urbanismo e sicurezza urbana
  29-05-2008 16:22
Autore : oliverKen
 
 
  (scritto per voce libertaria)  
     
  Ce qu’il faut, c’est des formations scolaires solides et du boulot, pas des flics pendant l’année et des vacances, l’été …
(Younes Amrani, Stéphane Beaud, Pays de malheur. Un jeune de cité écrit à un sociologue)

Quand je dis ce sont des voyous ou des racailles , je persiste et je signe.
(Nicolas Sarkozy, 10 novembre 2005)

Probabilmente quando Mathieu Kassowitz, autore del film « La Haine » (L’Odio), scendeva la passerella del festival del film di Cannes per ritirare l’esotica Palma non s’immaginava che il suo film sarebbe stato usato come materiale per formare le nuove generazioni di poliziotti e come studio relativo alla sicurezza in materia di urbanismo . Autore di un documento importante per descrivere parte della vita quotidiana dei giovani nelle banlieue francesi, Kassowitz veniva « accolto » a Cannes dalle schiene voltate in segno di protesta dei flics francesi presenti a garantire l’ordine della manifestazione.

Si direbbe la guerra qui! Oggi nell’edificio numero 2, una camera di quattro persone ha preso fuoco. I pompieri sono entrati per spegnere il fuoco. Ci hanno rinchiusi nel refettorio. 20 poliziotti sono venuti a cercare 4 persone con la forza. Sono in isolamento per aver messo fuoco al centro .

Che era di nuovo in guerra, la società francese se ne é accorta quel 27 ottobre 2005 quando, dopo la morte di due ragazzi in seguito a un inseguimento di poliziotti a Clichi-sous-Bois, le banlieue sono ricominciate a bruciare. Era uno stato delle cose destinato a esplodere: disoccupazione, disillusione, precarietà, in una sorta di no future di un’importante fascia giovanile sempre più soffocata e messa all’indice quale causa di tutti i mali.
Si cominciava ad applicare quella sorta di accerchiamento attorno alle citè, studiato e programmato fin dagli anni 60, quando lo Stato construiva interi quartieri di cemento vicino ai sedimenti industriali per « alloggiare » gli operai, molto spesso immigrati, braccia fondamentali per lo sviluppo. Con l’inizio degli anni 80, l’avvento della delocalizzazione e dell’informatizzazione, il lavoro in fabbrica viene fortemente ridotto e in molti si ritrovano senza lavoro. È il periodo delle prime rivolte, dei primi scontri, dei primi giovani morti. È tempo d’inquadrare le condizioni di vita di questi quartieri, di gestire il « sentimento d’insicurezza » dilagante: che non verrà limitato solamente alle truppe speciali richiamate in fretta e furia dalla Costa d’Ivorio e messe a tutte le porte di Parigi , per impedire all’orda barbarica di raggiungere uno dei cuori dell’Impero, durante quelle lunghe notti di auto bruciate e scontri di quartiere dell’inverno 2005.
Lamine Dieng, giovane francese di 25 anni, é morto durante un intervento di 8 poliziotti chiamati per un litigio. La sua famiglia non é mai stata autorizzata a vedere il suo corpo. Secondo la versione della polizia Lamine sarebbe morto per un arresto cardiaco nel furgone. Il suo corpo ha subito due autopsie e ha atteso 19 giorni senza che un giudice d’istruzione sia stato designato per indagare sulla sua morte .
I primi 4 punti della Costituzione francese riguardavano la libertà, la proprietà privata, la sicurezza, intesa come diritto a non essere disturbati dal potere, e la resistenza all’opressione di Stato. Il confronto con le rivendicazioni e le sommosse di buona parte della popolazione contro il potere di Stato hanno ben presto indotto quest’ultimo a modificare parte dei punti legandoli alla sicurezza dello Stato messo in pericolo dai suoi sudditi.

Così, la lunga storia dello stravolgimento di un’intera zona, il suo centro e le sue campagne, é già ben presente durante la metà del XIX secolo quando Parigi si presentava ancora come ai tempi del Medioevo. Napoleone III richiedeva una capitale presitgiosa come il potere che rivestiva. Una città capace però di non permettere i sollevamenti popolari come quelli avvenuti nel 1830 e nel 1848 .
Sarà il barone Georges Haussmann colui che rimodellerà gran parte della città, creando degli enormi vialoni, amputando spazi importanti ed edifici storici, dove la classe borghese potrà ritrovarsi cominciando i propri accumuli danarosi.

L’aspetto principale che si occuperà di inquadrare le vite dei cittadini dei quartieri a rischio sarà definito come politica in materia di sicurezza urbana. Gli edifici, gli spazi di socialità, i luoghi di ritrovo che negli anni 50/60, grazie anche all’incessante lavoro delle organizzazioni operaie e sociali, erano numerosi e variati, vengono ora ridisegnati e modificati per contenere le città periferiche la cui componente d’immigrazione ha ormai quasi del tutto preso il posto della tradizione operaia.
Lo spazio di vita diventata pratica per creare fenomeni d’isolamento, solitudine, ansia e individualismo. Le tecniche di urbanistica cercano di unire il diritto alla sicurezza dei cittadini con l’efficacia delle nuove strutture abitative e dei pubblici ritrovi. Sicuro ed efficace ma bello e « accogliente », dove non é più essenziale capire le cause del disagio ma prevenire, arginare e reprimere le violenze delle quali l’unico colpevole é l’individuo stesso.

Siamo sempre senza riscaldamento. La sera fa freddo nelle camere. Sono 11 giorni che sono qui. È la prima volta che entro in un centro di detenzione. È una prigione che rende le persone depresse. Non mangio da 11 giorni. Ieri sera gli sbirri hanno spento la TV. Un ragazzo ha chiesto di riaccenderla. La poliziotta gli ha risposto: « va te faire enculer » Le é saltato addosso. Si sono picchiati e l’hanno sbattuto in isolamento ..

Interi spazi urbani vengono riconfigurati in base ai dettami pubblicitari, pensati per garantire sicurezza e libertà di commercio. Aree pregiate sono privatizzate e gli spazi individualizzati e resi anonimi. I quartieri al margine del centro, quelli ad alta densità racaille, territori predisposti alle persone « violente » per passare all’atto, vengono riconsiderati per permettere un miglior intervento repressivo delle forze dell’ordine. E visto che la povertà e il disagio non sono eliminabili bisogna disperderli e creare una sorta di autosorveglianza generale dove ognuno cura il proprio orticello individualizzato e reso privato.

Le già difficili condizioni di vita dei batiments HLM e dei suoi dintorni sono ormai pensate per proteggersi ognuno contro gli altri. Le finestre degli edifici modificate per meglio guardare; gli spazi collettivi dell’immobile (giardini, corti) privatizzati; i corridoi che attraversano i casoni eliminati per non permettere ai giovani spazi di fuga in caso di sommosse; le tettoie eliminate per evitare riunioni, ritrovi e spaccio; gli HLM trasformati in residenze; le aree vengono fortemente illuminate stile Baghdad lights per impedire pericolosi nascondigli; i parcheggi, luogo di ribellione difficilmente controllabile, sopressi; nessuna zona d’ombra (alberi) per non impedire la videosorveglianza; i luoghi d’incontro e gli spazi di ritrovo pubblici ridotti. Colui che ciondola, l’altro, é sospetto agli occhi di vicini, sbirri e telecamere in nuove forme di esclusione tra i poveri.

Nel centro ci sono 120 posti ma non é mai pieno. Ci sono due corridoi e una piccola corte tra di loro. Ogni corridoio é diviso da una griglia. Il corridoio famiglia é diviso in due con un altro corridoio per le giovani ragazze così come quello uomini. La griglia é aperta durante il giorno e chiusa la notte. Ti svegliano alle 8 per la colazione. Verso le 11 chiudono tutto dicendo che devono pulire fino alle 14.00. Ma tutto rimane come prima. Io penso che perquisiscano le stanze (…). Alle 12.00 chiamano per il pranzo e succede una cosa strana: appena finito di mangiare sei stanco e hai voglia di dormire. Io penso, ma non ne sono sicuro, che mettono dei medicamenti nel cibo .

L’immagine epica e futuristica che si presenta ai nostri occhi é quindi quella di una città sempre più blindata. Il centro, le zone residenziali adiancenti, i piccoli quartieri belli e colorati dove incontrarsi e consumare, efficacemente protetti e resi stagni da muri, polizia privata e non, eserciti, telecamere e droni robot. Un castello sicuro, prevalentemente bianco, centro di commercio e danari, dove le entrate e le uscite saranno minuziosamente controllate. Subito fuori un esercito di lavoratori di ricambio, precari e disillusi, in attesa del permesso d’entrata. Tutt’intorno un’enorme massa disperata di rifiuti urbani in fuga da guerre e miseria e pronta a tutto per un tozzo di pane.

Se un tempo le città erano luogo d’incontro ora saranno sempre più luogo di divisioni etniche e socio-economiche.
Tutto questo é ben visibile nelle grandi capitali mondiali. E Parigi non ne é esente.

La forma di vita occidentale che consiste in una “modernizzazione” continua, inarrestabile, infinita, ossessiva e coattiva produce immensi sprechi. Sedimenta una gran quantità di “immondizia umana”, persone ridondanti, “in eccesso”, che cadono fuori dalla veloce navicella del progresso, oppure ne vengono scaraventati via in quanto inutile zavorra che ne rallenta l’accelerazione”. Se un tempo ci sbarazzavamo di questi rifiuti trasportandoli in terre lontane, non ancora moderne, “primitive” e “arretrate”, quest’epoca spensierata è finita. La modernità ha vinto, su scala globale. Chiunque sia sollecitato o assistito dalle agenzie della modernizzazione, come il Fondo monetario internazionale o la World Bank, subisce questa modernizzazione. Le persone “ridondanti” vengono scaricate in quantità sempre maggiori ai quattro angoli del pianeta. Solo che non ci sono più “terre vuote” dove possano andare. I “rifiuti umani” delle terre appena modernizzate bussano stavolta alle “nostre” porte.
E “noi” ci sentiamo sotto assedio.

E le banlieu francesi continueranno, probabilmente, a bruciare.
 
     
   
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  note 2008-05-29 17:14  
1. Vacanze d’estate intese come quelle organizzate dai municipi delle banlieu per permettere ai ragazzi almeno una vacanza estiva
2. Teppisti, feccia
3. Lo spunto del testo così come la maggior parte delle informazioni derivano da una conferenza all’Università Popolare di Saint-Denis dal titolo « Urbanismo e sicurezza urbana » a cura dell’urbanista dello spazio Jean Pierre Garnier, marzo 2008
4. Estratti di dichiarazioni di cittadini sans papier rinchiusi nei centri di detenzione parigini.
« Chronologie des derniers évenements dans les centres des rétention » (20 dicembre – 12 febbraio 2008)
5. Durante i primi 10 mesi del 2005 più di 28.000 veicoli sono stati bruciati in Francia, soprattutto in una delle 750 zone sensibili.
6. Il centro di Parigi é delimitato dalle porte di entrata alla città che separano la parte economica e turistica a quella periferica
7. Estratto dal bollettino informativo a cura del Comité Verité et Justice pour Lamine Dieng
8. Insurrezione sorretta dal proletariato e dalla borghesia che scacciò il re Carlo X
9. Entra in vigore la Seconda Repubblica a seguito dei moti rivoluzionari che misero fine alla monarchia
10. Vedi 2
11. Edifici popolari a basso costo. Ogni comune é di norma obbligato a possederne almeno il 20% del numero totale di edifici pena pesanti multe. Neully-sur-Seine, municipio a lungo diretto da Sarkozy, ha sempre preferito pagare le multe piuttosto che dover accogliere le famiglie bisognose.
12. Vedi 2
13. Zygmund Baumann, La società sotto assedio.
14. Zygmund Baumann, La società sotto assedio.
oliverKen