Tema/i | anticapitalismo / antiglobalizzazione | ecologia : [Bolivia] Impressioni sulla conferenza dei popoli
  24-04-2010 20:46
Autore : detrito
 
 
  Impressioni personali sulla Conferenza dei Popoli sul Cambio Climatico e sui Diritti della Madre Terra.  
     
  Ero in Cile quando ho avuto notizia della Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico (CMPCC), organizzata dal governo boliviano ed aperta ad ONG, associazioni indigene, attivisti, scienziati, sociologi, giornalisti, ecc. A Copenhagen le manifestazioni mi hanno assorbito tutto il tempo e le energie, e cosi' purtroppo non sono riuscito a seguire gli interessanti dibattiti che si sono tenuti al Klimaforum. Un po' ingenuamente, ero quindi un sacco su di giri all'idea di una conferenza internazionale dichiarata orizzontale; gia' mi immaginavo l'imbarazzo dei burocrati dell'ONU alla pubblicazione di profonde analisi critiche della nostra societa' per mano di un'assemmblea di persone provenienti da ambiti cosi' variegati. Ma con il passare delle giornate, malgrado la presenza di tante persone estremamente interessanti e di diverse conferenze di ottimo livello, ho dovuto disilludermi.

L'evento si e' tenuto nel rigoglioso campus dell'Univalle, un'universita' privata dalla retta piuttosto cara... I viali erano fiancheggiati da tanti stands, fra cui spiccavano per maestosita' quelli del governo boliviano, ivi compresi Ministero della Difesa, Ministero delle Miniere, Accademia Militare ed Esercito... Come se non bastasse, le sale, le stradine e l'ingresso pullulavano di poliziotti e soldati; non si capiva bene se in servizio o in libera uscita... Spaventosi soprattutto gli sbirri che pattugliavano i dintorni su grosse motociclette impugnando fucili a pompa.
Sono state organizzate 17 tavole rotonde, in ognuna delle quali si discuteva un tema specifico con l'obiettivo di stilare un documento finale che godesse del consenso diffuso del gruppo di lavoro. Dopo aver ascoltato troppi interventi a sbalzo mi sono scoraggiato e ho rinunciato a seguire i lavori. Molti dei documenti presentati l'ultimo giorno si sono poi effettivamente rivelati confusi e dai contenuti piuttosto superficiali. Il documento finale, dalla retorica assai simile ai discorsi che Evo ha tenuto negli ultimi anni, e' un riassunto molto ben scritto ma secondo me troppo grossolano dei 17 documenti.
Al di fuori del perimetro della conferenza era inoltre presente una 18a tavola rotonda. Gli organizzatori gli hanno negato il riconoscimento ufficiale, perche' vi venivano discussi gli impatti ambientali e umani di progetti minerari e civili intrapresi recentemente proprio in Bolivia e con l'autorizzazione dello Stato. Il documento finale della Mesa 18 e' l'unico che mette in evidenza la contraddizione di fondo dello Stato boliviano, che si dichiara rispettoso delle popolazioni indigene denunciando il capitalismo come causa dei cambiamenti climatici, mentre autorizza diverse multinazionali a intraprendere nuovi progetti petroliferi e minerari con devastanti impatti per l'ambiente e soprattutto per la popolazione locale.

In generale mi e' sembrato che la gente mancesse un po' di autocritica. Emblematico il contrasto fra l'entusiasmo unanime alla votazione mondiale per abolire il sistema capitalistico e consumistico, e la gente che tracannava coca-cola lasciandosi dietro una scia di riufiuti di plastica...
 
     
   
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