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Euro08.noblogs.org: diario da un paese nel pallone |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - media/net-attivismo - repressione -
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07-04-2008 21:11 |
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Gli europei di calcio che si disputeranno a giugno in Svizzera ed Austria sono ormai alle porte. Questa grande manifestazione non rappresenterà un mero evento sportivo: nuovi stadi securizzati sono stati costruiti sul territorio, corposi finanziamenti pubblici sono stati varati per rifacimenti ed abbelliture di dubbio gusto, nuove leggi sono state approvate ed entreranno in vigore per contrastare lo spauracchio del cosiddetto fenomeno dell'"hooliganismo", una quantità esorbitante di militari e poliziotti, provenienti anche dall'estero, verranno dispiegati per la sicurezza interna. Oltre ai tifosi, pare evidente che anche chi non seguirà questo evento sportivo sarà per forza di cose assorbito dal grande circuito messo in atto per questa manifestazione. Non solo a causa del palinsesto massmediatico che ci bombarderà di non-notizie di ogni genere, ma soprattutto perché sia durante, sia una volta calato il sipario sugli effimeri europei, saremo confrontati con i nuovi strumenti repressivi che saranno invece permanenti e quasi sicuramente estesi ad altri ambiti della vita sociale.
Le voci critiche a tal proposito sono rare, soffocate dalle notizie "folkloristiche" e "di colore" di questo grande business e dai deliri dei tifosi occupati nella caccia ad uno dei pochissimi tagliandi adisposizione per l'accesso agli stadi.
Dalla consapevolezza e contro questo triste scenario è nato il progetto Euro08.noblogs.org: diario/blog, spazio d'informazione critico e contenitore collettivo di riflessioni, articoli di giornale, testimonianze, materiali multimediali di quanto sta accadendo e di quanto accadrà fuori dal rettangolo da gioco rispetto a tematiche quali repressione, limitazione dei diritti e non solo.
::Approfondimenti:: - Collabora al progetto iscrivendoti alla mailing list di coordinamento - Inoltra i tuoi articoli/testimonianze a: euro08[at]anche.no - Spiegaci perché anche a te euro08 ha già rotto le palle |
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Bellinzona: Officine in sciopero! |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione -
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07-03-2008 20:10 |
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Le FFS Cargo cancellano 126 posti di lavoro alle Officine di Bellinzona. Si è arrivati a questa situazione dopo anni di privatizzazione e di smantellamento di questo servizio pubblico.
Appena appresa la notizia l'assemblea dei dipendenti delle officine ha deciso di iniziare uno sciopero ad oltranza.
Sabato 8 marzo si è svolta a Bellinzona una manifestazione alla quale hanno partecipato oltre 8000 persone. Mercoledì 19 marzo si è svolta a Berna una seconda grande manifestazione a sostegno degli operai in sciopero. Più di 6000 persone, molte delle quali arrivate dal ticino con 3 treni speciali, sono scese nelle strade della capitale per gridare giù le mani dalle officine! Dopo una serie di incontri andati a vuoto, il dialogo è a un punto morto e all'unanimità gli operai hanno deciso di continuare lo sciopero. Il 30 marzo a Bellinzona eravamo in 12.000 a sostenere la decisione degli operai, il 2 aprile in 10.000 mentre il 31 marzo è stata depositata una iniziativa popolare che chiede la creazione di un polo tecnologico e industriale a Bellinzona. Dopo l'incontro di sabato 5 aprile con Leuenberger, lunedì 7 l´assemblea del personale delle Officine di Bellinzona, ha votato all'unanimità la fine dello sciopero, ritenendo che ci fossero le condizioni minime per una tavola rotonda che avverrà nei prossimi mesi.
> Guarda il sito speciale di SEV/UNIA
Ascolta la canzone dei Vad Vuc e Oroc Flambè "Giù le mani dall'officina"
Cronologia 10.04 - Incontro/dibattito sulle officine all'Università della Svizzera italiana 08.04 - Agire coralmente per un futuro diverso 07.04 - Concluso lo sciopero 02.04 - In 10'000 a Bellinzona : 1 - 2 02.04 - Oggi alle 16:30 manifestazione a Bellinzona! 01.04 - Petizione per il licenziamento di Meyer e Perrin 31.03 - Iniziativa popolare per la creazione di un polo industriale a Bellinzona 31.03 - Martedì 1.04 presidio e volantinaggio a Locarno 30.03 - In 12'000 per sostenere le officine: 1- 2 30.03 - Lettera aperta alla consigliera federale Doris Leuthard 29.03 - Concerti per le officine nel centro città: 1 26.03 - Laovratori officine a disposizione per lavori di pubblica utilità 26.03 - Fiaccolata di solidarietà a chiasso : 1 25.03 - La coerenza dei politici ticinesi... 25.03 - Nulla di fatto dagli incontri tra veritici ffs e comitato di sciopero 25.03 - Documento delle trattative del 21 marzo a Bigorio 24.03 - Resoconto assemblea popolare 22 e 23.03 - Programma del week end 21.03 - Nessun accordo con i vertici ffs 21.03 - Diliberto solidarizza con gli operai OFFS 21.03 - Che c'è oggi alle officine? - programma 20.03 - Emanuele F. di Savoia cacciato dalle officine 20.03 - Il programma di oggi 19.03 - Immagini da Berna : 1 - 2 - 3 - 4 - 5 17.03 - Il programma di oggi 16.03 - Nessun accordo, lo sciopero continua! 15 e 16.03 - Programma del week end 14.03 - Treni fermi per cinque minuti 14.03 - Programma della giornata 13.03 - Ecco perché continuiamo lo sciopero 13.03 - Il programma delle mobilitazioni di oggi 12.03 - Lo sciopero continua 12.03 - FFS pronte a sospendere le misure... 12.03 - Tifosi solidali, raccolti 12'000 fr a sostegno degli operai 12.03 - Lo sciopero continua, ecco il programma di oggi 11.03 - Minacce FFS agli operai 11.03 - Sciopero anche a Friborgo 11.03 - Programma di lotta di oggi 11.03 - Creazione comitati territoriali di sostegno Cronologia delle giornate precedenti (dal 5.03) Approfondimenti: UNIA - Solidarietà - PS Sonvico - Rivoluzione! |
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italiano (Versione originale)
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Dalla Campania al Ticino, storie di 'monnezza |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
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14-01-2008 22:57 |
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La situazione d'emergenza che sta vivendo Napoli e tutta la regione Campania ha fatto riaccendere, pure in Ticino, la discussione attorno allo smaltimento dei rifiuti. La prossima apertura del controverso inceneritore di Giubiasco e la possibilità che la 'monnezza prodotta all'estero possa essere scaricata nel nuovo impianto, sta assumendo i toni del famoso nimby (non nel mio giardino). Le rassicurazioni in questo ambito del Direttore dell'Azienda Cantonale dei Rifiuti Claudio Broggini sono state immediatamente smentite [1 e 2], facendo così riaffiorare lo spettro che il nuovo impianto di Giubiasco possa diventare un grande magnete per l'immondizia estera. Prospettiva tutt'altro che remota visto il largo sovradimensionamento del termovalorizzatore.
Il discorso legato ai rifiuti è però molto più profondo e si collega da una parte ai meccanismi di produzione, sviluppo sostenibile e politica ambientale, dall'altra alla lotta contro la costruzione di grandi impianti di smaltimento che avvantaggiano solo imprenditori e politici, danneggiando irrimediabilmente l'ambiente e i residenti locali. La costruzione di nuovi impianti non è infatti una soluzione sostenibile per risolvere la problematica dell'emergenza rifiuti. La soluzione va invece ricercata nello sviluppo di un progetto a lungo termine che parta da una decrescita dei consumi e che continui con l'incentivazione della raccolta differenziata.
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Variante95: Via la strada dal Piano! |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia -
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18-09-2007 22:28 |
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Il Piano di Magadino rappresenta l'ultimo territorio pianeggiante che, nonostante l'estensione sproporzionata di zone urbane ed industriali, presenta ancora importanti spazi agricoli. Costituisce il comparto territoriale con la maggiore biodiversità del Canton Ticino, e tra le più elevate della Svizzera. Centinaia sono le specie animali (moltissimi gli uccelli) che figurano sulla lista rossa (in pericolo d'estinzione) che vivono, si riproducono, svernano o semplicemente transitano da quest'area.
Il progettato collegamento veloce di tipo autostradale denominato Variante 95 (vedi mappa), sostenuto dalle lobby industriali, avrebbe ripercussioni molto negative: attirerebbe inevitabilmente nuovo traffico con il conseguente aumento dell'inquinamento. Occorre ricordare che nel piano è già in costruzione un inceneritore che contribuirà ad abbassare la qualità dell'aria nella zona! Inoltre la realizzazione della strada attirerà l'insediamento di centri commerciali, creando un nuovo scempio edilizio sullo stile del pian Scairolo. Pure dal lato giuridico la realizzazione della Variante 95 è incerta in quanto potrebbe non essere conforme alla legge.
Il 30 settembre, grazie alle 16'000 firme raccolte, si è svolta una votazione sul tema. È stata proposta pure una versione ridotta e meno invasiva della strada, denominata "panoramica" ma pure questa alternativa non convince del tutto. Contro la Variante 95, da parecchi mesi la popolazione si sta mobilitando (1 - 2 - 3 - 4)! > Aggiornamento: La popolazione con diritto di voto in Ticino rifiuta la strada, qui i dati e le reazioni
Informazioni e link: vialastradadalpiano.ch - apmagadino.ch - ACSI - Blog delle donne contadine ticinesi |
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Partenariato sociale o lotta di classe? Lavoratori in movimento |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione -
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07-08-2007 13:00 |
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Dopo intense trattative riguardanti alcuni punti del contratto collettivo di lavoro dell’edilizia, il 3 maggio 2007 la società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) ha sospeso ogni contatto con i rappresentanti sindacali. Tre settimane più tardi, il 23 maggio 2007, i rappresentanti della SSIC hanno deciso di disdire il contratto collettivo di lavoro per il 30 settembre 2007. Si tratta di un brutale attacco del padronato contro i/le lavoratori/trici edili, che già a marzo avevano protestato a Lugano per un adeguamento salariale e per il rispetto della loro dignità di lavoratori/trici.
Senza CCL, per i/le lavoratori/trici del settore si prospetta un grave deterioramento delle condizioni di lavoro. Senza un CCL d’obbligatorietà generale e quindi senza minimi salariali garantiti, niente potrà più ostacolare il dilagare del dumping salariale e sociale. Già nel mese di giugno ci sono state diverse azioni dimostrative. Le manifestazioni sono iniziate a Rheinfelden [ 1], Basilea, dove UNIA Basilea ha consegnato al consigliere nazionale Leuenberger una lettera di protesta e una stella da sceriffo, per poi passare a Berna [ 1], dove è stata indetta una conferenza professionale. Il 18 giugno a Ginevra [ 1] più di 3000 lavoratori/trici sono scesi in strada bloccando i cantieri per diverse ore e il 29 giugno altri 3000 lavoratori/trici hanno manifestato il loro malcontento a Lucerna [ 1 - 2].
Le proteste sfoceranno in una grande manifestazione nazionale prevista per il 22 settembre a Zurigo. Questa lotta ci riguarda tutti, perché è soltanto l’inizio di un’offensiva su scala nazionale da parte del padronato. Il deterioramento delle condizioni di lavoro è già in atto in ogni settore, in ogni luogo, in ogni impresa!
::Approfondimenti:: Il conflitto nell'edilizia ticinese | Boillat 1 - 2
:: Manifestazione 22 settembre:: - 1 - 2 |
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deutsch (Versione originale)
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Palestina: nel cuore della guerra |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - guerra - media/net-attivismo - migrazioni / antirazzismo / NoBorder - repressione -
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09-07-2007 18:43 |
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Il dramma della Palestina oggi è il cuore della crisi dell'Impero. La dottrina della guerra permanente per esportare democrazia ben nasconde le reali motivazioni di controllo globale di popoli, risorse e territori.
La Palestina diventa una sorta di tabù, dove si concentrano le contraddizioni del nostro mondo. Un popolo che ha fatto della laicità e della fratellanza il suo cammino, è ora sospeso tra la diffusione della deriva islamica e della corruzione istituzionale, con l’obiettivo imposto di una chiara e netta separazione tra la striscia di Gaza e la Cisgiordania. L’ostracismo strategico delle Istituzioni Mondiali, di Usa, Israele e della Comunità Europea che, dagli accordi di Oslo, hanno fatto di tutto per spezzare la Palestina, non riesce però a spezzare la dignità di un popolo che sopravvive in condizioni drammatiche.
Simbolo del terrore che condiziona il nostro presente, la Palestina che non ha diritto a governarsi, la Palestina laboratorio di strategie repressive, la Palestina circondata dal muro della vergogna, la Palestina divisa tra l’idea di Stato binazionale e il sogno di uno Stato unico, riuscirà comunque a rigenerarsi dalle sue ceneri.
::Approfondimenti:: La strategia di Israele per la Palestina e il Medioriente | Da Aqaba a Sharm, l’imbroglio dei festival della pace
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