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| :: Solidarität mit den Anarchisten Philipp und Ivo! :: |
solidarisch |
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| Repression/Jail
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03-02-2010 15:35 |
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Vom Mai bis November 2009 wurden in Aarau neun noble Autos und ein Polizeifahrzeugt angezündet. Den beiden Anarchisten Ivo und Philipp drohen nun drei Jahre Gefängnis wegen mehrfacher qualifizierter Brandstiftung. (Mehr) Die Ereignisse der letzten Monate führte nicht nur zu Repression gegenüber den zwei Betroffenen, sondern auch gegenüber Sympathisantinnen und Sympathisanten, welche Solidaritäts-Aktionen durchführten (Aktionen). Daher gibt es am 20. Februar nun eine Antirep-Demo in Aarau (Demonstration). Aktuell findet zustätzlich eine Info- & Mobilisierungs-Tour statt (Info-Tour). Weitere Artikel auf ch.indymedia.org
Antirep-Demo, 20. Februar 2010, 15 Uhr, Igelweid Aarau Informations-Tour - in verschiedenen Städten |
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| :: WEF 2010: CALL TO ACTION :: |
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| Anticapitalism/Globalisation
| WEF
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20-01-2010 00:00 |
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WEF 2010: CALL TO ACTION Il quarantesimo vertice del World Economic Forum si terrà ancora una volta a Davos dal 27 al 31 gennaio, in una Svizzera sempre più blindata. La sfida che si sono dati quest'anno i leaders globali è di “ripensare, riprogettare e ricostruire” il mondo (c'è chi può). La crisi economica sta scaturendo in una sfiducia nei confronti del sistema neoliberista da loro promosso, e diventa impellente trovare una soluzione per perpetuare lo sfruttamento globale. Oltre alle chiacchierate private e mondane tra potere politico e potere economico - grande asso da sempre nella manica del WEF, che è riuscito così a far fronte alla concorrenza di altri eventi - all'ordine del giorno si può leggere: - Come rafforzare la coesione economica e lo stato sociale - Come ridurre i rischi globali e come far fronte ai fallimenti del sistema - Come garantire la sostenibilità - Come migliorare la sicurezza - Come creare un quadro di valori - Come creare istituzioni efficienti. Gli organizzatori definiscono il forum di quest'anno una vera “chiamata all'azione”.
E c'è chi risponde all'appello!!!
::Appuntamenti:: [16 gennaio 2010] Occupazione di Paradeplatz a Zurigo. [16 gennaio 2010] Antiwef festival a Lucerna. [23 gennaio 2010, ore 14.00, Theaterplatz] Manifestazione antiwef a Lucerna. La manifestazione è stata approvata dalla città. [1] [27-31 gennaio 2010] Proteste a Davos. [1] [29-30 gennaio 2010] Controvertice “L'altro Davos” a Basilea. [30 gennaio 2010, ore 13.00, Barfüsserplatz] Manifestazione antiwef, Basilea.[1] [2]
::Le proteste degli anni scorsi:: 2009 | 2008 | 2007 | 2006 | 2005 | 2004 | 2003 | 2002 | 2001
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| :: Autonome Schule Zuerich geraeumt :: |
asz lebt |
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| Squatting
| Repression/Jail
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07-01-2010 20:55 |
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Donnerstagmorgen, den 07.01.10, wurde die Autonome Schule Zürich unter fadenscheinigen Gruenden geräumt. In Zürich-Unterstrass bot die Schule Platz für Kurse, Workshops und viele andere Aktivitäten die auf freie Bildung setzen. So besuchten unter anderem viele Sans-Papiers in den Räumlichkeiten der ASZ einen Deutschkurs, welcher für sie die einzige Möglichleit darstellt überhaupt die hiesige Sprache zu lernen. Communiqué der ASZ zur Räumung
In der Nacht auf den 8. Januar wurde das Schulhaus Wengi als Antwort darauf besetzt, jedoch wurde dieses im Verlaufe der Nacht wiederum verlassen.
:: Solidaritätserklärungen: Denk-Mal Bern | CCCZH | Unsere Uni :: Artikel: 07.01. Autonome Schule Zürich wird geräumt!!! | Die Schule lebt! || 08.01. Medienmitteilung der Autonomen Schule Zürich (ASZ) :: Links: Autonome Schule Zürich
:: Artikel in weiteren Medien |
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deutsch (originale Version)
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| :: Lotte contro le carceri :: |
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| Migration/Antira/NoBorder
| Repression/Jail
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28-12-2009 22:30 |
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Negli ultimi vent'anni le carceri del mondo occidentale hanno subito un vero e proprio "boom penitenziario". Negli USA il numero di detenuti è triplicato, in Italia duplicato. In Svizzera negli ultimi anni si è denunciato più volte la situazione di sovraffollamento delle carceri. [ 1 | 2 | 3 ] Quest'aumento è da imputare all'affermarsi di una nuova ondata ideologica di repressione, "tolleranza zero", che vede nella durezza e sicurezza della pena la soluzione ai disagi sociali, il carcere duro si giustifica come difesa dalla criminalità. Grazie al populismo di questo discorso, l'opinione pubblica aderisce. "La legge è uguale per tutti", eppure in carcere ci sono soprattutto le classi povere e gli stranieri. I centri di detenzione per i clandestini [1 | 2] ne sono la prova più aberrante. La globalizzazione con le nuove ondate migratorie, la crisi dello stato sociale, la precarizzazione del mondo del lavoro, e la crisi economica sono i motivi strutturali di quest'esplosione penitenziaria. Inoltre, l'incarceramento per questioni politiche non cessa di essere una pratica usata da parte dello Stato. Da Genova in poi, il movimento è continuamente confrontato all'abuso dell'incarceramento preventivo. Durante l'appena conclusosi vertice sul clima di Copenhagen, molte manifestazioni sono state di fatto disciolte da arresti preventivi di massa, che sebbene di durata breve e in strutture straordinarie, sono proccupanti per il futuro della libertà di manifestazione. La recente operazione Tarnac in Francia non è che l'ennesima prova che il carcere mantiene la sua storica funzione principale: di repressione e controllo nei confronti di chi non aderisca ai criteri di "buona cittadinanza" per origine, per appartenenza sociale o per scelta. [ 1 | 2 ]
Rompiamo il silenzio, pretendiamo che il carcere torni a essere un argomento politico importante, diamo la nostra solidarietà a chi è dentro: il 31 dicembre capodanno davanti alla Stampa dalle 22'30. Azioni analoghe sono previste anche a Bergamo e a Brescia.
::Maggiori informazioni sulla situazione carceraria:: Associazione Pantagruel | Associazione Antigone | Informa carcere | Fuoriluogo.it | Ildue.it |Dentro e fuori le mura | informa-azione.info/anticarceraria
::Repressione in Ticino:: Dossier abusi di polizia
::Solidarietà verso i compagni in carcere:: per I. e P. ad Arau | per Camenisch | lettera di Camenisch | freecamenisch.it
::Di carcere si muore:: Stefano Cucchi | Marcello Lonzi La storia di Mumia Abu-Jamal |
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| :: Aggiornamenti dal Cop15 :: |
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| Topics
| Media/Netactivism
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13-12-2009 00:32 |
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Se cerchi o vuoi pubblicare informazioni, aggiornamenti, appuntamenti relativi al COP15 a Copenhagen/Danimarca, visita il sito che i collettivi italofoni di indymedia hanno appositamente creato per questo evento: http://nocop.italy.indymedia.org

Leggi i report delle giornate di protesta: 14 dicembre | 13 dicembre | 12 dicembre Segui le manifestazioni in tempo reale guardando i ticker di nocop.italy.indymedia.org |
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| :: Copenhague : on ne répare pas un système foutu :: |
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| Topics
| Anticapitalism/Globalisation
| Ecology
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13-12-2009 00:00 |
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Pour ceux et celles qui auraient réussi à assourdir un peu le vacarme des médias et l'ignoreraient encore, à partir du 7 Décembre se déroulera le sommet de Copenhague sur le climat. Après le grand cirque du G20 contre la crise économique, où les beaux effets d'annonces (il n'y aurait plus de paradis fiscaux sur terre) ont eu du mal à cacher la mort d'un manifestant, un nouveau temps fort arrive. Propagandé partout par médias et politiques de tout bord comme l'espoir de notre monde face aux cris d'alarme de scientifiques qui hurlent pourtant depuis des années, ce sommet a bien du mal à cacher l'échec qu'il prépare et l'hypocrisie de son discours.
Suivez les nouvelles avec les dépêches sur indymedia danemark avec ses timelines (en): Timeline du 12/12 Traduction en de Motkraft.net par Cop15 Timelines Tarduction en de Modkraft.dk par Cop15 Timelines |
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| :: Les Universités brûlent :: |
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13-12-2009 00:00 |
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L’étincelle d’une nouvelle protestation a éclaté il y a bientôt deux mois à Vienne. Rapidement, elle s’est étendue au reste de l'Europe, touchant aussi les principales universités: Bâle, Zurich, Berne, Genève et Lausanne.
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| :: Copenhagen non sarà come vorrebbero :: |
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| Topics
| Anticapitalism/Globalisation
| Ecology
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09-12-2009 18:00 |
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Dal 7 al 18 dicembre 2009 a Copenhagen (Danimarca) si terrà la più grande conferenza sul clima mai tenuta. L'evento sta venendo pubblicizzato come l'ultima, ma anche la miglior occasione per fare qualcosa per il cambiamento climatico. Ma lo scorso decennio di trattative fra le rappresentanze degli Stati non ha portanto a nessun accordo e nel frattempo il consumo di combustibili fossili continua ad aumentare, permettendo alle multinazionali energetiche di lucrare immensi profitti a costi elevatissimi per la natura e per l'umanità intera. Gli esiti della conferenza preparatoria di Barcellona e della riunione dei ministri delle finanze del G20 non possono che disilludere chi ancora crede nelle buone intenzioni delle élites che detengono il potere.
Abitiamo un pianeta finito, nel quale ogni crescita infinita, neppure se ecologicamente sostenibile, è impossibile. Non possiamo più affidare la nostra speranza nel mercato e neppure credere che i nostro destino possa cambiare con improbabili nuove tecnologie. Invece di ostinarci a correggere un sistema di per sé distruttivo dovremmo piuttosto costruirne uno nuovo che risolvi con giustizia la crisi climatica, distribuendo la produzione alimentare, riducendo il sovraconsumo dei paesi del Nord, riconoscendo il debito ecologico che dobbiamo alle persone che vivono nei paesi poveri.
Dieci anni fa, in occasione delle proteste contro il WTO di Seattle, nacque un movimento che affermava che un altro mondo era possibile. Oggi questo mondo non è possibile, è necessario. Individui provenienti da esperienze, realtà e movimenti diversi stanno scoprendo che le loro idee, seppur in apparenza diverse, sono terreno fertile per la lotta per il clima. A Copengagen i movimenti di azione climatica hanno organizzato una serie di proteste. Il 12 dicembre, giornata mondiale per il clima, è stata indetta una giornata di mobilitazione mondiale e le contestazioni culmineranno nell'azione del 16 dicembre, giorno in cui sono previste le trattative fra i livelli più alti del potere: un corteo si dirigerà verso l'edificio destinato alle trattative ufficiali, il quale verrà occupato con un'azione non-violenta per essere destinato ad un'assemblea in cui si discuterà fra pari e si cercherà di trovare soluzioni reali.
::Informazioni pratiche:: Mappa con i punti di convergenza | Informazioni su viaggio ed alloggio | Calendario delle proteste | wiki di coordinamento | mailing list di coordinamento | altri link di riferimento | Info trasferta da Milano e da Ginevra
::Aggiornamenti:: [3.10] Fallisce tentativo di screditare il cambiamento climatico [2.10] Cop15 - Cambio di sistema, non di clima
::Approfondimenti:: [EN] Climate IMC | Indymedia Denmark | Climate Justice Action | Carbon Equity [IT] Global project | Versus-COP15 |
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| :: Le università bruciano :: |
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| Topics
| Anticapitalism/Globalisation
| Media/Netactivism
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07-12-2009 21:30 |
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La scintilla di una nuova protesta studentesca è scoppiata da un mese e mezzo a Vienna. Rapidamente si è estesa in buona parte dell’Europa, toccando anche le principali università svizzere: Basilea, Zurigo, Berna, Ginevra e Losanna.
Uno degli aspetti più sorprendenti è l’improvvisa quanto spontanea portata della protesta. Nata e diffusasi al di fuori delle associazioni studentesche ha trovato terreno fertile anche nei Paesi, come Austria e Svizzera, che finora erano rimasti al riparo dalle ondate degli scorsi anni che giungevano da Francia, Germania e Italia. La modalità di lotta è innovativa: l’occupazione di auditori che diventano veri e propri laboratori nei quali si intercalano assemblee generali, conferenze, gruppi di lavoro. Lo scopo primo non è il blocco dei corsi, ma l’appropriazione di uno spazio per poter comprendere in che modo le lobby economiche si stiano invischiando nelle università, azzerando il processo di democratizzazione degli studi avviato negli anni ’70. Grazie agli auditori occupati un numero considerevole di studenti si sta avvicinando e interessando alle tematiche, si crea così uno spazio che rompe la quotidianità dello studente e che porta con se un grande potenziale di mobilitazione. Probabilmente si sta passando già a una seconda fase della lotta, nella quale le occupazioni diminuiscono, ma il movimento si organizza e si rafforza. Il tentativo è ora di coordinare la mobilitazione su piano nazionale. Il 17 dicembre è previsto un meeting svizzero, a Vienna invece stanno preparando un incontro europeo per marzo.
::Approfondimenti:: Mappa delle uni occupate | Pagine di riferimento delle mobilitazione svizzere a Basilea, Zurigo | Berna | Ginevra | Losanna.
::Articoli correlati apparsi su Indymedia Svizzera:: Articoli in italiano [Germania] Sgomberata università di Francoforte | [Zurigo] Dimostrazione contro il raddoppio della retta | [Università] La mappa delle università occupate | [Ginevra] Università occupata | Solidarietà agli scioperi nelle università Articoli in francese Les flics debarquent a L'UNIL | Occupation UNIGE et mensonges médiatiques Articoli in tedesco Demo Zürich: Education is not for sale | Uni Zürich besetzt! | Studierendenproteste | Studentenproteste weiten sich auf andere Länder aus |
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| :: La Svizzera: un paese retrogrado, razzista e xenofobo! :: |
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| Topics
| Anticapitalism/Globalisation
| Migration/Antira/NoBorder
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01-12-2009 14:00 |
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Il sociologo e filosofo britannico Bauman nel suo libro "Modus vivendi. Inferno e utopia del mondo liquido", scrisse che "la paura ci spinge ad un atteggiamento difensivo. Una volta assunto, esso da immediata concretezza alla paura. Sembra che le nostre paure siano diventate capaci di perpetuarsi e rafforzarsi da sè, come se avessero acquistato slancio di per sè e potessero continuare a crescere attingendo esclusivamente alle loro risorse".
In altre parole cerchiamo dei capri espiatori sui quali scaricare l'eccesso di paura esistenziale che non riesce a sfogarsi in modo naturale. Si fa quindi breccia sul concetto di paura per proporre, ad esempio, leggi razziste e xenofobe che poco hanno a che fare con il concetto di sicurezza. Come avvenuto nell'ultima votazione che ha visto una parte del popolo svizzero vietare la costruzione di minareti. Una presa di posizione retrogroda e intollerante, dove gran parte della popolazione ha esternato i più recondidi regurgiti razzisti e xenofobi. Un'ostilità verso "l'altro" fino ad ora malcelata, ma che ora, purtroppo, come descritto nell'analisi di Bauman, sembra crescere ed autoalimentarsi. Ne è la prova il fatto che l'UDC, entusiasta dell'esito delle urne, si è detta pronta a condurre una campagna anti-islam.
In un altro degli oggetti in votazione la maggior parte delle persone che si sono recate alle urne, si è invece detta contraria al divieto di esportazione di materiale bellico. In questo caso, a far pendere l'ago della bilancia dalla parte dei contrari sono state le preoccupazioni legate alle ricadute economiche. Un altro segnale evidente del degrado di questo paese, così cinico da mettere sullo stesso piatto vite umane e meri interessi economici.
Una serie di inganni e di decisioni assurde e pericolose che sta portando ad una fascistizzazione della società e ad una deriva ultranazionalista che nulla hanno a che fare con parole come quella di tolleranza e di solidarietà di cui tanti, a sproposito, si riempiono la bocca.
::Articoli correlati:: Rassegna stampa post votazioni | Reazioni dall'estero | Dimostrazioni spontanee in varie città | Foto manifestazione spontanea a Zurigo | [Zurigo] Dimostrazioni contro il razzismo | Riflessioni de ilForum |
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| :: MOBILISATIONS CONTRE L'OMC ET LE MONDE D'AGROPOLY :: |
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| Anticapitalism/Globalisation
| Ecology
| Repression/Jail
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21-11-2009 00:00 |
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Du 30 novembre au 2 décembre 2009, se tiendra à Genève la conférence ministérielle de l'Organisation Mondiale du Commerce (OMC). Cette conférence a pour but de poursuivre le cycle de Doha (ronde de négociations, d'une durée de trois ans, qui porte surtout sur la "libéralisation" du commerce international) qui devrait être conclu fin 2010. 80% des accords concernent l'agriculture, y compris le commerce des denrées. Ils visent à réduire «les obstacles» au libre-échange, à «aider» les producteurs de marchandises, les exportateurs et les importateurs dans leurs activités...
Communiqué d'un collectif anti-OMC | Un appel combatif contre l'OMC | Appel à la faillite du système
Des mobilisations d'oppositions à ce sommet de l'OMC siègeront chez Calvin du samedi 28 novembre au mercredi 02 décembre, dans la rue bien sûr mais aussi à l'Usine, l'ilôt 13 et la salle communale de Plainpalais (cf. programme). Il semble que l'on ne peut que se sentir concerner et les soutenir, bien qu'à y réfléchir une libéralisation de notre autogestion ne serait pas un si mauvais investissement mondial?
Manifestation Internationale Anti-OMC, 28 novembre 2009, 14H Place Neuve, Genève Jours d'Actions: 30.11. - 02.12.09 Anti-wto.ch | Agenda de l'anti-OMC et autres résistances agricoles
Une structure anti-répression sera mise en place durant les mobilisations Brochure "Vos droits face à la police" | Flyer Anti-Répression
A lire et à suivre... Le journal "Agropoly : le jeu mortel de l'OMC" | De Genève à Copenhague |
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français (Version originale)
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| :: La criminalizzazione dell'uso sociale della rete :: |
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| Anticapitalism/Globalisation
| Media/Netactivism
| Repression/Jail
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26-10-2009 22:30 |
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Il primo ottobre 2009 una task force antiterrorismo composta da reparti della polizia locale di New York e dall'FBI, grazie ad un vago mandato che menzionava una violazione delle leggi federali antisommossa, ha fatto irruzione al Tortuga, una comune anarchica di New York, nel Queens. Gli abitanti hanno dovuto assistere ammanettati alla perquisizione della casa e alla confisca del loro materiale mediattivistico.
L'incursione è stata motivata solamente dall'arresto avvenuto due settimane prima durante le proteste contro il G20 tenutosi a Pittsburgh di due persone che vivono in questa comune. Una delle due persone arrestate durante le manifestazioni è stata accusata di aver "diretto" le proteste contro il G20 utilizzando tecnologie come il servizio di microblogging gratuito Twitter per "indirizzare i manifestanti" ed "ostacolarne l'arresto". La persona arrestata dovrà rispondere, tra l'altro, di uso criminale di strumenti di comunicazione e possesso di strumenti criminali, intesi come attrezzatura di telecomunicazioni. Da notare che il possesso degli strumenti incriminati, secondo la legislazione statunitense, non rappresentano un reato. Delle accuse farneticanti ed inammissibili. La stessa linea di condotta delle autorità, in Iran o Cina durante le recenti dimostrazioni sarebbe stato definito violazione dei diritti umani mentre nei democratici Stati Uniti d'America è chiamato "controllo necessario del crimine".
Una sitauzione assurda che dimostra come i vari stati, sia in America, così come in Europa ed Asia, stanno cercando di neutralizzare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, impedendo di fatto il libero flusso delle informazioni.
::Approfondimenti sul caso statunitense:: Comunicato della comune "Tortuga" sulla perquisizione[ita - en] ¦ Sito web friends of Tortuga ¦ Blog della comune con aggiornamenti sull'evolversi della situazione ¦ Documenti legali del caso prodotti dall'Electronic Frontier Foundation ¦ L'appello di Margaret Killijoy, autore della Guida steampunk all'apocalisse ¦ Wanted: the G20 Tweeters di Reginazabo ¦ Intervista all'avvocato difensore
::Controllo della rete:: [Svizzera] da agosto Internet è controllato [Svezia] Processo a The pirate bay [Italia] "Assicurare la tutela della legalità nella rete" [LIP] Tecnocontrollo e privacy online
::Multimedia:: Criminalization of Social Networking Technology |
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