Tema/i | anticapitalismo / antiglobalizzazione | media/net-attivismo | repressione : SCIOPERI, serrate e censure.
  18-06-2014 13:17
Autore : Incendio
 
 
  Censura democratica? Libertaria? Di “sinistra”, o di destra?

Non sono membro del collettivo insubrico della citazione (v. sotto), però pensate un po': ieri (siamo nell’anno 2014) un amico, e nemmeno lui della citata galeotta combriccola , aveva messo in un “media” indipendente ticinese questo commento di cui sotto. A proposito dello sciopero degli scalpellini ticinesi. Ma non l’hanno accettato.
 
     
  “Nonostante l’esistenza oggettiva di proletariato in Svizzera, l’assenza quasi totale di coscienza di classe e la conseguente inesistenza di organizzazioni di massa fa si che la lotta di classe dal basso assuma un carattere rilevante solo sporadicamente e in contesti molto specifici[19], legati soprattutto a lotte sui posti di lavoro e la maggior parte delle volte su posizioni difensive[20]. In assenza di una significativa resistenza dal basso, la lotta di classe dall’alto è diventata quindi costante anche se non sempre appare in modo evidente.”

Estratto da:  http://collettivoscintilla.org/informazione/apologia-di-una-sconfitta-quali-lezioni-trarre-dal-rifiuto-delliniziativa-per-lintroduzione-del-salario-minimo/

(Note corrispondenti:
[19]
Si possono citare come esempi l’occupazione della fabbrica Boillat di Réconviller nel 2006 e delle Officine di Bellinzona nel 2008 ; i più recenti scioperi alla LATI di Sant’antonino del 2012, all’ospedale « La Providence » di Neuchâtel nel 2013 ; il lungo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici di Gate Gourmet all’aeroporto di Ginevra.
[20]
Come esempio di lotta di classe offensiva va menzionato lo sciopero vittorioso dell’edilizia nel 2006 che ha permesso di inserire il pre-pensionamento a 60 anni nel Contratto collettivo di lavoro.)

 
     
 
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  I 3 nodi capitali del problema. 2014-06-18 20:42  
Va bene, ho letto lo stralcio, ma anche tutto il libello di Scintilla.
Niente male, ma secondo me alcune cosette van dette in modo più esplicito o, se volete, fino in fondo. Provo io a farlo.

I 3 nodi capitali del problema.

In questa situazione, o battaglia di classe, è giunta l'ora che si comincino a trattare i veri temi di sostanza.
Cominciamo dal quadro strategico. Comunista diranno alcuni.

Tutto il fondo di queste lotte si può riassumere così:
vogliamo lavoro e lo vogliamo in modo decente.
Ma questa è la filosofia tradizionale del vetusto comunismo, o socialismo, o progressismo e tutte quelle correnti ideologiche e politiche che si denominano di sinistra. La sinistra del sistema.
Sì, del sistema. Proprio perché non mettono mai in dubbio la propria nefasta essenza del capitalismo, che è per la classe operaia quella di dover lavorare; e per la classe opposta, la borghese o capitalista, quella di sfruttare, trarre guadagno, estrarne benefici o profitti, da questa massa di persone che lavorano, devono lavorare o vorrebbero lavorare, come comanda anche la Bibbia del resto.

Ma è tutto un terribile inganno. Persino nelle parole, come quelle dei furbi della serrata della foto, che non si definiscono sfruttatori (del lavoro altrui), approfittatori (della fatica degli altri), beneficiari (della forza lavoro che impiegano a più o meno basso costo), ma invece: “datori di lavoro”. Ma guarda un po' che bello: danno lavoro, e non è vero che, invece, prendono e sfruttano il lavoro di terzi, come spiegava quel vero comunista che tutti citano solo quando e come gli fa comodo.

Bello il trucchetto, non vi sembra? Datori di lavoro! Arbeitgeber, porca vacca!

Chiaro, tutta l'ideologia del sistema è fatta non solo per obbligarci allo sfruttamento, ma proprio per nasconderlo sotto false apparenze. Persino bibbie e vangeli hanno scritto, per convincerci. Loro hanno accumulato, ereditato, rubato, arraffato le ricchezze dell'umanità, che sono in sempre meno saccocce, e quindi non ci resta che vendergli l'unica cosa che abbiamo, la forza lavoro. Ma come fosse la cosa più naturale, o normale come dicono. Invece di dividere tra tutti le ricchezze e il lavoro, che sarebbe questo sì naturale.



Secondo nodo capitale della battaglia.

Se nel primo nodo, quello strategico, la questione di cos'è sto lavoro che, come si diceva, sembra che lo vogliamo e lo vogliamo in modo decente, vale per tutte le società capitaliste, in questo caso è fin troppo evidente che gli scalpellini si limitano a rivendicare il minimo di questa “decenza” solo secondo le leggi borghesi svizzere. Niente della vera decenza, come per esempio una settimana molto più corta, e un salario buono, da viverci tranquilli; ma solo la miseria dei minimi riconosciuti dalle leggi del padrone.

Ed ecco il secondo problema: il quadro globale dove ormai si muovono tutte le lotte operaie, mondiale. E per fortuna che il granito pesa, sennò lo importerebbero dalla Cina anche quello.
Ma non solo il quadro globale, mondiale, è quello che conta in generale. Dove ormai la vera lotta di classe deve muoversi per far fronte alla “lotta di classe dall’alto” che dicono in Scintilla, cioè quella che i furbi pennivendoli, politici e tutto il resto chiamano “crisi globale”.
Bensì dobbiamo parlare del quadro statale, o regionale e nazionale, dove le frontiere giocano a favore di coloro che le controllano.

Quindi, non solo non si tocca l'essenza del sistema, lo sfruttamento del lavoro altrui; e poi non solo le lotte operaie devono rispondere a un attacco generale, globale e coordinato su tutto il pianeta; ma dobbiamo oltretutto far fronte alle frontiere degli stati, dove i padroni giocano come vogliono, immigranti di qua, e frontalieri di là; disoccupati di su, e precari di giù; contratti fissi di sopra, e sottopagati o sotto-impiegati di sotto; e tutto il resto che ben conosciamo, dei nostri cari “datori” di sfruttamento, con cui ingrassano esponenzialmente i loro conti correnti.


Terzo nodo capitale: organizzazione e politica.

E qui viene il bello: chi difende, organizza, stimola o smolla la classe operaia e i lavoratori?
I sindacati. Ma che bravi. Però possiamo fidarci di coloro che ignorano immigranti, precari, disoccupati, studenti-apprendisti, e vedono solo i loro cari “affiliati”?

Questo è il terzo problema, oltre all'ignoranza dell'essenza del sistema, lo sfruttamento, e al quadro globale, o internazionale delle lotte.
Ogni sindacato nel suo orticello, pericolo operaio.
Ogni partito nel suo orticello, pericolo sociale.
Troppi parlano di lotta di classe, quando vogliono che restino solo lotte di minoranze, che non tocchino l'essenza dell'orribile macchina che ingoia lavoro, vite, speranze e possibilità di milioni di operai, sfruttati o lasciati sulla strada.
Non parleranno mai di ripartire il lavoro disponibile tra tutti, per esempio.
Non parleranno mai di togliere alle minoranze ultra-ultra-milionarie un pezzo del loro bottino, per redditi sociali sicuri, per servizi pubblici davvero, per una salute generale e gratuita, e delle scuole più decenti e tutto il resto.
Rossochiaro
  Si svegliano anche i ...? 2014-06-21 12:13  
Quindi se ho ben capito, uno, il lavoro fa male e va abolito, due, le lotte sociali e le rivendicazioni Stato per Stato non valgono più un cazzo e per finire, tre, sindacati e partiti di sinistra non servono che al Capitale. È così?
In ogni caso sempre meglio che tutte le vecchie fregnacce sul capitalismo che sarebbe in crisi (proprio quando domina e sfrutta sempre più e dappertutto, Cina compresa), sulla cosiddetta classe lavoratrice (del c...) che vota sempre più a destra (da il voto persino ai nuovi modern-fascismi), e roba del genere. Si stanno forse svegliando?
Classe lavoratrice del c... voglio dire tutti quei miti del secolo scorso, non la dura realtà di quasi tutti noi, spero si capisca, o no?
spazzola