Marcel Bosonnet esercita la professione di avvocato a Zurigo. Si occupa spesso di diritti umani e negli ultimi tempi e' diventato un esperto di profili e banche dati del dna: sempre più clienti bussano alla sua porta per chiedere: Perché sono stato sottoposto al prelievo? È legale? Che cosa posso fare? Il Cantone Zurigo ha d'altronde un suo statuto molto particolare: ha affiancato al decreto federale che autorizza la sperimentazione del test del dna, una specifica ordinanza che ne amplia il campo d'azione, prevedendo la possibilita' di sottoporre una persona al prelievo quando sia ritenuto "opportuno e necessario". Praticamente: sempre. In due anni e mezzo, sono stati circa 9000 i profili trasmessi alla banca dati federale (su 25mila in tutta la Svizzera) e molti casi sono saliti alla ribalta delle cronache: dna perche' non hai pagato una multa (link articolo WOZ) o perche' ti sei permessa di sfottere la polizia (link articolo Sonntagsblick). Dna assicurato ogni volta che ti trovi a passare dalla centrale per una procedura di identificazione.
D. La storia di uno dei suoi clienti ha suscitato molto scalpore nella Svizzera interna. Ce la racconta? R. E' successo l'inverno dell'anno scorso. Il mio cliente e' stato fermato una sera a Zurigo, nel corso di un controllo stradale ordinario. Gli agenti, dopo avere verificato con la centrale le sue generalità (è un cittadino turco di 39 anni in possesso di regolare permesso di soggiorno in Svizzera), gli hanno chiesto di seguirli al commissariato perché risultava che non avesse pagato delle multe: si è visto notificare un provvedimento che le trasformava in giorni di prigione, è stato arrestato e sottoposto al test del dna. Dopo pochi giorni, le multe sono state saldate da un suo amico ed e' stato rimesso in libertà. Si è presentato nel mio studio e mi ha chiesto: è legale, essere trattati cosi'? All'inizio, sinceramente, io stesso ho dubitato delle sue parole. Ho pensato che mentiva, o che magari aveva frainteso. Ho scritto alla polizia cantonale, chiedendo spiegazioni. E solo dopo alcuni mesi, è giunta la risposta (LINK A RISPOSTA): si, abbiamo effettuato il test. Ma il risultato é stato negativo e dunque il suo profilo non è stato registrato nel database federale. Allora ho scritto di nuovo, chiedendo se fosse sospettato di qualcosa, se avesse compiuto un reato, quale fosse stato, insomma, il motivo di questa analisi. Il dato di fatto é che il mio cliente non ha compiuto nessun delitto, ne' c'era alcun sospetto a suo carico: e' stato costretto a sottoporsi al test del dna per il semplice fatto di essere passato per un posto di polizia.
D. Ma il suo cliente ha provato a rifiutare di sottoporsi al test? R. Ha detto molto chiaramente che non voleva farlo. Ma hanno fatto pressione su di lui, dicendogli: "è una cosa di polizia e qui tutti devono farlo". In effetti, lui stesso ha potuto constatare che ogni singola persona arrestata mentre lui si trovava nella centrale, e' stata sottoposta al test. Per me questa e' una chiara dimostrazione del fatto che a Zurigo non è necessario che ci sia un sospetto, come prevede l'ordinanza federale, per essere sottoposti al prelievo di un campione dna: e' sufficiente ritrovarsi a passare per un posto di polizia. E questo conferma che la legge sul dna legittima un attacco molto serio ai diritti fondamentali, in particolare a quelli della sfera personale.
D. Gli agenti hanno spiegato al suo cliente perché il test del dna? R. Questo è il problema: non gli hanno spiegato proprio niente, l'hanno solo costretto a sottoporsi al test. Non gli hanno assolutamente chiarito, se si trattasse di un regolamento cantonale o federale. Solo in seguito, mi hanno comunicato che il suo caso era previsto dall'ordinanza cantonale di Zurigo, che prevede il test del dna ogni volta che l'ufficiale in servizio lo ritenga "opportuno e necessario". Ma penso che proprio il caso del mio cliente dimostri chiaramente che non puo' mai essere opportuno e necessario un test del dna, se non siamo in presenza almeno di un fondato sospetto: altrimenti si tratta di procedura illegale e di abuso di potere.
D. Perché la legge sui profili dna e' preoccupante? R. Ci sono molte ragioni. Anzitutto, viene portato un attacco grave ai diritti della personalità: viene raccolto materiale informativo estremamente personale, che appartiene o dovrebbe appartenere solo alla persona stessa. Inoltre, ci sono problemi molto seri con le procedure. Considerate che nei dossier dei miei clienti non trovo alcuna indicazione o nota, su questo test: se e' stato effettuato, che fine ha fatto il campione, se i dati sono stati registrati oppure distrutti. E' una violazione plateale del diritto alla privacy e al controllo sui propri dati personali.
Siamo molto fieri, di avere una nuova Costituzione federale che contiene il diritto alla libertà personale: "Ogni persona ha il diritto di essere tutelata dall'abuso dei suoi dati personali", recita. L'ordinanza del cantone di Zurigo, ma anche il testo provvisorio della legge federale, violano questo principio in maniera grossolana.
D. Secondo molti giuristi, la nuova legge sul dna rappresenterebbe un vero e proprio rovesciamento di un principio sacro della giurisprudenza moderna, la presunzione di innocenza: cos'e', e per quale motivo sarebbe violata? R. La presunzione di innocenza é inscritta in tutte le convenzioni internazionali sui diritti umani. Significa che devi essere considerato innocente, finche' non venga dimostrata in un'aula di tribunale la tua colpevolezza. Ma nel progetto di legge sui profili dna, la presunzione di innocenza e' semplicemente capovolta e ridotta a zero: ogni persona che entri in contatto con le forze dell'ordine deve fornire un campione di dna per scagionare se stessa dal sospetto ipotetico e potenziale di avere commesso un reato. In particolare, e' molto grave che non ci sia una comparazione diretta e caso per caso: sei fortemente sospettato di avere compiuto un delitto e ci sono delle tracce in particolare con le quali e' necessario che tu sia messo a confronto. Qui si parla, al contrario, di mettere a confronto il tuo dna con tutte le tracce legate a ogni sorta di delitto avvenuto in precedenza. Ogni persona e' dunque sospettata (al di la' di qualunque elemento concreto) di avere partecipato a quei delitti: e' il rovesciamento della presunzione di innocenza.
D. Nel Messaggio introduttivo della legge (LINK), il Governo sostiene che e' importante raccogliere dna di persone che hanno compiuto un piccolo reato, perche' la ricerca criminologica dimostrerebbe che tutti i grandi criminali hanno iniziato con una piccola violazione. Cosa ne pensa? R. Questa e' la tesi, in particolare, del professor Martin Kilias (e purtroppo la porta ad ogni convegno, tavola rotonda o trasmissione televisiva sul tema). Per me si tratta di un ragionamento assolutamente non plausibile. E se pure fosse statisticamente dimostrato quanto sostiene questa tesi, pure non sarebbe vero il contrario: non e' vero che tutte le persone che compiono una piccola scorrettezza, diventeranno dei criminali incalliti. D'altronde, se guardiamo alle statistiche dei successi ottenuti con la banca dati federale, scopriamo che oltre l'80 per cento dei casi risolti riguardano furti, scippi, rapine. I crimini a sfondo sessuale sono una percentuale molto piccola. Io credo che questa legge soffra di grandi squilibri e di molte assurdita', che diventano offese serie ai principi fondamentali del diritto. Il nostro ordinamento certo prevede che si possa intervenire anche nella sfera dei diritti fondamentali, ma ci sono tre condizioni irrinunciabili perche' questo possa accadere: deve essere previsto da una legge, deve essere di interesse pubblico, deve essere proporzionato e commisurato al risultato che si intende raggiungere. In questa legge, non c'e' davvero ombra di proporzione: non c'e' alcuna misura né ragionevolezza nello schedare il dna di centinaia di migliaia di persone per acciuffare un ladro. Ed e' folle portare un attacco cosi' profondo ai diritti fondamentali, in nome di pochi successi.
D. Il dna nelle aule di tribunale: è una prova? R. teoricamente, si tratterebbe solo di un indizio, che e' qualcosa meno di una prova: un indizio non basta per condannare una persona e deve essere accompagnato da altri elementi, che siano testimonianze o altri indizi. Ma il dna nelle aule di tribunale viene percepito come una prova. Tanto che negli Stati Uniti ha consentito, da solo, di scagionare persone condannate ingiustamente. Ma bisogna fare molta attenzione: non e' vero che un hit o corrispondenza fra profilo e traccia, rappresenti un indizio sicuro che quella persona abbia effettivamente compiuto un reato. Ci possono essere molte spiegazioni, su come una traccia sia arrivata sul luogo del delitto. Per esempio, tracce di sperma in un caso di omicidio.. possono appartenere al colpevole, certo, ma anche ad una persona che ha fatto l'amore con quella donna poche ore prima che venisse uccisa. C'e' il rischio concreto e quotidiano, che attorno al test del dna ci sia un alone di affidabilita' totale: e' il mito della Prova Assoluta ed e' molto pericoloso.
D. Ci racconta altri casi di suoi clienti sottoposti al test del dna? R. Un altro caso molto grave e' quello di J.S. Una sera di novembre scorso passeggiava con un amico nel centro storico di Zurigo e sono stati fermati da una pattuglia. Documenti, perquisizione e dallo zaino del suo amico saltano fuori alcune bombolette spray di colore, di quelle che si usano per fare i graffiti. E nei dintorni, i poliziotti cercano e trovano dei graffiti freschi, che sono immediatamente attribuiti ai due: arresto e ben 9 giorni di custodia cautelare, per il sospetto di essere dei graffitari. E naturalmente, test del dna. Credo che sia un caso lampante di rovesciamento della presunzione di innocenza: sono diventati Potenzialmente colpevoli, senza passare per un'aula di tribunale e neanche per un giudice istruttore. J.S. ha cercato di esercitare il suo diritto di rifiutare il test, ma e' stato costretto. Gli hanno detto: "possiamo prendertelo anche con la forza" e lui ha deciso di accettare. Il seguito della vicenda e' stato anche piu' surreale: a quanto pare, nessun rilievo e' stato fatto sulle bombolette di colore. E tantomeno nei dintorni dei graffiti, cosa che comunque avrebbe avuto del ridicolo… avete presente quante migliaia di tracce diverse si possono trovare su un marciapiedi del centro storico cittadino? Ma qual e' il motivo di fare il test, se non vengono prese tracce con cui comparare il profilo per provare un'accusa? Tanto per comparare con la banca dati federale?! Ora aspettiamo la decisione del giudice.. per telefono mi ha anticipato la sua intenzione di chiedere l'archiviazione del caso. Mi e' sembrato sinceramente imbarazzato e anche un piuttosto irritato: "ho ordinato due volte il test del dna in tutta la mia carriera. Ed erano due casi di omicidio", mi ha detto incredulo.
D. Il progetto di legge federale cancella il Catalogo dei delitti. Che ne pensa? R. Credo che sia una scelta disastrosa, che spalanca la porta ad abusi di ogni genere. Senza un catalogo dei delitti avremo a livello federale la situazione che abbiamo visto a Zurigo in questi due anni: si chiama Arbitrio senza limiti. E' una zona grigia in cui il singolo ufficiale puo' decidere se imporre un test del dna, senza che su questo si possa avere nessuna forma di controllo: proprio come in uno Stato di Polizia. Eppure, la storia europea dovrebbe avercelo insegnato.. in nessun caso, dobbiamo lasciare il potere assoluto e senza controllo alle forze armate. Violazioni cosi' grossolane dei diritti fondamentali non devono essere legittimate da una legge federale. Al contrario, il Consiglio nazionale e quello degli Stati hanno il dovere di vigilare, affinche' il test del dna, l'archiviazione e la comparazione del profilo, siano effettuate solo e davvero quando sia indispensabile a chiarire un determinato delitto. Penso sia un dovere fondamentale di uno stato di diritto.
D. quali sono i problemi per un avvocato difensore, con il test del dna? R. In caso di hit, ovvero se viene trovata una corrispondenza fra il profilo dna di un mio cliente e una traccia legata a un delitto, ci sono alcune incognite molto serie. L'avvocato non e' presente al rilievo della traccia e spesso non e' possibile ripetere il test: chi mi assicura che il rilievo e' stato fatto correttamente? Un mozzicone di sigaretta, d'altronde, potrebbe essere arrivato in quel posto in molti modi: trasportato, per esempio. Ma come si fa a dimostrarlo? Recentemente, un altro cliente si e' trovato nei guai a causa del dna. E' stato arrestato nell'ambito di un'indagine su alcuni furti in negozi di elettronica. Contro di lui non c'era alcuna prova, ne' testimonianza. Poi gli hanno fatto il test del dna e contestato che il suo profilo corrisponderebbe a due tracce trovate sul luogo del crimine. Parliamo di un pezzo di legno lungo sei centimetri e della punta di un guanto di gomma: tracce evidentemente minimali, tanto che non e' stato possibile ripetere il test. In seguito, comparando il suo profilo con tutte le tracce conservate nella banca dati federale, hanno trovato corrispondenza in altri casi di furto. Lui giura di essere stato in quei negozi per motivi privati. Ma la Corte non gli ha creduto ed infine e' stato condannato a 3 anni di prigione. Unica prova? Il dna.
D. Immigrati, pregiudicati.. e i giovani? R. Un gruppo di squatter si sono presentati nel mio studio alcuni mesi fa. A loro pure, e' stato preso un campione di dna, e senza apparente motivo. Ho spiegato loro come stanno le cose e che si potrebbe indagare e magari fare ricorso, o almeno verificare se i loro profili sono stati effettivamente inseriti nella banca dati e nel caso esigere la cancellazione. Hanno deciso di non farlo. E li capisco: e' una legge che ti fa sentire molto debole.
D. la legge prevede il diritto di opporsi al test, e allora un giudice istruttore deve valutarne l'opportunita'. Consiglia di avvalersi di questo diritto? R. Purtroppo, la pratica e la teoria sono due mondi molto lontani. In teoria c'e' anche il diritto di rifiutare di dare le impronte digitali. Ma le persone che lo fanno, dopo pochi giorni si presentano nel mio studio con le dita delle mani spezzate. Non ho nessun dubbio che accada lo stesso, se ci si rifiuta di sottostare a un test del dna: lo prenderebbero con la forza.
D. Ci sono stati finora ricorsi, contro il test del dna? R. Non ancora: sto preparando il primo, per un cliente a cui e' stato preso dna senza nessuna ragione. Abbiamo intenzione di chiedere un risarcimento danni. |