Tema/i | guerra | repressione : [Gaza] Comunicati FPLP e Leila Khaled
  03-01-2009 01:54
Autore
Collettivo Autorganizzato Universitario - Na
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  Traduciamo e pubblichiamo due comunicati che, seppure di una settimana fa, ci sembrano molto significativi. Il primo è del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, forza di orientamento marxista, voce della resistenza laica e comunista dentro e fuori la Palestina, a proposito dell'infame bombardamento di Gaza da parte delle forze israeliane.
Il secondo comunicato è di Leila Khaled, compagna del FPLP, rivoluzionaria palestinese più volte imprigionata...
Riprendiamo il loro appello alla mobilitazione, sosteniamo dai nostri territori la lotta palestinese, appoggiamo la resistenza dei compagni nelle carceri e del popolo nel lager a cielo aperto di Gaza!

COLLETTIVO AUTORGANIZZATO UNIVERSITARIO – NAPOLI
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  I MASSACRI A GAZA UCCIDONO OLTRE 313 PERSONE! ORA È TEMPO DI UNITÀ E RESISTENZA

Più di 313 persone sono state uccise e 1400 ferite nel criminale massacro commesso dagli occupanti sionisti il 27 dicembre 2008 contro la popolazione palestinese di Gaza. Gli occupanti hanno sparato decine di missili dagli elicotteri Apache e dagli F-16 verso parecchi edifici del governo di Gaza, direttamente in mezzo a quartieri densamente abitati, mentre molti insegnanti e studenti tornavano da scuola. Le proteste sono scoppiate lungo l’intera West Bank e nel mondo Arabo in lotta, e per la brutalità di questi crimini di massa è nato ovunque un sentimento di sdegno.
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina si è appellato alla più forte resistenza, per rispondere ai massacri contro la nostra gente, per invocare l’immediata unità nazionale del popolo Palestinese, per ricevere l’occupante con decisione a dispetto dei suoi crimini brutali. Il comunicato del FPLP ha fatto appello a tutte le forze di resistenza, perché si unissero subito e si coordinassero per affrontare la provocazione di questi attacchi contro la nostra gente.
Il FPLP ha addossato agli Stati Uniti la responsabilità degli attacchi, in quanto alleati strategici degli occupanti, poiché lavorano da sempre insieme nel massacro del popolo Palestinese, perché forniscono le armi usate dagli occupanti contro la nostra gente. Il comunicato ha poi anche fatto emergere la complicità dei regimi arabi in questi crimini, in particolare del regime egiziano, che partecipa attivamente nel blocco e nell'assedio della popolazione Palestinese, concertando con l’occupante i suoi piani su Gaza. Questi massacri si stanno svolgendo anche a causa del silenzio e della complicità Araba e internazionale.
Il FPLP ha fatto appello alla fine immediata di tutte le trattative con il brutale occupante e ha affermato che se queste non cesseranno immediatamente, Abu Mazen si deve dimettere. La natura del nemico Sionista e la sua dedizione alla decimazione del popolo palestinese si palesa anche in questa serie di attacchi, calcolati per causare i massimi danni materiali e umani. Negli ultimi 60 anni c’è stata una storia ininterrotta di crimini contro la nostra gente e questa non è che l’ulteriore espressione della natura dello stato coloniale illegittimo che si è impiantato nel territorio palestinese e che continua a vivere con il sostegno statunitense.
Il comunicato termina con un appello a tutti i combattenti e i soldati, invitandoli a resistere con forza all’occupazione e ai suoi massacri attraverso tutti i metodi e le forme di azione, facendo appello alla solidarietà più forte fra gli arabi e a livello internazionale, invita la gente a scendere per le strade, a manifestare, marciare e a dichiarare che questi crimini sono inaccettabili, che gli arabi e il mondo sono con la Palestina e il popolo palestinese, e che non permetteranno che questi crimini continuino né permetteranno ai regimi arabi e internazionali di essere complici silenziosi o di essere attivamente coinvolti nell’occupazione.
Il popolo palestinese accoglierà questi massacri con risolutezza, forza, unità e resistenza e tutti i crimini, i massacri, i bersagli civili, come i quartieri residenziali, gli studenti e gli insegnanti, non freneranno la resistenza del nostro popolo; di fronte alla brutalità che rende chiara la vera faccia dell’occupante al mondo intero i palestinesi sapranno essere uniti!


L’AUTORITÀ PALESTINESE È RESPONSABILE DEI CRIMINI CONTRO IL COMPAGNO SA’DAT!

La compagna Leila Khaled, membro del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ha salutato con orgoglio il compagno Ahmad Sa’dat, leader del Fronte, per la sua presa di posizione eroica e il suo rifiuto di riconoscere il tribunale illegittimo durante la sentenza illegale che si è svolta il 25 dicembre 2008.
In un’intervista al canale satellitare Al-Quds, la compagna Khaled ha dichiarato che il processo del compagno Sa’dat è un processo a tutto il movimento nazionale palestinese rappresentato dal Segretario Generale del Fronte Popolare e dalla lotta di massa del nostro popolo.
La compagna Khaled ha ritenuto l’Autorità Palestinese responsabile della carcerazione, sottolineando che è stata l’Autorità che ha tenuto Sa’dat nella Guantanamo palestinese, la prigione di Gerico, per ben quattro anni, e che ha accettato la sua detenzione come parte di una più larga “cooperazione per la sicurezza”. La prigione dalla quale Sa’dat fu rapito era controllata dalle forze di sicurezza dell'ANP.
La compagna Khaled ha espresso solidarietà a tutti i prigionieri delle carceri occupate e ha notato che le prigioni sono piene di attivisti e combattenti che lottano per il loro popolo e contro l’occupazione. Khaled ha chiesto la fine delle futili e logoranti trattative tra l’Autorità Palestinese e Israele, specificando che il rilascio dei prigioni non avverrà pregando l’occupante in ginocchio.
Ha affermato che il compito urgente per il popolo palestinese è di costruire un'unità nazionale basata sulla resistenza all’occupazione e di sostenere i suoi principi, precisando che la vittoria non può essere raggiunta senza unità. Tutti i leaders palestinesi in prigione, ha notato, compreso il compagno Sa’dat, il Dr. Aiziz Dweik e Marwan Barghouthi, continuano a fare appello all’unità nazionale.
Leila Khaled ha concluso dicendo che la nostra gente non ha altra scelta che prendere la strada della resistenza e che, fin quando ci sarà l’occupazione, ci sarà una resistenza forte e decisa.

 
     
   
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