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Saving Iceland: intervista |
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Theme(s)
Anticapitalisme / Antiglobalisation - Écologie -
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29-11-2007 17:40
Auteur : ((i))
:: Traduit par : billy
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Terre rimaste intatte per millenni dallo sfruttamento umano, rischiano oggi di venire devastate per ragioni economiche. Queste terre, tra le ultime più estese regioni realmente selvagge dell’Europa occidentale, in Islanda, spariranno sotto dighe e fabbriche prossime alla costruzione, per consentire la lavorazione a basso costo dell’alluminio. Due attivisti islandesi sono in giro per il continente a raccontare l’esperienza di lotta in Islanda contro questa industria. La breve intervista qui di seguito è stata fatta lo scorso 24 novembre al Lakuz di Langenthal (BE), dove hanno presentato la loro lotta e discusso sulle conseguenze immediate e future della produzione di alluminio in Islanda durante la giornata di ateliers sulla liberazione animale. |
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Qual’è l’impatto della colonizzazione umana dell’Islanda ? Per milioni di anni, l’Islanda non è stata toccata dall’essere umano. È da soli 9 secoli circa che uomini e donne hanno occupato quest’isola. Da lì il taglio di foreste è cominciato. Gli abitanti sono rimasti per molto tempo poveri e di conseguenza hanno avuto un basso impatto sull’ambiente. Con il ventesimo secolo il loro livello di vita è aumentato e parallelamente è accelerata la distruzione della natura.
Qual è lo scopo della vostra campagna Saving Iceland? Noi ci battiamo contro i produttori di alluminio che vogliono impiantarsi in Islanda. Non vogliamo che possano venire a costruire le loro fabbriche e le loro dighe in una delle ultime regioni ancora intatte e selvagge dell’Europa occidentale. Esistono già tre fabbriche d’alluminio, ciascuna alimentata da un fonte elettrica come una diga o delle pompe termiche. Bisogna sapere che la produzione d’alluminio richiede un’enorme quantità di energia. Queste fabbriche sono situate nelle regioni di Reydarfjordur, Hvalfjordur e Hafnafjordur. Queste tre fabbriche sono state costruite, malgrado la nostra resistenza, ma intendiamo continuare a batterci per impedire la costruzione di futuri progetti. Riceviamo un forte supporto da collettivi europei e impediremo la costruzione di tutti i futuri impianti.
Quali sono i nuovi progetti di costruzione? Esiste una fabbrica appartenente alla Alcoa, presso la capitale. Alcoa ed il governo islandese stanno pianificando una nuova costruzione più a nord. In più, Alcoa ha i permessi per raddoppiare la produzione di elettricità per la sua fabbrica. La propaganda ed il lobbismo hanno saputo coprire tutte le voci contrarie. Ad esempio in un paese, la forte resistenza popolare ha fermato Alcoa dal costruire un impianto, ma il sindaco di questo paese ha prontamente proposto la costruzione della fabbrica sul mare! Tutte queste nuove costruzioni vanno a toccare delle regioni meravigliose dell’Islanda, rimaste ancora molto intatte. Nel nord ci sono persone che sostengono la costruzione della fabbrica nel loro paese, perchè pensano che promuoverà l’occupazione. Le dighe che alimenteranno questa fabbrica saranno costruite a sud, dove numerosi contadini si oppongono per preservare le rive dei fiumi della regione. L’industria dell’alluminio esercita un lobbismo aggressivo contro tutte le resistenze ai loro progetti.
In Svizzera come alimentiamo questa industria dell’alluminio ? Attraverso l’utilizzo dell’alluminio, ad esempio le lattine di birra. Il fatto di non riciclare l’alluminio promuove pure la sua fabbricazione. La produzione di armi consuma il 30% della produzione mondiale di alluminio. Alcoa partecipa fortemente all’armamento dell’esercito americano, concettualizzando nuove armi, affidandone poi la produzione ad altre, così da poter vendere loro l’alluminio. Dalla fine della guerra fredda, dove la produzione di armi era crollata, l’industria degli armamenti è in continua crescita.
Perchè l’industria dell’alluminio ha deciso di impiantarsi proprio in Islanda ? Verso la fine degli anni ‘90, il governo islandese decise di promuovere l’alta possibilità di produzione elettrica del paese. La prima compagnia che era interessata all’istallazione di fabbriche vi rinunciò, in seguito alla pressione popolare. Così il ministro del lavoro si è diretto a New York per convincere Alcoa a venire ad impiantarsi in Islanda.
Che resistenza si ha avuto fino ad oggi ? Abbiamo organizzato il nostro primo campo nell’estate del 2005. Vi accorsero molti/e europei/e. Cosi l’abbiamo riorganizzato l’estate seguente e vi partecipò ancora più gente. Abbiamo bisogno dell’appoggio del mondo intero. In effetti, la nostra campagna non è focalizzata solo sull’ambiente, ma pure sulle industrie ed in particolare quelle dell’alluminio. Si sentono dei cambiamenti qui in Islanda, tanto che una compagnia islandese non intende più vendere elettricità all’industria dell’alluminio. Ci sono state anche diverse azioni di supporto nel il mondo, davanti agli stabilimenti di Alcoa ad esempio. Sai che Alcoa è molto presente anche a Ginevra?
E l’anno prossimo ? [nota: estate 2008]? Continueremo la lotta. Organizzeremo il prossimo campo durante l’estate. Dal 7 al 9 dicembre ci incontreremo in Belgio per discutere a grandi linee del prossimo campo come delle azioni attraverso il mondo. Vogliamo continuare il nostro tour in Europa per poterci anche confrontare sulla questione della produzione di alluminio. Al momento siamo in due, da tre settimane, a precorrere l’Europa e a partecipare a differenti serate e discussioni.
Come è possibile contattarvi o partecipare al prossimo campo ? Il nostro sito internet raccoglie tutte le informazioni disponibili come pure una mailing-list dove è possibile iscriversi. www.savingiceland.org
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| > Chaîne humaine face à la construction d'une usine d'aluminium |
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| > Barrage humain aux camions et machines de chantier |
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| > Une région qui sera touchée par un projet de construction de barrage |
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| > Des chutes d'eau: un barrage peut-il être construit ici? Non! |
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| > Une manifestation, le 3 août 2007, contre la destruction de l'environnement |
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