Tema/i | anticapitalismo / antiglobalizzazione : GRECIA: UNA NUOVA FASE DELLA LOTTA DI CLASSE
  05-05-2010 21:20
Autore : EEK Grecia, Sez C. R. IV Internazionale
 
 
  ANALISI E CONTRIBUTI DAI COMPAGNI
DELL' EEK ( Partito Comunista Rivoluzionario greco )

sezione greca del Comitato di Coordinamento per la rifondazione della IV Internazionale
 
     
  La Grecia in Lotta

di Dimitris Katsaganis

I tumulti degli operai greci contro il “Patto di stabilità” sono l’esito del fallimento del capitalismo.
Varie volte nel corso degli ultimi due mesi la classe lavoratrice greca si è mobilitata contro il “patto di stabilità” del governo “socialista” del PASOK, della UE, del FMI e del capitale finanziario mondiale. A tutt’oggi hanno avuto luogo tre scioperi generali e ogni giorno le strade di tutte le grandi città del paese si riempiono di persone che rivendicano i loro diritti. Oltre 70.000 persone tra lavoratori e giovani hanno partecipato ai cortei dell’ultimo sciopero generale di Atene (l’11 marzo) e più di 100.000 in tutta la Grecia.
Fuori dalla politica filo capitalista della burocrazia sindacale, controllata dal PASOK e dal “fronte” stalinista dei lavoratori (PAME-KKE), gli operai e gli impiegati del settore pubblico e privato dell’economia greca lottano per mandare a gambe all’aria il “patto di stabilità”, e persino il governo stesso.
Il “patto di stabilità” con i suoi tagli, aggiornati a tutt’oggi, del 10-20% dei salari e delle pensioni.
Nello stesso tempo i prezzi delle merci e dei servizi aumentano annualmente del 3%, come ha ufficialmente ammesso la Banca Centrale greca.
Secondo il piano del governo/UE/FMI, la prossima “vittima” sarà l'abrogazione del più elevato limite mensile (2%) ai licenziamenti e del relativo indennizzo, ciò al fine di ridurre l'immenso deficit pubblico (12,7%) e il debito (112% del PIL). Lo Stato greco è “tecnicamente” in bancarotta a causa della sua incapacità a continuare ad accedere al prestito come aveva fatto in precedenza e a finanziare la domanda sociale. I tassi d’interesse sono aumentati moltissimo a seguito della crisi finanziaria mondiale e il capitalismo greco “non-competitivo” non può permetterseli. Persino con il taglio più drastico del salario e dei diritti dei lavoratori non sono in grado di ridurre il debito pubblico, che si pensa raggiunga il 150% del PIL greco (o 370 miliardi di euro) nei cinque anni successivi! Il tasso d’interesse attuale (oltre il 6%) “assorbe” più della metà delle risorse (14,8 su 24 miliardi di euro), le quali devono essere risparmiate fino al 2012-13 allo scopo di conseguire un deficit pubblico pari al 3% rispetto all’attuale 12,7% (l’8,7% è l’obiettivo per il 2010).
Nello stesso tempo:
* La recessione attuale dell’economia è oltre il -2% (tre mesi fa la previsione più pessimista del governo era il -0,8%!) e tutto ciò prima della piena applicazione del “patto di stabilità”, che provoca una recessione del -4%, come previsto dalla Deutsche Bank. Questo è solo il primo risultato della brutale riduzione dei consumi privati e pubblici che vanno al 70% del PIL greco.
* Gli investimenti pubblici e privati sono già stati interrotti a causa della mancata partecipazione dello Stato Greco e del capitale privato ai programmi della UE.
* La disoccupazione ufficiale è del 12% (il 50% in più rispetto a due anni fa) e raggiungerà il 16% nei successivi due anni (il 30% da fonti non ufficiali).
La pressione del capitale finanziario mondiale da un lato e, dall’altro, la crescita della “pressione di strada” di massa hanno già provocato crisi politica e crisi di potere dello Stato. Il governo chiede disperatamente aiuto a Washington o a Berlino senza alcun risultato, l’“opposizione” di destra non ha alternative mentre i partiti parlamentari di sinistra (KKE, SYRIZA) sono – in modo diverso – interamente schierati verso soluzioni capitaliste e di “unità nazionale”.
Le proposte della “sinistra” sono le seguenti: la Grecia capitalista esca dalla UE o stia dentro e combatta per una UE “sociale” e “democratica”. Tutti negano la natura sistemica della crisi internazionale attuale e nessuno – inclusi i gruppi di estrema sinistra – lotta per la rivoluzione sociale proletaria e il potere attraverso il rovesciamento del sistema capitalista e dello Stato. Un conflitto di classe iniziato in Grecia che nessuna delle nuove generazioni ha mai visto a tutt’oggi. Contro la riorganizzazione delle relazioni sociali in un capitalismo in bancarotta e in declino, solo la riorganizzazione su nuove basi socialiste possono offrire un’alternativa per i lavoratori e la gente oppressa.
L’EEK, la sezione greca del Comitato di Coordinamento per la rifondazione della IV Internazionale lotta per rovesciare il “patto di stabilità” e il Governo capitalista, per lo sciopero generale permanente e per un’alternativa internazionalista socialista dei lavoratori – per il potere ai lavoratori e gli Stati uniti socialisti d’Europa!
La bancarotta del capitalismo greco coesiste, soprattutto, insieme a quella degli Stati capitalisti europei a seguito dell’incapacità di fermare l’ondata disastrosa della prima fase dell’attuale crisi capitalista mondiale (2007-8). Il debito pubblico e il deficit dei paesi della UE è quasi raddoppiato (oltre il 40%) a partire dal 2007 e nessuno intravvede alcuna via d’uscita dalla recessione prima del 2011. La UE subisce la peggiore crisi della sua storia e non può affrontare i suoi problemi con i propri mezzi, come ha rivelato il recente Summit dei leader della UE (25/3). Questo "punto morto" può che essere affrontato nell’ambito della lotta di classe mondiale, per mezzo dell’azione rivoluzionaria e internazionalista del proletariato europeo. Nell’immediato, una strategia rivoluzionaria europea è più necessaria che mai.

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GRECIA: UNA NUOVA FASE DELLA LOTTA DI CLASSE

di Savas Michael*

I fatti traumatici della storia a volte si ripetono: il 23 Aprile del 1941 il Governo Greco, guidato da Tsolakoglou, si arrese all’occupazione tedesca e si trasformò nel primo Governo di collaborazione coi nazisti. Il 23 Aprile del 2010 il Governo Greco di Papandreou ha ufficialmente accettato il cosiddetto “Meccanismo di Salvezza” , per evitare la disfatta ufficiale, concordando con l’Unione Europea (sotto scacco tedesco) di mettere il paese nelle grinfie della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale.

Molti Greci, inclusa tutta la stampa ed in particolare quella di sinistra, hanno registrato il parallelismo tra i due eventi.
In un primo tempo il Governo ha chiesto aiuto al FMI per un intervento sulla sua crisi , ed è la prima volta che l'FMI di Washington è chiamato ad intervenire in un paese dell’ Area Europea.
Il “salvataggio“ , pur non potendo arrestare il processo di bancarotta dello stato greco, produrrà una reale catastrofe sociale. Persino la stampa corrente scrive che ciò che si è verificato a Latvia, dopo l’intervento del FMI, è nulla rispetto a ciò che potrebbe avvenire in Grecia.

Oltre alle misure già prese dal Governo per il “Patto di Stabilità” del 3 Marzo 2010, l'FMI chiede ulteriori attacchi draconiani ai lavoratori sie nel settore pubblico che privato: ulteriori e maggiori tagli di salari e pensioni, licenziamenti di massa oltre i limiti sino ad ora fissati dalle Leggi sul Lavoro, abolizione dei Contratti Collettivi concordati tra Sindacati e padronato, distruzione di quel poco che ancora resta del Servizio Sanitario e della Scuola Pubblica e l’abolizione dei diritti pensionistici.

La notizia dell’ approvazione del “Piano di Salvataggio UE/FMI “ è stato dato del Primo Ministro Papandreou da Kastelorizo (una piccolissima Isola rocciosa nell’estremo Sud/Est della Grecia) con un effetto teatrale tra la farsa e la tragedia per milioni di persone, e la popolazione si è ovviamente infuriata.
Nella stessa serata del 23 Aprile, a poche ore dall’annuncio, migliaia di lavoratori e giovani sono scesi in piazza riempiendo tutte le strade ed il centro di Atene ed hanno marciato verso il quartier generale dell’ UE per essere poi respinti dalla Polizia e dall’uso massiccio di gas lacrimogeni.
Il 27 Aprile migliaia di persone sono nuovamente scese in piazza chiamate dai Sindacati e dall'ADEDY (Federazione Nazionale del Pubblico Impiego). Il KKE (Comunist Party of Greece) attraverso il PAME (Sezione Funzione Pubblica) ha organizzato, come sempre, una propria Manifestazione.
I cortei del 1° Maggio, così come lo sciopero generale indetto per il 5 Maggio di 24 ore, sono due eventi importanti. Così come importante è che allo sciopero hanno aderito anche GSEE (Confederazione Generale del Lavoro) controllata dal PASOK con la collaborazione della destra e la complicità di Synaspismos (euro comunisti).
La collaborazione di classe espone questi buracrati quali agenti e difensori del capitalismo all’interno del movimento dei lavoratori.
Il Presidente Giannis Panagopoulos (uno dei leader del PASOK) aveva incontrato il supervisore per l’economia greca della Commissione del FMI/BCE/UE, nonostante l’opposizione degli altri dirigenti del GSEE; nessuna sorpresa quindi che alcune settimane fa sia stato aggredito fisicamente davanti al Parlamento da un gruppo di dimostranti inferociti.

La crisi penalizza l’intero sistema politico borghese. Il precedente governo di destra di NEA DEMOKRATIA (Nuova Democrazia) è considerato colpevole per il Crak di Stato, corruzione di massa e “contabilità Creativa” della Finanza Pubblica e relative statistiche. Il governo del PASOK perde la sua legittimità, non solo per le promesse elettorali non mantenute e per la sua politica economica durante i due decenni in cui era al potere, ma soprattutto per la sua politica antipopolare e la sua complicità con il FMI/UE e le conseguenti offensive deflazionistiche. Internamente nel PASOK stanno proliferando divisioni e l’unica loro forza unitaria sta nella partecipazione ai benefici del potere di un governo borghese.
Poiché entrambi i partiti che tradizionalmente governano in Grecia sono altamente screditati, diventano popolari tra i lavoratori e altri strati della popolazione gli slogan dell’Argentina del 2001 “che se ne vadano tutti“, “tutti a casa“. La borghesia è molto preoccupata e nei propri centri di analisi si discutono scenari alternativi come un “Governo di Unità Nazionale“ o l’unione di PASOK e NEA DEMOKRATIA per un “ Governo Tecnico“.

La Sinistra dimostra di essere molto più arretrata rispetto alle necessità del momento storico. Il KKE da un lato usa una retorica di sinistra sino al punto di suggerire la possibilità e la necessità di una lotta per il potere operaio; dall’altro limita la propria azione a favore di una protesta controllata ed un programma riformista unicamente nel proprio interesse, rifiutando qualsiasi idea di azione unitaria con le altre forze di sinistra.
SYRIZA, la coalizione di Synaspismos con alcuni gruppi di estrema sinistra è in una profonda crisi interna e di frammentazione che la paralizza e rende la sua influenza politica destinata a crollare.
Nella sinistra radicale la situazione non è migliore, ANTARSYA, un fronte di un certo numero di gruppi extraparlamentari di sinistra, è attivo nelle mobilitazioni, ma con una prospettiva centrista completamente confusa che porta i partecipanti di quel fronte a criticare il KKE da destra biasimandone “l’estremismo di sinistra !“ facendo quindi sorgere il dilemma: “BORGHESIA“ o “POTERE OPERAIO” ?

Il nostri partito EEK è attivo in tutte le mobilitazioni in tutto il paese, combatte per uno sciopero generale ad oltranza, per battere il programma del FMI/UE e per superare con una azione di massa il connubio PASOK/UE/FMI aprendo la strada per il potere dei lavoratori e per una uscita dalla crisi attraverso l’azzeramento del debito verso gli usurai e gli speculatori internazionali per ricostruire le relazioni sociali su basi del socialismo reale, ovvero:
1) nazionalizzare le banche e tutti i settori strategici dell’economia nazionale sotto il controllo dei lavoratori;
2) rompere con l’imperialismo europeo ed i Fondo Monetario Europeo estendendo questi ideali a tutta Europa da Nord a Sud per gli “Stati Uniti Socialisti d’Europa”.

Da molti lati, particolarmente dalle forze che hanno partecipato alla rivolta del Dicembre 2008, la richiesta della nascita di Comitati d’Azione e per il compattamento dei ranghi delle organizzazioni autogestite contro la burocrazia dei sindacati GSEE/ADEDY. Questi Comitati e varie iniziative di lotta stanno già emergendo in varie aree del paese.

Lo Stato cerca di prevenire la minaccia di una rivolta popolare in aumento con tutti i mezzi rafforzando la repressione in nome della lotta al terrorismo. Un numero significativo di arresti dei soliti gruppi nel mirino, gli anarchici, sono stati molto pubblicizzati dalle forze di polizia e dalla stampa come lo smantellamento di gruppi rivoluzionari che, nel passato, avevano attaccato l’Ambasciata Americana di Atene. La campagna isterica antiterrorismo organizzata dalla Polizia attraverso i mass-media ha convinto la maggior parte della gente che l’offensiva anti-terroristica da parte dello Stato sia un tentativo di sviare l’attenzione dai veri terroristi del capitale finanziario, cioè il FMI e l’ UE.
La vera minaccia per i Governi è una rivolta di massa e non delle piccole azioni di violenza..
La Grecia è in una fase di transizione tra la rivolta di Dicembre dei giovani e le rivolte della primavere dei lavoratori in massa

28/4/2010

* segretario EEK – Partito operaio rivoluzionario
 
     
   
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