Tema/i | repressione : Manifestare minaccerebbe la sicurezza interna
  08-12-2008 22:17
Autore : ((i))
 
 
  Martedì 2 dicembre - nella quasi totale indifferenza dei media mainstream - il Gran Consiglio ticinese ha approvato all'unanimità l'adesione del Cantone Ticino al concordato del 15 novembre 2007 sulle misure contro la violenza in occasione di manifestazioni sportive e la modifica della legge sulla polizia.

Il provvedimento, sostenuto sia da destra che da sinistra, comporta l'estensione delle cosiddette leggi anti-hooligan anche al di fuori degli stadi. Il Ticino rimane per ora l'unico cantone svizzero ad aver approvato questo ampliamento.

Ciò che già si temeva, ossia che queste misure repressive non fossero abrogate dopo Euro 2008, non solo si è puntualmente realizzato, ma c'è stata anche una preoccupante estensione a contesti extrasportivi che naturalmente comprendono pure le manifestazioni di piazza. Con questa nuova legge, fortemente voluta da Piazzini, lo Stato non dovrà più preoccuparsi - come successo a Genova e a Lugano - di insabbiare le nefandezze compiute dalla sua polizia, lasciandola di fatto libera di allontanare gli elementi scomodi con della sana repressione. ( 1 | 2 )

Continua così con marcia inarrestabile l'inasprimento del controllo sociale e della repressione politica. Grazie al mito dell'insicurezza generale pian piano vengono erose le libertà e la privacy di persone e gruppi. ( 1 | 2 )

Cosa ci aspetta ancora?
Ardua risposta, ma le prospettive non sono delle più rosee visti i precedenti e gli appoggi di cui questa "sicurezza pubblica" gode. Di sicuro non possiamo più fare finta di niente!

 
     
   
     
 
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