Resoconto Giornata Berna
  23-01-2005 20:12
Autore
Max Ay
: http://www.sisa-info.ch
 
 
  resoconto della mia esperienza. Alcune foto sono disponibili sul sito del SISA.  
     
  La giornata a Berna è risultata essere calma... o almeno così credevo. Ovviamente la calma è relativa, quando ogni singola bancarella, ogni singolo spettacolo di strada, ogni singola azione dimostrativa, per quanto innocente e piccola possa essere, finisce con l'arrivo della polizia che tenta di disturbarla. Una calma però davvero tale, rispetto a ciò che ha cominciato a verificarsi successivamente, forse a partire dalle 14.30.
La piazza dove svolgeva la propria azione il Partito del Lavoro e l'Organizzazione Socialista Libertaria che raccoglieva un gran numero di compagni è stata accerchiata dalle forze di polizia. Un accerchiamento soft, nel senso che ognuno poteva entrare e uscire come voleva, ma l'impatto visivo era impressionante: mezzi blindati atti alla dispersione delle folle pronti ad intervenire, rinforzati da camion e dai Duro dell'esercito. Plotoni di poliziotti in tenuta antisommossa che si piazzano in rango in ogni singola via d'uscita della piazza.
Intanto le azioni di protesta pacifica ed ironica continuano: da gruppi danzanti che suonano e ballano di fronte agli agenti, da chi con uno straccio si avvicina ai poliziotti per lucidare loro lo scudo, da chi invece inscena una finta parata militare e chi ancora, travestito da frate, inscena una messa per il Dio denaro.
Ad un dato punto gli agenti se ne vanno. Così, di colpo. Li seguo, fanno il giro in stradine deserte, salgono e scendono dai mezzi militari, ma non sembra abbiano una chiara strategia, se non quella di confondere i manifestanti. Mentre gli agenti girano, in piazza gli autonomisti del Giura inscenano un piccolo corteo con tanto di banda musicale. In seguito prende la parola una compagna del Revolutionär Aufbau che legge un discorso al megafono. La folla occupa i binari del tram, cosa che non preoccupa il conducente che insiste e accellera investendo quasi i partecipanti. Da lì parte verso il Rathaus Parking un corteo spontaneo con qualche centinaio di persone, con alla testa i giurassiani con la bandiere cantonali. Il corteo si ferma quando tre Duro dell'esercito sbucano fuori e gli agenti scendono armati di fucili lancia-candelotti e si piazzano in rango per impedire al corteo di continuare. Qualche palla di neve viene lanciata, qualche slogan tipo "Polizia ovunque, giustizia da nessuna parte!" viene cantato, i robocop sono derisi come "servi" del potere. La polizia lascia fare: in effetti permetta che il corteo devî il suo percorso, scendendo verso il fiume, dove continua indisturbato. In realtà masse di agenti lo seguono in coda, altri scendono da passaggi laterali, altri aspettano di posizionarsi di fronte alla testa del corteo con i fucili spianati, circondando il corteo, questa volte seriamente.
Quando si tenta il dietro-front ci si accorge che altri agenti chiudono la strada. Siamo bloccati in uno spazio di non più di 50 metri. I manifestanti prigionieri sono circa un centinaio. Gli altri non avevano seguito l'ultimo pezzo di corteo, oppure non si erano fatti incastrare. Fra di noi ci sono adolescenti e anziani, membri della stampa e un avvocato giurassiano. Sono molti i compagni che chiedono informazioni: la libertà di movimento ci è stata infatti tolta, ma nessuno ci vuole dire il motivo. Ci troviamo in un limbo giuridico: non siamo in fermo, non siamo in arresto, eppure per oltre un'ora saremo tenuti fermi in un pezzo di strada con agenti armati che non aprono bocca.
Mi avvicino ad un agente e chiedo di scostarsi, mi fa cenno di no con la testa. Al che insisto chiedendo in base a che legge ci stanno tenendo bloccati. Nessuna risposta. Un compagno è più irruente e insiste: viene ferito ad un labbro, non vedo la scena, presumo con un calcio di fucile. Un altro compagno spinge sul cordone di poliziotti: in due alzano il fucile e prendendo la mira ad altezza uomo, mentre il capo ci intima "Retour!". Uno dei due agenti non si limita a puntare il fucile, ma inizia a maneggiarlo dove solitamente sta la secura (non sono un esperto d'armi).
Il cordone di coda riceve l'ordine di stringere il cerchio: io rimango fermo, non mi muovo chiedendo ancora la "Rechstlage", la situazione legale. Sono due gli agenti che mi agguantano e mi spingono violentemente in avanti. Sono le 16.00
Sul ponte sopra le nostre teste diverse centinaia di curiosi e di compagni guardano la scena. Intervengono degli agenti e disperdono la folla. Non vogliono testimoni, pare che una carica sia imminente. La tensione aumenta. A quel punto smetto di filmare e metto al sicuro la videocamera.
In realtà non ci saranno attacchi: rimarremo fermi così in uno stato di tensione continua per un'ora. Verso le 17.00 singolarmente si viene invitati a raggiungere un agente che perquisisce e dà il permesso di andarsene.
Vedo una scena bellissima: ad un ragazzo trovano nello zaino una bottiglia di plastica che sembra quella dell'olio per le auto, l'immagine sull'etichetta è minacciosa, sembra qualcosa di esplosivo. Viene circondato da tre agenti: alla fine il compagno prende la bottiglia, la stappa e beve un sorso del liquido. Era una borraccia!
Al mio turno mi chiedono di aprire lo zaino, frugano velocemente: un'asta smontabile per la bandiera (inizialmente dicono che potrebbe essere tagliente...), un quaderno di appunti, due bandiere piegate e la cinepresa. Mi lasciano andare senza nessun altro tipo di controllo. Ci hanno tenuti fermi un'ora e poi ci lasciano andare senza neppure un controllo dell'identità? Se eravamo sospetti perché non hanno fatto controlli più accurati? Siamo stati prigionieri senza saperne il motivo, siamo stati minacciati nei modi più violenti, ci hanno messo sottopressione psicologica non indifferente e poi ci lasciano andare come se niente fosse?
Berna, ieri era la capitale di uno stato fascista di polizia. L'ultima volta che avevo visto così tanti mezzi militari era durante quei pochi giorni di scuola reclute. La piazza federale era una prigione gigantesca, le provocazioni da parte dei robocop innumerevoli, se la libertà di manifestazione e di espressione era già stata calpestata non concedendoci l'autorizzazione per svolgere un corteo per le vie cittadine, ieri sono state calpestate anche la libertà di movimento e in generale lo stato di diritto. Non era Svizzera 2005, era Cile 1973.
 
     
   
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   2005-01-23 21:13  
..ah max ay che rivoluzionario..
hai perso la situazione per fare la rivoluzione a Berna e portare avanti la bandiera del SISA...
contro ogni forma di sindacato
   2005-01-24 10:40  
per una volta max esce dal suo ruolo di sindacalista ( :-) ) e invece racconta qualcosa, smettiamola con gli attacchi personali gratuiti

indymedia non serve a questo!
bruco stono
  Non scherziamo! 2005-01-24 16:01  
Piccolo commento che vale per questo post e per gli altri che già sono pubblicati e che lo saranno certamente nei prossimi giorni: NON SCHERZIAMO, SMETTIAMOLA DI GIOCARE A FARCI PAURA E MOSTRIAMO UN PO DI RISPETTO VERSO LA STORIA!

Berna 2005 come Cile 1973? Se le migliaia di morti di Pinochet come quelli morti sotto le armi di altri sistemi dittatoriali potessero uscire dalle tombe vi filerebbero un sacco di schiaffi! Mostrate rispetto per quella che è stata la storia del movimento operaio/contadino/e di tutte le altre forze popolari, e delle varie resistenze all'oppressione polizzesca e fascista del grande capitale!

Che ognuno di noi si sfoghi come vuole è giusto, ma evitiamo dei parallelli che non hanno NESSUN SENSO!

Domandate a mamma e papa un po di soldini, prendete l'aereo e andate la dove i regimi fascisti si esprimono veramente armi alla mano (ma non in vacanza a far foto, per restasrci!) e poi ne riparliamo!

Massimo rispetto e amore per i/le compagni/e morti/e o brutalizzati/e dalle armate del capitale, e a nanna i giovani rivoluzionari del sabato pomeriggio! Jon-Go
   2005-01-24 16:46  
Non è mia intenzione fare paragoni antistorici o offendere il movimento operaio, la cui storia anzi nel piccolo sto difedendo da ogni revisionismo (anche di sinistra).
Quello che ho visto a Berna, fatte le dovute differenziazioni, sembrava un ambiente da golpe militare, più che di uno Stato che si vuole civile e democratico.

Max
  Lo stato 2005-01-24 17:59  
Lo STATO non può essere ne civile ne democratico, tanto meno il "nostro".
Il concetto di democrazia è poi in generale molto lontano da quello di civiltà, ma è un altro discorso.
Il mio messaggio era generale e non diretto contro qualcuno, è cascato su Max senza che me ne rendessi conto, sarebbe potuto arrivare su un altro resoconto (tanto letto uno letti tutti). Jon-Go
   2005-01-25 18:19  
beh anche tu non scherzi in quanto a disfattismo e lezioni di moralismo...
...sono sicuro che la tua enorme esperienza, se messa a disposizione dei giovani rivoluzionari del sabato pomeriggio, possa essere di grande valore per sollevare le masse prurtroppo sempre addormentate....
oppure anche tu preferisci birretta e tante belle parole??
anche qui i commenti simili al tuo, letto uno letti tutti, pregiudizi e altezosità a non finire...

p.s. é sicuramente forte il paragone... quello che però sta succedendo in svizzera a livello di privazione di libertà individuali dovrebbe cominciare a far preoccupare e non solo disfare dal divanetto di pelle di leopardo....
  mannaggia al bastiancontrariesimo 2005-02-06 00:55  
E che cristo tutti a criticassi a vicenda! Eccellente! gia' siamo in pochi (relativamente)
mettiamoci pure a sottilizzare e a criticarci tra di noi e poi? il poro max ha solo inviato un ca**o di resoconto e viene giudicato come rivoluzionario della domenica. mah. Almeno lui c'era. Io non c'ero. Te c'eri?
Sasha