea.[1] [2]
::Le proteste degli anni scorsi:: 2009 | 2008 | 2007 | 2006 | 2005 | 2004 | 2003 | 2002 | 2001
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Sgomberi a Zurigo. L'Autonome Schule vive! |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - spazi liberati - repressione -
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09-01-2010 11:00 |
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Giovedì 7 gennaio la polizia, in modo inaspettato e violento, ha sgomberato l'Autonome Schule in Ringstrasse 57 a Zurigo, scuola autonoma che dall'aprile scorso aveva rianimato il padiglione in disuso di una vecchia scuola, proponendo la libera diffusione e condivisione della conoscenza attraverso dei corsi negli ambiti i più disparati: dall'alfabetizzazione informatica, alla cucina etnica fino all'apprendimento della lingua tedesca per migranti e sans papier. Lo sgombero arriva inaspettato, senza alcun preavviso, senza alcun ultimato, anzi dopo che il Municipio nella seduta del 25.11.2009 si era detto di principio tollerante verso l’occupazione di padiglioni in disuso. Lo stesso giorno i funzionari della città di Zurigo hanno tagliato l'elettricità e tolto l'acqua ad un altro stabile occupato situato in Wehntalerstrasse. Già prima di questi due fatti, il 19 novembre 2009, la polizia aveva sgomberato con la forza uno squat in Mommsenstrasse arrestando tre persone. L'unica risposta che la città di Zurigo è riuscita fino ad ora a dare ai tentativi di diffusione della cultura e di ricerca di stili di vita alternativi al sistema dominante è stata la repressione. In serata, la reazione degli occupanti si è fatta sentire. Una scuola vuota è stata occupata per qualche ora da un ottantina di persone.
L'alto successo riscosso dall'Autonome Schule di Zurigo dimostra il bisogno di momenti di condivisione e diffusione libera delle conoscenze al di fuori delle logiche di mercato. L'Autonome Schule vive!
::Petizione:: firma la petizione di solidarietà
::Comunicati di solidarietà:: Denk-Mal Bern | CCCZH | Unsere Uni
::Altri articoli dal newswire di indy svizzera:: [08.01] Medienmitteilung der Autonomen Schule Zürich (ASZ) | École autonome de zurich expulsée hier
::Link:: Autonome Schule Zurigo
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deutsch (Versione originale)
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Copenhagen non sarà come vorrebbero |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
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09-12-2009 17:00 |
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Dal 7 al 18 dicembre 2009 a Copenhagen (Danimarca) si terrà la più grande conferenza sul clima mai tenuta. L'evento sta venendo pubblicizzato come l'ultima, ma anche la miglior occasione per fare qualcosa per il cambiamento climatico. Ma lo scorso decennio di trattative fra le rappresentanze degli Stati non ha portanto a nessun accordo e nel frattempo il consumo di combustibili fossili continua ad aumentare, permettendo alle multinazionali energetiche di lucrare immensi profitti a costi elevatissimi per la natura e per l'umanità intera. Gli esiti della conferenza preparatoria di Barcellona e della riunione dei ministri delle finanze del G20 non possono che disilludere chi ancora crede nelle buone intenzioni delle élites che detengono il potere.
Abitiamo un pianeta finito, nel quale ogni crescita infinita, neppure se ecologicamente sostenibile, è impossibile. Non possiamo più affidare la nostra speranza nel mercato e neppure credere che i nostro destino possa cambiare con improbabili nuove tecnologie. Invece di ostinarci a correggere un sistema di per sé distruttivo dovremmo piuttosto costruirne uno nuovo che risolvi con giustizia la crisi climatica, distribuendo la produzione alimentare, riducendo il sovraconsumo dei paesi del Nord, riconoscendo il debito ecologico che dobbiamo alle persone che vivono nei paesi poveri.
Dieci anni fa, in occasione delle proteste contro il WTO di Seattle, nacque un movimento che affermava che un altro mondo era possibile. Oggi questo mondo non è possibile, è necessario. Individui provenienti da esperienze, realtà e movimenti diversi stanno scoprendo che le loro idee, seppur in apparenza diverse, sono terreno fertile per la lotta per il clima. A Copengagen i movimenti di azione climatica hanno organizzato una serie di proteste. Il 12 dicembre, giornata mondiale per il clima, è stata indetta una giornata di mobilitazione mondiale e le contestazioni culmineranno nell'azione del 16 dicembre, giorno in cui sono previste le trattative fra i livelli più alti del potere: un corteo si dirigerà verso l'edificio destinato alle trattative ufficiali, il quale verrà occupato con un'azione non-violenta per essere destinato ad un'assemblea in cui si discuterà fra pari e si cercherà di trovare soluzioni reali.
::Informazioni pratiche:: Mappa con i punti di convergenza | Informazioni su viaggio ed alloggio | Calendario delle proteste | wiki di coordinamento | mailing list di coordinamento | altri link di riferimento | Info trasferta da Milano e da Ginevra
::Aggiornamenti:: [3.10] Fallisce tentativo di screditare il cambiamento climatico [2.10] Cop15 - Cambio di sistema, non di clima
::Approfondimenti:: [EN] Climate IMC | Indymedia Denmark | Climate Justice Action | Carbon Equity [IT] Global project | Versus-COP15 |
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