Tema/i | anticapitalismo / antiglobalizzazione : Resoconto dell'11 marzo a Atene
  08-03-2010 00:25
Autore : Solidarität!
:: Tradotto da : la brezza
 
 
  Questo testo è una traduzione di un resoconto apparso sui nodi tedeschi di indymedia della giornata di protesta del 5 marzo in Grecia contro l'introduzione delle nuove misure economiche.

Degli scontri continui sono scoppiati durante la manifestazione di protesta a Atene contro le misure economiche. Il padrone sindacale del GSSE è stato pesantemente pestato. Degli scontri con la polizia si sono svolti per tre ore in tutto il centro-città, dopo che l'icona della resistenta anti-nazi Manolis Glezos è stato attaccato dai poliziotti antisommossa.
 
     
  La manif, convocata dai sindacati degli/lle impiegat* pubblici/che (ADEDY) e del settore privato, è iniziata alle 12 e 30 dalla Piazza della costituzione (Syntagma), dopo che un'altra manif del sindacato dei/lle comunist* a cui hanno participato 10000 persone era terminta e stava andanto alla piazza Omonia. Si sono rapidamente riunite 10000 persone, una grande massa se si considera il fatto che oggi non era una giornata di sciopero, ma era prevista solamente un'interruzione dal lavoro di quattro ore.

Tutto stava andando bene finché il padrone del GSEE, M. Panagopoulos, ha preso il microfono per arringhiare l'assembramento. Manco il tempo di dire cinque parole ed è stato attaccato da contestatori/rici di tutte le tendenze che hanno cominciato ad interromperlo, a lanciargli dell'acqua e dello yoghurt, per poi passare come uno sciame enorme ad attaccarlo fisicamente.
Con contusioni, tagli e i vestiti in brandelli, il lacchè du PASOK se n'è sviato verso il cordone di poliziotti, mentre la gente non cessava di attaccarlo. È finalmente arrivato a trovare rifugio dietro la guardia presidenziale sugli scalini del parlamento, proprio dove le misure economiche detestate sono state votate. La folla lo ha incoraggiato ad andarsene al suo posto, ossia nel nido dei ladri, degli assassini, dei bugiardi.

Ciò che i media borghesi hanno chiamato “linciaggio” del più alto padrone sindacale è diventato l'argomento di una contesa parlamentare, nella quale il governo ha rimproverato alla coalizione di sinistra radicale che l'assalitore era uscito dalle loro fila, mentre il GSSE ha accusato l'alleato maoista MOE di dire nei migliori dei casi una mezza verità. Il partito comunista non si è dichiarato favorevole all'azione, ma ha rifiutato di condannarla. È la prima volta che un padrone sindacale così ben piazzato è attaccato durante una manif convocata dal suo stesso sindacato e l'opinione generale è di considerare questo fatto come l'inizio di una nuova era nella storia dei sindacati in Grecia. La fase iniziale dell'attacco al padrone sindacale può essere guardata qui:

  http://www.youtube.com/watch?v=OJW33W9t0bw&feature=player_embedded


Poco dopo le botte a Panagopoulos, dei tafferugli in forma di scontro “uno contro uno” fra i manifestant* e le unità anti-sommossa sono scoppiati davanti al parlamento. In uno di questi incidenti, i poliziotti hanno attaccato Manolios Glezos, l'ardito partigiano anti-nazi che aveva tolto la bandiera nazi dall'Acropolis durante l'occupazione tedesca. Manolios Glezos, che ha la sua bella età, ha cercato di impedire l'arresto di un uomo e ha dovuto essere portato via dal luogo dello scontro in ambulanza, perché un gaz lacrimogeno tirato direttamente sul suo volto gli ha causato dei seri problemi respiratori ed è ora in ospedale in uno stato critico. Qui sotto il video dell'attacco:

  http://www.youtube.com/watch?v=6FX3S3I7Nos&feature=player_embedded


L'aggressione contro Glezos ha dinnescato un attacco generale sulla polizia. Molti poliziotti sono stati feriti durante gli scontri, nei quali sono stati usati sanpietrini e bastoni, ma non molotov. Durante i combattimenti, cinque persone sono state arrestate, di cui due per aver violato il divieto di mascherarsi il viso e gli altri per reati minori. Molti scudi e caschi sono stati presi ai poliziotti e in seguito sono stati bruciati nelle barricate in fiamme. Secondo il comunicato stampa, sette poliziotti hanno subito ferite gravi, fra cui rotule rotte e altre fratture.

A causa dell'uso massiccio di gaz lacrimogeno, la situazione in piazza Syntagma è diventata talmente insopportabile che a partire dalle 14, la manif si è trasformata in una marcia di protesta verso il ministero del lavoro, situato a 500 m più a sud della piazza Omonia. I/le manifestanti cantavano: “i poliziotti non sono dei figli di operai, ma i cani dei padroni”. All'arrivo ai Propylées, ci sono stati dei nuovi tafferugli contro la polizia. Più distante, in direzione d'Omonia, dei/lle contestatori/rici hanno attaccato un'unità di agenti anti-sommossa che proteggeva il Tribunale nazionale. I poliziotti anti-sommossa sono stati messi al muro grazie all'uso di sanpietrini, bastoni e palle luminose e hanno finito per dover scappare all'interno dell'edificio dopo che uni di loro è stato catturato e picchiato a calci.

Dopo esser giunta a Omonia, la manif ha continuato scendendo per la via Pirée, dove delle banche, degli obiettivi economici e delle macchine di lusso sono state attaccate. Giunti al ministero i/le manifestanti hanno cercato di forzare l'entrata principale. Dei nuovi tafferugli si sono prodotti, la manif ha girato su se stessa e ha deciso di ridirigersi verso il parlamento. Ancora una volta, i poliziotti sono stati attaccati dai/lle contestatori/rici, molti sono stati feriti e si sono vendicati con i gaz lacrimogeni. Dopo esser giunti davanti al parlamento, la manif non si è sciolta e si è diretta con determinazione verso le Propylées, dove è finalmente terminata. Dopo la fine, sei altre persone, che hanno trovato rifugio nel quartiere generale della sicurezza sociale, sono state arrestate. Sono poi state liberate senza alcuna accusa.

A Thessalonique, davanti al ministero di Tracia e di Macedonia dei/lle manifestanti hanno fatto crollare le griglia in ferro pesante e hanno risposto con delle barricate in fiamme agli attacchi della polizia anti-sommossa nel giardino del ministero.
Infine, gli/le operai-e della stamperia nazionale hanno occupato il loro posto di lavoro e hanno rifiutato di stampare i testi legali delle misure economiche. Finché la legge non è stampata non è valida. Contemporaneamente, l'occupazione dello stabilimento statale per la contabilità da parte degli/lle operai-e licenziat* d'Olympic Airways è continauta. Gli/le operai-e continuano a bloccare la via Panepistimiou all'altezza dello stabile (comparabile all'Oxford Streer di Londra), affinché il traffico debba essere spostato nelle strade laterali.

ADEDY e GSEE convocano uno sciopero generale per l'11 marzo.
 
     
   
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