Tema/i | guerra | media/net-attivismo | Archivo press : Voci contro la guerra: giornalismo e repressione
  21-02-2005 11:59
Autore : da indy italia
 
 
  Dall'inizio della guerra in Iraq sono morti 47 giornalisti, 32 nell'ultimo anno. Nello stesso tempo la 'strategia' dei sequestri investe anche il mondo dell'informazione; dopo la liberazione dei reporter francesi Chesnot e Malbrunot, non si hanno piu' notizie di altri quattro giornalisti rapiti. Gli ultimi sequestri sono quelli della francese Florence Aubenans e della giornalista de Il Manifesto Giuliana Sgrena avvenuto lo scorso 4 febbraio.
Vengono uccisi i giornalisti indipendenti e quelli filooccidentali. Impossibile stabilire chi o che cosa fa la differenza fra la vita e la morte in Iraq. Una cosa è certa: la libertà d'informazione è considerata una forza nemica. Chi insiste, rischia a sue spese. Diversi governi hanno consigliato ai loro giornalisti di non andare nel paese, e chi ci va resta nel suo hotel lasciando che siano altri occhi a guardare per loro. Il Governo Italiano ha recentemente apportato delle gravissime modifiche al codice penale militare che sventolano pene fino a 20 anni di carcere militare per chi racconta ciò che avviene nelle zone di guerra, come denunciano i firmatari della petizione contro il codice. La pressione si fa sentire su tutti i media iracheni così come su Al Jazeera, in via di privatizzazione. A testimoniare quello che si configura come il massacro dell'informazione perpetuato da Bush e alleati, restano sul campo solo i giornalisti indipendenti.

Bambini e Cluster Bomb

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