Tema/i | anticapitalismo / antiglobalizzazione | femminismo / genere / queer | media/net-attivismo : Marxismi penosi o reazionari.
  23-05-2015 14:36
Autore : Cercatrova
: http://switzerland.indymedia.org/it/2015/05/95077.shtml
 
 
  Certe chiacchiere che ho letto sulla presentazione a Bellinzona di Sebben che siamo donne appena uscito, qui in  http://switzerland.indymedia.org/it/2015/05/95077.shtml , mi sembrano proprio una buona dimostrazione del disastro marxista imperante. Si pretendono i più critici o i più rivoluzionari e blaterano delle difese dei diritti di questo e di quello, del mercato del lavoro e dei sindacati ma sono restano tutti ancora nelle retroguardie delle società e non parlo solo di quella svizzera o italiana.  
     
  La società evolve a una velocità sempre più impressionante sotto la spinta, cioè quella balla che chiamano crisi, della sempre più ottusa plutocrazia mondiale, sia cinese che nordamericana, tedesca o brasiliana, e sta cambiando in un modo incredibile mentre costoro continuano con le loro rugose falci e martelli da lavoratori di due secoli fa. Come se gli schiavi di Spartaco avessero lottato sotto bandiere di archi e frecce paleolitiche.

Gli strumenti dei lavoratori, sempre più precari in tutto il mondo e sempre più isolati dietro un ordinatore, tra l'altro sempre più messi in concorrenza tra stati e continenti mentre sindacati e sinistre restano chiuse dietro ogni frontiera, non sono le falci e i martelli mai tasti e gli altri strumenti delle tecnologie odierne.
E poi ditemi voi chi osa ancora fare la differenza tra schiavi di fabbrica e quelli chiusi in casa e TV ad aspettare un lavoretto, o emigrando chissà dove a rimpolpare città metropolitane piene di vecchi e dove più nessuno o quasi fa figli. O dov'è il divario sostanziale tra le antiche donne di casa e le schiave dei centri di vendita per internet, le cassiere di supermercato o le meretrici, e le divisioni cinesi di Foxconn che lavorano per le caricaturali e assurde mode e mercati di cellulari del nord, o le schiere di badanti sbarcate in Europa o delle obese infermiere delle cliniche private USA.

Quindi parlano di classe operaia fuori da ogni realtà del III millennio mescolando autonomi con schiavi delle ultime catene non ancora robotizzate, o con tutti quegli asini accademici che sfornano ora a milioni le università neoliberiste per rimpolpare sottomesse schiere nei comandi bancari o finanziari, o per “professionalizzare” da finti medici i supermercati della cosiddetta salute. Lì dove tonnellate di prodotti chimici vengono immessi nelle società cosiddette avanzate per produrre obesi animali dipendenti da consumo medicinale. O al margine delle schiere di tecnici o scienziati per nuove tecnologie da sfruttamento virtuale, da produttore-consumatore di facebook-google ecc. che non si accorge nemmeno di alimentare il mostro con le sue seghe personali.
Niente visione di classe, niente studio della realtà in movimento, niente coerenza con la straordinaria ricerca di quel Karl Marx che aveva aperto uno spiraglio sull'evoluzione barbara della società umana, con il capitalismo. E poi osano denominarsi comunisti, ma che afflizione compagni.

Infatti loro, i marxisti da bravo fedele religioso, continuano a ripetere salmi del saggio Marx invece di guardare al suo lavoro ma per continuarlo seriamente in un mondo globalizzato che cambia ogni giorno; quindi un vero disastro retrogrado che permette appunto alle plutocrazie di avanzare nel proprio controllo del pianeta. Facendo perciò il loro gioco reazionario -dalla sua presunta sinistra, quella dei voti peggio ancora- nel chiudere invece di aprire ciò che chiamano la lotta di classe.

E del resto questa incapacità la si vede proprio a proposito di questo libro sulle militanti combattenti del secolo scorso. Incapacità di andar oltre vecchie formulette e libelli per poter scoprire in quel che sta succedendo realmente nelle punte avanzate operaie del pianeta. Povero Marx con questi suoi fedeli ortodossi imbesuiti e chiusi ognuno nella propria chiesetta.

Marxisti nemici del lavoro marxiano?
 
     
 
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  sempre più attacchi 2015-05-28 10:57  
è ormai fin troppo evidente la progressiva fascistizzazione che promuovono le plutocrazie mondiali a modo loro secondo che siano pecorelle europee, nordamericane, mesopotamiche, tailandesi, e cosi via, dallo stato islamico del c... super-fascista, alle incravattate UDC patrie, fronti e leghe statali del c... eccetera

prepariamoci a una lunga resistenza, visto che l'attacco antiproletario chiamato crisi va avanti a tutta forra, lo sfruttamento si globalizza e loro, i criminali al potere con i loro partiti-servi, sono sempre più ricchi
candeggina II