Dieci ragioni per lottare contro l´ALCA
  23-10-2002 21:24
Autore : bossa
 
 
  La perdita del diritto alla salute e all´istruzione sono alcune delle conseguenze che i paesi dell´America Latina soffrirebbero con l´ALCA

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  postato da Niqui su Indymedia Italia:

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 http://www.nadir.org/nadir/initiativ/agp/free/ftaa/razonescontra.htm

Dieci motivi per lottare contro l´ALCA

di Ximena Zuñiga


Nel 2005 si vuole introdurre l´Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA), un piano che riguarderà 800 milioni di persone in 34 paesi. Nonostante i suoi ideatori lo presentino come un piano per rafforzare il benessere e la democrazia, lo scopo dell´ALCA è esattamente il contrario. Un attento studio dell´ALCA ci dovrebbe portare alla conclusione che non dobbiamo permettere un piano del genere. Ecco dieci motivi.

1. L´ALCA nasce da un processo antidemocratico.

La maggioranza della popolazione del continente americano non sa di che cosa parla l´ALCA e in che modo questo piano riguardi la loro vita. Il motivo è che l´ALCA viene preparato di nascosto: i negoziati che sono iniziati nel 1994 sono iniziati in segreto e solo sei anni dopo è stata pubblicata la prima bozza. L´ALCA riguarderà circa 800 milioni di persone in 34 paesi, ma questa gente non è stata informata né consultata a riguardo.

Si dice che con l´ALCA si rafforzerà la democrazia in America Latina. Quanto questo non sia vero, lo si vede con il fatto che i suoi architetti sentono la necessità di escludere la gente dai negoziati.
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2. L´ALCA espande un disastro già sperimentato.

L´ALCA è essenzialmente l´espansione del NAFTA (Trattato di libero commercio del Nord America, TLC-AN in spagnolo) che è entrato in vigore nel gennaio 1994 in Canada, USA e Messico. Questo trattato è stato un incubo per le famiglie di contadini, per i lavoratori e per l´ambiente. Molte imprese si sono spostate in da quelle zone dove i datori di lavoro debbono applicare norme restrittive sui salari (cioè in USA e Canada) in Messico, dove i salari sono più bassi e i sindacati sono stati zittiti con la minaccia di trasferire la produzione in altri paesi. Questo processo avrà un´accelerazione con l´ALCA, dato che le aziende faranno pressione sui lavoratori di un paese con la minaccia di licenziamenti, e li metteranno contro altri lavoratori di paesi più poveri.

I lavoratori soffriranno ugualmente in tutti i paesi dell´ALCA, tanto negli USA quanto in America Latina. Negli USA si sono persi 400.000 posti di lavoro dall´entrata in vigore del NAFTA, in quanto molte imprese sono state trasferite in Messico. E allo stesso modo il 90% di 400 imprese hanno chiuso illegalmente nel momento in cui i dipendenti hanno iniziato a organizzarsi per chiedere il rispetto dei loro diritti. Intanto, in Messico è aumentata la povertà. 8 milioni di famiglie sono scese
sotto la soglia di povertà dall´entrata in vigore del NAFTA.

3. L´apertura dei mercati fa fallire i piccoli produttori.

Con l´ALCA si elimineranno le barriere per il commercio. Per esempio, scompariranno le imposte per i prodotti importati. In questo modo, dicono i promotori dell´ALCA, tutti i prodotti saranno venduti in un regime di libera concorrenza. Invece, l´eliminazione delle barriere al libero commercio significa solo maggiori vantaggi per i grandi produttori, mentre per i piccoli si riduce la possibilità di vendere i proprio prodotti. Per esempio, in Bolivia potranno entrare liberamente i prodotti agricoli di altri paesi, come le mele del Cile o le patate degli USA, e non ci sarà bisogno di pagare dazi. Le patate degli USA sono molto più a buon prezzo delle patate boliviane: un produttore che lì possiede un terreno di 100 Ha può produrre 500 tonnellate di patate all´ettaro ogni anno, grazie a prodotti chimici e a volte grazie ai semi transgenici. E dato che riceve sussidi dal suo governo, può vendere le sue patate a un prezzo più basso. I produttori boliviani invece coltivano su pochi ettari, non ricevono sussidi dal governo, e il loro raccolto è mediamente di 5 tonnellate di patate all´ettaro. Se nel mercato boliviano entrano le patate statunitensi senza il pagamento di dazi, i contadini boliviani non potranno più vendere i loro prodotti.

L´eliminazione delle barriere non porta a una competizione fra uguali, come pretendono i promotori dell´ALCA. Mentre le compagnie multinazionali possono produrre e vendere dove vogliono, i piccoli produttori non possono competere.

4. I paesi poveri perderanno la sovranità e la sicurezza alimentare.

Che succede se i contadini della Bolivia smettono di produrre patate? O emigrano verso le città o all´estero per trovare lavoro, oppure iniziano a produrre qualcosa che abbia un mercato. Come in Ecuador, dove molti contadini hanno iniziato a produrre fiori per esportarli negli USA. In questo modo hanno iniziato a smettere di produrre ciò che si consuma in Ecuador, e il paese si fa sempre più dipendente dall´estero. Se si abbassa il prezzo o la domanda di fiori, o se si alza il prezzo dei prodotti importati, la popolazione del paese non avrà più la possibilità di comprare ciò di cui ha bisogno per alimentarsi. Con l´ALCA si perderà la sovranità e la sicurezza alimentare.

5. Perderemo i nostri diritti fondamentali.

Con l´ALCA i servizi base come la fornitura di acqua ed elettricità, l´istruzione e la salute verranno venduti come qualunque altra merce. Secondo l´ALCA la concorrenza delle imprese private è più importante dei diritti di base. Così, gli stati dovranno eliminare le sovvenzioni che permettono che l´istruzione e la sanità siano gratuite, o almeno a buon mercato. Con l´ALCA solo chi ha abbastanza soldi potrà continuare ad avere accesso a questi servizi, mentre sempre più gente perderà i propri diritti.

6. Subordinamento alle multinazionali.

L´ALCA vuole favorire e proteggere gli investimenti privati. Se un´impresa straniera dice che la legislazione sul lavoro o sull´ambiente della Bolivia ha "ridotto i suoi profitti" può portare in giudizio il governo Boliviano o esigere un indennizzo. Il governo sarà obbligato a pagare.

L´ALCA, per proteggere l´investimento privato e i profitti delle multinazionali, vuole farla finita con le leggi a tutela dei lavoratori e per proteggere l´ambiente. Le regole dell´ALCA stanno prima delle leggi nazionali. E´ già successo in Messico, da quando è entrato in vigore il NAFTA: l´impresa statunitense Metalclad intentò una causa contro il governo messicano quando lo stato di San Luis de Potosì gli negò il permesso di riaprire i propri stabilimenti perché inquinavano sorgenti di acqua potabile. Il tribunale obbligò il governo messicano a pagare 18,7 milioni di dollari per le "perdite" che aveva sofferto Metalclad.

Nel caso di Cochabamba, la mobilitazione della popolazione durante la cosiddetta "guerra dell´acqua" hanno portato alla revoca della vendita dell´acqua alla multinazionale Bechtel, e in seguito questa ultima ha preteso un indennizzo di 25 milioni di dollari. Secondo l´ALCA, il governo avrebbe dovuto pagare questa somma. Non si sarebbe tenuto conto del fatto che la privatizzazione aveva causato un aumento dei prezzi tale che molta gente non poteva più consumare l´acqua.

7. "Proprietà intellettuale".

Secondo l´ALCA si possono registrare brevetti su piante o microorganismi. Se i semi o la medicina tradizionale sono coperti da brevetti, bisogna pagare per l´uso di questi semi o della medicina al "proprietario" del brevetto. Così si perde il diritto ad usare semi e conoscenze tradizionali, così come è passato già con alcune varietà di quinua.

L´ALCA espanderà le regole del NAFTA che si riferiscono al monopolio dei brevetti a tutto l´emisfero. Ciò vuol dire che le compagnie detentrici di brevetti in un paese avranno il diritto esclusivo di commerciare i propri prodotti in tutti i paesi americani tranne Cuba. Le regole sulla proprietà intellettuale sono di particolare importanza per l´industria farmaceutica, che usano queste regole per impedire che altri paesi producano versioni a basso costo di farmaci generici. In questo modo la maggioranza dei più poveri del mondo non possono accedere alle medicine prodotte dalle compagnie statunitensi per via del monopolio e dell´alto prezzo di vendita. Come risultato, l´ALCA aggraverà l´impatto di epidemie come quelle di AIDS e di tubercolosi.

8. L´ambiente.

Secondo l´ALCA, nessun paese può proibire le attività di un´impresa per ragioni ambientali se non si dimostra con "certezza scientifica" che questa determinata attività o i suoi scarti sono dannosi. Vuol dire, gli stati devono provare il danno che fanno le imprese, anche se spesso questo danno si vede solo dopo anni. Molti paesi tagliano i propri boschi, sfruttano estensivamente le acque e le risorse naturali per guadagnare denaro nel mercato internazionale. Dall´introduzione del NAFTA è aumentato drammaticamente il taglio di alberi per ottenere cellulosa, e solo nello stato messicano di Guerrero il 40% dei boschi è stato devastato negli ultimi otto anni. La conseguenza è l´erosione del suolo e la distruzione dell´habitat della zona.

9. Organismi transgenici.

Le organizzazioni commerciali statunitensi stanno cercando di forzare gli altri paesi ad accettare gli organismi geneticamente modificati (OGM).tradizionalmente, i contadini hanno conservato anno dopo anno i propri semi, ma adesso le compagnie multinazionali stanno commercializzando e promuovendo semi geneticamente modificati che sono sterili, e che dunque non si possono usare l´anno seguente. Gli agricoltori saranno costretti a comprare nuovi semi ogni anno, il che li porterà ad essere totalmente dipendenti dalle multinazionali.

Nessun governo avrà diritto ad impedire l´ingresso degli OGM. Significherebbe porre nuove barriere al libero commercio, e le multinazionali potranno fare causa a un governo per questo. Secondo l´ALCA, il fatto che si perdano i semi tradizionali e la varietà di piante come conseguenza della coltivazione di OGM non dà diritto a limitare o proibire l´uso di semi transgenici.

10. Militarizzazione dell´America Latina

L´espansione del libero commercio sarà accompagnata da una militarizzazione dell´America Latina. Mentre la povertà sta crescendo e alcune multinazionali aumentano i loro profitti, gli USA estendono le loro basi militari nei paesi dell´America Latina, con il pretesto della lotta al narcotraffico e della lotta contro il terrorismo. Attualmente ci sono circa 30 basi militari statunitensi in America Latina.

Non è un caso che la presenza militare si abbia in posti dove esiste ricchezza di risorse naturali o dove ci sono movimenti sociali forti che si oppongono alla politica neoliberista. Così il "Plan Colombia" - che gli USA appoggiano con 1165 milioni di dollari principalmente dedicati agli aspetti militari - nella regione di Putumayo che possiede giacimenti di petrolio di cui la guerriglia delle FARC rende difficile lo sfruttamento per la sua attività militare. E una nuova base militare statunitense si trova in Ecuador, dove negli ultimi anni i movimenti indigeni sono insorti molte volte contro le politiche neoliberiste ed hanno rovesciato due presidenti della repubblica.

La militarizzazione del Chapare si situa nel medesimo contesto: in questa zona i cocaleros si sono ritagliati uno spazio come una vera e propria forza sociale. E in questa regione inizia la foresta amazzonica, una delle più ricche del mondo in risorse naturali e biodiversità.

La crescente militarizzazione dell´America Latina serve a garantire il libero sfruttamento delle nostre risorse naturali e a restiringere le barriere che gli frappongono i movimenti sociali.




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